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Tedeschi nella Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling con Capitel Monte Olmi Riserva 2019

L’Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva Capitel Monte Olmi 2019 di Tedeschi entra nella Top 100 Wines of Italy 2026 di James Suckling con 97 punti. Il vino di Pedemonte di Valpolicella compare al numero 100 della graduatoria pubblicata il 16 settembre, costruita dopo l’assaggio di circa 7.000 etichette italiane nell’arco dell’ultimo anno.

Per l’edizione 2026, James Suckling ha scelto il titolo “Pride of Place“, mettendo l’accento sui vini nei quali vigneto e provenienza risultano chiaramente riconoscibili. Nella presentazione della classifica, il critico statunitense osserva come una parte crescente della produzione italiana stia tornando a concentrarsi sul luogo di origine, con un uso più misurato del legno e maggiore attenzione all’equilibrio tra maturazione, freschezza e tannini. La Top 100 non deriva inoltre dal solo punteggio: nella graduatoria entrano anche disponibilità, prezzo e reperibilità delle bottiglie.

In questo contesto, la presenza di Capitel Monte Olmi Riserva 2019 riporta l’attenzione su un vigneto che occupa un posto particolare nella storia di Tedeschi e della Valpolicella Classica.

Monte Olmi si trova a Pedemonte, nel comune di San Pietro in Cariano. Il vigneto, acquistato dalla famiglia nel 1918, si estende per 2,5 ettari tra i 180 e i 200 metri di altitudine, con esposizione a sud-ovest. Le vigne crescono su terrazze sostenute dalle tradizionali marogne, i muri a secco in pietra della Valpolicella, su terreni di origine morenica, calcareo-marnosi e con una consistente componente argillosa. La pendenza favorisce il drenaggio quando le precipitazioni sono abbondanti, mentre la profondità del terreno consente di trattenere acqua durante i periodi più asciutti.

È però negli anni Sessanta che Monte Olmi assume il ruolo che conserva ancora oggi. Nel 1964 Lorenzo Tedeschi decide di vinificare separatamente le uve del vigneto e di riportarne il nome in etichetta. Nasce così Capitel Monte Olmi, considerato tra i primi cru della Valpolicella in un periodo nel quale la valorizzazione del singolo vigneto non era ancora una pratica diffusa in Italia.

Quella scelta è rimasta alla base della produzione attuale. Per Capitel Monte Olmi, le uve vengono selezionate nell’omonimo vigneto e sottoposte a circa quattro mesi di appassimento in ambiente controllato. Il vino matura poi per quattro anni in botti di rovere di Slavonia e completa l’affinamento con altri dodici mesi in bottiglia.

Sul 2019, James Suckling ha assegnato 97 punti, rilevando la capacità del vino di mantenere freschezza accanto alla concentrazione tipica dell’Amarone. Nel profilo aromatico compaiono mandarino essiccato, fiori d’arancio, ciliegia e cioccolato; al palato la lettura insiste sulla componente minerale, sui tannini e sulla lunghezza del finale.

Il riconoscimento arriva dopo un lungo lavoro di Tedeschi sulla conoscenza dei propri vigneti. Dal 2010 l’azienda porta avanti un programma di zonazione e caratterizzazione dei suoli nella Valpolicella Classica e nella tenuta di Maternigo, studiando composizione dei terreni, comportamento delle piante e differenze tra parcelle. Negli anni la ricerca è stata estesa anche al profilo aromatico di Corvina e Corvinone e ai cru Monte Olmi, La Fabriseria e Maternigo, per verificare in che modo suolo, microclima e posizione incidano sulle caratteristiche dei vini.

Per Sabrina Tedeschi, che guida l’azienda con Antonietta e Riccardo Tedeschi, l’ingresso nella selezione assume quindi un significato legato proprio al percorso iniziato dal singolo vigneto: “Essere stati scelti tra 7.000 vini italiani e vedere Monte Olmi riconosciuto proprio in una selezione che mette al centro il senso del luogo ha per noi un valore speciale“, commenta Sabrina Tedeschi, a capo dell’azienda insieme ai fratelli Antonietta e Riccardo. “Da tempo sosteniamo che l’identità di un grande vino nasca prima di tutto dal suo vigneto. Monte Olmi rappresenta profondamente questa convinzione: è un luogo che studiamo, interpretiamo e rispettiamo da generazioni. Questo risultato ci rende particolarmente orgogliosi perché premia non soltanto un vino, ma una scelta precisa che portiamo avanti da anni: esprimere le differenze, l’origine e la personalità dei singoli vigneti della Valpolicella.

Nella Top 100 Wines of Italy 2026 sono sei i vini veneti. Oltre al Capitel Monte Olmi 2019, figurano altri due Amarone: il Bertani Amarone della Valpolicella Classico 2017, al numero 57, e il Sergio Zenato Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2009, al 71. La Valpolicella è presente anche con il Monte Lodoletta 2020 di Romano Dal Forno, al 42, mentre per il Soave compaiono La Rocca 2024 di Pieropan, al 60, e Foscarino I Palchi Grande Cuvée 2023 di Inama, all’81.

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