Nel 2026 Bosca aggiunge nuovi elementi al percorso avviato in occasione del 190° anniversario, intervenendo su due fronti: il rafforzamento del posizionamento del marchio e l’espansione nella grande distribuzione.
Da un lato il restyling della Riserva del Nonno, dall’altro l’estensione della linea Bosca 1831, che accoglie una nuova gamma di vini fermi accanto alle bollicine introdotte lo scorso anno.
La Riserva del Nonno, Metodo Classico affinato oltre dieci anni sui lieviti nelle Cattedrali Sotterranee di Canelli, viene riproposta al canale Ho.Re.Ca. con una nuova identità visiva che ne sottolinea il profilo premium. Il marchio nasce nel 1913 per celebrare la nomina a Cavaliere del Lavoro di Luigi Bosca da parte di Vittorio Emanuele III, e ancora oggi rappresenta un riferimento nella storia dello spumante italiano.
Il processo produttivo resta fedele all’impostazione originaria: lunga permanenza sui lieviti, lavorazioni manuali e una cura meticolosa in ogni fase. Nelle cantine sotterranee – riconosciute patrimonio UNESCO – ogni bottiglia viene seguita singolarmente, dal remuage eseguito a mano fino all’applicazione dell’etichetta con le indicazioni dei tempi di produzione. La tiratura resta contenuta, circa 400 casse all’anno, destinate a contesti selezionati.
Il nuovo progetto creativo ruota attorno al concetto “Custodi del Tempo”, che richiama il ruolo delle cantine come luogo in cui la materia prima evolve senza accelerazioni. «Stappare una bottiglia di Riserva del Nonno significa entrare in questo luogo magico e attraversare un tempo che pochi luoghi al mondo possono raccontare.» afferma Polina Bosca, CMO. «Per questo ogni bottiglia porta con sé un simbolo: la chiave delle nostre cantine. Non è un ornamento. È il segno di ciò che custodiamo. Chi apre una bottiglia di Riserva del Nonno non sta solo stappando uno spumante. Sta aprendo la porta che conduce nelle Cattedrali Sotterranee Bosca dove, da due secoli, preserviamo il tempo necessario per creare una grande Riserva.»
Parallelamente, la linea Bosca 1831, pensata per la GDO e lanciata nel 2025 con le bollicine, si amplia con sette vini del territorio. Entrano in gamma quattro rossi – Barolo DOCG, Barbera d’Asti DOCG, Langhe DOC Nebbiolo e un vino dealcolato rosso – e tre bianchi: Piemonte DOC Chardonnay, Langhe DOC Arneis e Moscato d’Asti DOCG.
«L’ingresso delle nuove referenze nella Grande Distribuzione non è solo uno sviluppo commerciale, ma un atto di valorizzazione del territorio.” sottolinea Pia Bosca, CEO. «Abbiamo voluto portare sullo scaffale l’autenticità dei vitigni delle nostre colline, garantendo al consumatore una qualità alta unita all’accessibilità che la GDO può offrire. Crediamo che l’eccellenza territoriale debba essere un patrimonio condiviso, non un privilegio per pochi.»
Il packaging mantiene un legame diretto con quello delle bollicine della stessa linea, assicurando continuità visiva e introducendo elementi distintivi per differenziare le tipologie di prodotto.
Lo sviluppo dell’azienda guarda anche al mercato statunitense con It’s FAB, nuova proposta firmata VERDI, marchio già consolidato negli USA. Si tratta di bollicine con gradazione alcolica del 15%, pensate per intercettare la domanda di prodotti dal profilo più intenso. Le varianti Black Raspberry, Pink Cranberry e White Peach, realizzate con aromi naturali, puntano su un gusto pieno e dolce. Un segmento che si inserisce nel percorso di innovazione sviluppato da Bosca negli ultimi trent’anni.
Accanto alle novità di prodotto, l’azienda continua a lavorare anche sul versante delle degustazioni, con momenti dedicati alla Riserva del Nonno, alle referenze analcoliche e al Vermouth di Torino IGP Rosso. Quest’ultimo rappresenta una delle espressioni più consolidate del know-how aziendale, capace di attraversare epoche e contesti diversi: dai salotti torinesi di fine Settecento fino ai cocktail bar contemporanei.
Fondata a Canelli nel 1831 da Pietro Bosca, l’azienda è oggi guidata dalla sesta generazione della famiglia – Pia, Gigi e Polina Bosca – ed è presente in oltre 40 Paesi. Alla produzione di spumanti, vini e aperitivi affianca da tempo una linea di prodotti low e no alcol. Le cantine storiche, inserite nel sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli piemontesi, restano uno degli elementi distintivi di una realtà che continua a muoversi tra consolidamento e nuove direzioni.



