Una bottiglia di Barolo del 1945, conservata per decenni nelle cantine storiche di Marchesi di Barolo, ha lasciato le Langhe per raggiungere Bangkok. A riceverla è stato J.S. Uberoi, fondatore del Bangkok International Festival of Dance and Music, nato proprio nel 1945. A scegliere l’annata è stata la famiglia Abbona, proprietaria della storica azienda piemontese, trasformando la coincidenza dell’anno in un omaggio personale.
La consegna è avvenuta durante la visita in Thailandia del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, nell’ambito degli incontri che hanno coinvolto anche la Famiglia Reale thailandese e i responsabili del Festival di Bangkok. La delegazione piemontese ha incontrato Re Rama X e la Regina Suthida, mentre il viaggio ha offerto anche l’opportunità di rafforzare i rapporti culturali tra il Piemonte e la capitale thailandese.
In questo contesto la bottiglia scelta da Marchesi di Barolo assume un significato particolare. Non è stata selezionata soltanto per l’età o per la rarità dell’annata: il 1945 corrisponde all’anno di nascita di Uberoi, figura che ha dedicato buona parte della propria attività alla diffusione delle arti performative internazionali in Thailandia.
Il Bangkok International Festival of Dance and Music è nato nel 1999 e nel corso degli anni ha portato nella capitale thailandese compagnie di danza, orchestre, musicisti e produzioni provenienti da diversi Paesi. Oggi si svolge sotto il patronato reale di Sua Altezza Reale la Principessa Maha Chakri Sirindhorn, mentre J.S. Uberoi continua a essere tra le figure centrali dell’organizzazione.
A collegare direttamente la famiglia Abbona a questa storia c’è inoltre il rapporto personale costruito negli anni con la figlia di Uberoi, Rasina Uberoi Bajaj, oggi managing director di International Cultural Promotions Ltd. e impegnata nella gestione del Festival fondato dal padre.
Per Marchesi di Barolo, la destinazione non è peraltro nuova. L’azienda opera sul mercato thailandese da oltre vent’anni e nel tempo ha sviluppato rapporti commerciali e personali nel Paese, dove i vini italiani hanno trovato un pubblico sempre più interessato alla ristorazione e all’enogastronomia internazionale.
“Siamo onorati che la Presidenza della Regione Piemonte abbia pensato a noi per celebrare una persona e una storia così importanti” commenta la famiglia Abbona. “Una bottiglia della nostra collezione storica non è soltanto preziosa: è memoria, è il racconto di un territorio e di un sapere che si tramandano da decenni. Il fatto che sia giunta nelle mani di Mr. Uberoi rende questo dono ancora più speciale. E ci piace pensare che rappresenti anche il legame che Marchesi di Barolo ha costruito negli anni con la Thailandia, fatto di cultura e passione per il vino.“
Una bottiglia uscita dalla collezione storica
Il Barolo arrivato a Bangkok proviene dalla collezione custodita da Marchesi di Barolo nelle cantine del paese da cui il vino prende il nome. Qui l’azienda conserva annate rare che risalgono fino alla fine dell’Ottocento, una raccolta costruita nel tempo e mantenuta negli stessi ambienti nei quali si è sviluppata una parte fondamentale della storia del Barolo.
Quella del 1945 è dunque una bottiglia che porta con sé più di ottant’anni di conservazione. Il suo valore non dipende soltanto dall’età: appartiene a una raccolta che documenta l’evoluzione del vino attraverso vendemmie, periodi storici e generazioni differenti.
La storia delle cantine precede quella della famiglia che oggi le conduce. Le origini risalgono alla prima metà dell’Ottocento e all’attività dei Marchesi Falletti di Barolo. Nel 1929 Pietro Abbona, insieme al fratello Ernesto e alle sorelle Marina e Celestina, acquistò le Cantine dei Marchesi di Barolo. Da allora la famiglia Abbona ne ha proseguito l’attività, arrivando oggi alla sesta generazione.
Nelle cantine sono ancora conservate anche le cinque storiche botti appartenute alla Marchesa Giulia Falletti Colbert, restaurate e nuovamente utilizzate per l’affinamento. Accanto alla produzione corrente, la raccolta delle vecchie annate costituisce così una sorta di archivio enologico dell’azienda.
La scelta di aprire questo patrimonio per destinare una bottiglia del 1945 a Uberoi non è quindi assimilabile a un normale dono istituzionale. Significa prelevare un vino rimasto per decenni nella cantina di origine e affidargli un nuovo percorso, questa volta fino alla Thailandia.



