La Lombardia cresce nella guida Slow Wine 2027, con 102 cantine recensite, quattro in più rispetto all’edizione precedente, e 394 etichette selezionate. Sono 12 le aziende che ottengono la Chiocciola, cinque quelle premiate con la Bottiglia e tre le Monete, per un totale di 20 riconoscimenti. A queste si aggiungono otto nuovi ingressi, che contribuiscono ad ampliare la presenza regionale nella diciassettesima edizione della guida di Slow Food Editore.
Il quadro che emerge dalle visite in cantina e dalle degustazioni è quello di una regione dalle caratteristiche produttive molto diverse. La solidità della Franciacorta, la viticoltura terrazzata della Valtellina e le prospettive dell’Oltrepò Pavese convivono con territori più piccoli, alcuni dei quali stanno ancora cercando una direzione produttiva definita.
A influenzare le scelte delle aziende sono soprattutto i cambiamenti climatici, i costi di gestione dei vigneti e l’evoluzione dei consumi. Questioni che assumono un peso diverso a seconda delle zone, delle varietà coltivate e delle condizioni nelle quali operano i produttori.
Dalla Franciacorta alla Valtellina, le valutazioni di Slow Wine
In Franciacorta, la produzione di Metodo Classico ha raggiunto una qualità media elevata, sostenuta dall’esperienza delle cantine e da una denominazione ormai riconosciuta anche sui mercati internazionali. La guida osserva tuttavia come questa maturità produttiva possa comportare una certa uniformità stilistica. La sfida, per i prossimi anni, sarà dare maggiore spazio alle differenze tra aziende, vigneti e interpretazioni, senza perdere la precisione tecnica raggiunta.
Ben diversa è la situazione della Valtellina, dove il Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca, viene coltivato su ripidi terrazzamenti sostenuti da muri a secco. Qui la meccanizzazione è spesso impossibile e molte lavorazioni devono essere eseguite manualmente. La difficoltà principale non riguarda soltanto la qualità del vino, ma la remunerazione di un’attività agricola particolarmente impegnativa. La manutenzione dei terrazzamenti, la gestione delle vigne e il lavoro necessario per ogni ettaro comportano costi che non sempre trovano un adeguato riconoscimento nei prezzi di vendita. Per Slow Wine, la valorizzazione dei vini valtellinesi passa anche dalla capacità di sostenere economicamente questo tipo di viticoltura.
Segnali incoraggianti arrivano invece dall’Oltrepò Pavese, territorio sul quale la guida esprime un giudizio positivo rispetto agli anni precedenti. Al centro dell’attenzione rimane il Pinot Nero, varietà presente sia nella produzione di vini rossi sia nelle basi spumante. Il progetto Classese, dedicato all’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, prosegue il proprio sviluppo e registra una crescita delle bottiglie commercializzate con il nuovo marchio.
Parallelamente si sta discutendo della possibilità di valorizzare i vini fermi di fascia alta attraverso la proposta di una nuova DOC Montenapoleone. L’ipotesi riguarda rossi prodotti principalmente con Barbera e Croatina e bianchi a base di Riesling Renano. Si tratta ancora di un progetto e non di una denominazione già riconosciuta, ma la proposta testimonia la volontà di costruire una maggiore riconoscibilità commerciale anche per produzioni differenti dal Pinot Nero.
Valcamonica, Bergamasca e territori lacustri
La Valcamonica continua a suscitare interesse per la varietà delle condizioni climatiche lungo la valle. Le differenze di altitudine ed esposizione favoriscono la coltivazione di vitigni diversi, con risultati che la guida considera ancora disomogenei. Non emerge uno stile prevalente, ma una produzione articolata che potrebbe trovare maggiori opportunità proprio nella valorizzazione delle singole zone.
Nella Bergamasca, il Moscato di Scanzo conserva caratteristiche territoriali ben definite, pur all’interno di un contesto produttivo che negli ultimi anni non ha sempre espresso tutte le proprie potenzialità. Più dinamica appare la parte occidentale della provincia, nell’area della Val Pontida, dove si stanno affermando aziende e interpretazioni meno legate agli schemi produttivi consolidati.
Nel Bresciano arrivano riscontri positivi anche da Botticino e Capriano del Colle. In Valtènesi aumenta invece il numero dei produttori impegnati nella valorizzazione dei rosati territoriali, mentre il Chiaretto Riserva sta acquisendo una maggiore definizione stilistica e una presenza più consistente nella produzione della denominazione.
Il Lugana attraversa una fase meno favorevole rispetto alla crescita registrata negli anni precedenti. Il rallentamento dei consumi ha frenato l’espansione commerciale e reso più evidenti le differenze tra le aziende.
Restano aperte anche le questioni legate alle colline moreniche, ancora alla ricerca di una riconoscibilità più precisa, e al Lambrusco Mantovano, che fatica a ottenere la stessa attenzione commerciale delle produzioni emiliane.
Più contenute, ma interessanti per le caratteristiche dei rispettivi territori, sono le produzioni delle Terre Lariane. Anche i Colli Varesini stanno cercando di definire meglio la propria proposta vitivinicola.
Chiocciole, Bottiglie e Monete: tutte le cantine lombarde premiate
La guida Slow Wine valuta le aziende attraverso degustazioni e visite che permettono di conoscere il lavoro svolto sia in vigneto sia in cantina. I riconoscimenti vengono attribuiti secondo criteri differenti.
La Chiocciola distingue le aziende che interpretano con particolare coerenza i principi di Slow Food, considerando la qualità dei vini, il rapporto con il territorio, le pratiche ambientali e la proporzione tra qualità e prezzo. La Bottiglia viene assegnata alle cantine che hanno raggiunto risultati di eccellente livello nelle degustazioni, mentre la Moneta premia quelle che propongono vini di qualità elevata a prezzi particolarmente convenienti.
Le 12 Chiocciole della Lombardia
| Cantina | |
|---|---|
| Agnes Fratelli | ARPEPE |
| Barone Pizzini | Cà del Vént |
| Corte Fusia | Dirupi |
| Enrico Gatti | Fay |
| La Costa | Picchioni Andrea |
| Scuropasso | Togni Rebaioli |
Tra le 12 Chiocciole figurano due nuovi riconoscimenti: Cà del Vént e Scuropasso, entrambe premiate per la prima volta con questo simbolo nell’edizione 2027. Sono due delle tredici nuove Chiocciole assegnate complessivamente in Italia.
L’elenco lombardo comprende cantine della Franciacorta, dell’Oltrepò Pavese, della Valtellina e di altri territori regionali, a conferma della varietà delle produzioni selezionate.
Le 5 Bottiglie della Lombardia
| Cantina | |
|---|---|
| 1701 | Bosio |
| Ca’ del Bosco | Cantrina |
| Cordero San Giorgio |
Le cinque Bottiglie evidenziano una presenza importante della spumantistica franciacortina, con aziende come 1701, Bosio e Ca’ del Bosco, alle quali si affiancano Cantrina, in Valtènesi, e Cordero San Giorgio, nell’Oltrepò Pavese.
Le 3 Monete della Lombardia
| Cantina |
|---|
| Cascina Belmonte |
| Marangona |
| Ronco Calino |
Le tre Monete sono assegnate a Cascina Belmonte, Marangona e Ronco Calino. Il riconoscimento assume particolare interesse in una fase nella quale il prezzo continua a incidere sulle scelte degli appassionati e degli operatori della ristorazione.
Le otto novità lombarde di Slow Wine 2027
La nuova guida introduce anche otto aziende lombarde non presenti nella precedente edizione. La definizione di novità non indica necessariamente una cantina di recente costituzione: possono rientrare nella selezione anche produttori attivi da tempo, ma non recensiti nell’ultima pubblicazione.
| Cantina | |
|---|---|
| Acà | Cantina Caleffi |
| Cantina Tàia | Castello di Stefanago |
| Manuelina | Taver |
| Terrazzi Alti | Tosca |
Il numero complessivo delle aziende recensite sale da 98 a 102, mentre gli otto nuovi ingressi indicano un ricambio più ampio rispetto al semplice incremento numerico.



