Una nuova mappa per leggere l’Oltrepò Pavese attraverso vigneti, vallate, altitudini, esposizioni e versanti. È il lavoro presentato lunedì 7 settembre al Teatro Valentino Garavani di Voghera da Alessandro Masnaghetti, editore di Enogea e cartografo del vino, durante la giornata di Oltrepò Terra di Pinot Nero, inserita nel programma di OltreGusto 2026.
Il progetto nasce su impulso del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, che ha affidato a Masnaghetti il compito di costruire uno strumento capace di restituire in modo più preciso la geografia viticola della zona. Un lavoro che si lega direttamente al percorso avviato dal Consorzio sul Classese, il Metodo Classico da Pinot Nero sul quale negli ultimi anni si è concentrata una parte importante dell’attività di rilancio e posizionamento della denominazione.
Il 2026 è stato infatti l’anno del lancio ufficiale del Classese e della nuova impostazione con cui il Consorzio sta cercando di rendere più riconoscibili vini e aree produttive dell’Oltrepò. Oltrepò Terra di Pinot Nero, giunto alla sesta edizione, nasce proprio come appuntamento consortile dedicato al Metodo Classico DOCG e al Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC vinificato in rosso; quest’anno è stato affiancato da OltreGusto, dedicato invece alla ristorazione e alle produzioni gastronomiche.
Dopo i saluti istituzionali, Masnaghetti è entrato nel merito del lavoro svolto negli ultimi mesi. Il progetto comprende tre strumenti collegati: una mappa vitivinicola bidimensionale, un volume di approfondimento e una mappa fisica in rilievo, nella quale l’andamento delle colline e delle vallate diventa immediatamente leggibile.
La geologia costituisce la base della carta, ma non è l’unico criterio utilizzato. Lo studio considera anche altitudini, pendenze, esposizioni, distribuzione dei vigneti e orientamento dei versanti. In una zona dove le colline cambiano rapidamente direzione e inclinazione, il lato sul quale si trova una vigna può modificare in modo sensibile le condizioni di coltivazione.
La nuova cartografia consente quindi di osservare l’Oltrepò Pavese andando oltre i soli confini amministrativi. L’area delle denominazioni comprende circa 11.500 ettari vitati distribuiti in quaranta comuni e presenta una successione di dorsali e fondovalle che rende difficile ricondurre il territorio a un’unica fisionomia.
Particolare attenzione è riservata alle quattro vallate principali: Staffora, Coppa, Scuropasso e Versa. Sono le stesse che acquistano un peso specifico nel progetto del Classese, dove diventano riferimenti geografici utili a distinguere le diverse provenienze delle uve.
Il Pinot Nero occupa inevitabilmente una posizione centrale. Con 2.903 ettari rappresenta oggi il 25,2% della superficie vitata dell’Oltrepò e ha superato la Croatina per estensione. La mappa ne mostra la distribuzione e permette di vedere dove la presenza del vitigno diventa più consistente, mettendola in relazione con quota e morfologia delle colline.
Non si tratta però di una zonazione né di una classificazione gerarchica delle vigne. Il lavoro di Masnaghetti mette insieme dati, sopralluoghi e conoscenza del territorio per offrire una base comune dalla quale partire, utile tanto a chi produce quanto a chi deve spiegare le differenze interne all’Oltrepò.
La presenza di tre supporti risponde proprio a questa esigenza. La mappa consente di individuare rapidamente aree e vigneti; il volume permette di approfondire gli elementi che caratterizzano le diverse zone; il rilievo rende evidente la struttura fisica di un territorio che, osservato soltanto su una carta piana, rischia di apparire molto più uniforme di quanto sia realmente.
Per il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, la mappatura diventa così uno degli strumenti del lavoro più ampio intrapreso sul territorio. La sua missione statutaria comprende tutela e promozione delle denominazioni locali e il progetto presentato a Voghera aggiunge una base geografica più dettagliata al racconto dei vini, in particolare nel momento in cui il Classese cerca una riconoscibilità più forte.
La giornata è poi proseguita all’Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini, dove alcune cantine del Consorzio hanno presentato oltre cento etichette tra Classese – Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG e Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC.
Ai banchi si potevano confrontare le due principali espressioni del Pinot Nero oltrepadano: il Classese, nelle versioni Blanc de Noirs e Rosé de Noir, e il Pinot Nero vinificato in rosso.
A mezzogiorno abbiamo partecipato anche a una degustazione alla cieca di Blanc de Noirs e Rosé de Noir, con millesimi e dosaggi differenti. Tra i calici era stato inserito anche uno Champagne come “intruso”, dettaglio che rendeva il confronto ancora più interessante perché eliminava qualsiasi certezza legata alla provenienza.
Dalle 19 il programma lasciava spazio a OltreGusto, con ristoratori, chef, pasticceri e produttori agroalimentari affiancati ai vini del Consorzio. La manifestazione del 2026 nasce infatti dall’unione tra la sesta edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero e la seconda di OltreGusto, riunendo nella stessa giornata la parte vitivinicola e quella gastronomica.



