Il Veneto conferma il proprio peso nella viticoltura italiana anche nell’edizione 2027 di Slow Wine, con 161 cantine recensite, due in più rispetto all’anno precedente, e 523 etichette selezionate. Sono 21 le aziende premiate con la Chiocciola, 11 quelle che ottengono la Bottiglia e quattro le Monete, per un totale di 36 riconoscimenti. La guida di Slow Food Editore segnala inoltre 12 nuovi ingressi, tra aziende di recente costituzione e produttori già attivi ma assenti dall’edizione precedente.
Il Veneto rimane la regione italiana con la maggiore produzione di vino, sostenuta soprattutto dai volumi del Prosecco. Accanto a questo comparto, però, convivono denominazioni e realtà produttive molto diverse: dai rossi della Valpolicella ai bianchi del Soave, dai vini del Garda ai Metodo Classico dei Monti Lessini, fino alle piccole aziende delle aree collinari e pedemontane.
Durante le visite effettuate per la guida, i collaboratori di Slow Wine hanno riscontrato diversi passaggi generazionali, con giovani produttori che stanno assumendo la gestione delle aziende familiari o avviando attività proprie. Cambiano anche alcune scelte di vinificazione, soprattutto nelle denominazioni storicamente associate a vini strutturati e di elevata gradazione alcolica.
Dalla Valpolicella al Garda, come cambia il vino veneto
Una delle trasformazioni più evidenti riguarda la Valpolicella, dove prosegue la ricerca di vini meno concentrati e più scorrevoli. Il cambiamento interessa soprattutto il Valpolicella Superiore, sempre più spesso prodotto attraverso la vinificazione di uve fresche, senza ricorrere all’appassimento per aumentarne struttura e concentrazione.
Anche nell’Amarone della Valpolicella si stanno affermando interpretazioni meno pesanti, nelle quali l’appassimento rimane fondamentale, ma viene gestito insieme all’estrazione e all’affinamento per ottenere vini più equilibrati, senza rinunciare alla complessità aromatica.
Particolare attenzione viene riservata al Recioto della Valpolicella, vino dolce ottenuto da uve appassite, la cui produzione è diminuita sensibilmente negli ultimi decenni. Il successo commerciale dell’Amarone e il calo dei consumi dei vini dolci hanno progressivamente ridotto lo spazio dedicato al Recioto, che oggi rappresenta appena lo 0,6% delle bottiglie prodotte nella denominazione. Per tutelarne la produzione, nel 2025 è stato istituito un Presidio Slow Food, al quale aderiscono cantine impegnate a rispettare regole più restrittive rispetto al disciplinare della DOCG. Sono richieste, tra le altre condizioni, uve provenienti da vigne di almeno quindici anni, coltivate senza diserbo chimico, un appassimento naturale di almeno cento giorni e lunghi periodi di affinamento. L’iniziativa punta a salvaguardare una produzione storica della viticoltura veronese, oggi economicamente meno remunerativa rispetto ad altre tipologie della denominazione.
Spostandosi verso il Lago di Garda, la guida riconosce il lavoro dei produttori di Bardolino e Custoza che hanno continuato a privilegiare freschezza ed equilibrio, anche nelle selezioni più ambiziose. In una zona dove i quantitativi prodotti sono importanti, la capacità di conservare queste caratteristiche viene considerata uno degli elementi distintivi delle migliori aziende.
Un ruolo centrale spetta anche alle Terre della Garganega, che comprendono Soave, Gambellara e Montebello. La varietà trova nelle aree collinari, soprattutto sui terreni di origine vulcanica, condizioni favorevoli alla produzione di vini più concentrati e complessi rispetto a quelli ottenuti nelle zone maggiormente produttive. La Garganega è infatti un’uva naturalmente generosa, capace di raggiungere rese elevate. Sui versanti collinari, dove il terreno e le condizioni di coltivazione ne limitano la produttività, può esprimere caratteristiche molto differenti, con maggiore profondità e capacità di evoluzione.
Nei Monti Lessini continua invece il lavoro sulla Durella, varietà dalla spiccata acidità utilizzata anche per la produzione del Lessini Durello Metodo Classico. La guida segnala una presenza sempre più importante di giovani donne alla guida delle aziende, impegnate tanto nella gestione dei vigneti quanto nelle scelte produttive.
Una situazione vivace si ritrova anche nell’area di Breganze e dei Colli Berici, dove diversi giovani vignaioli stanno lavorando con approcci artigianali e interventi di cantina contenuti. Tra le varietà locali oggetto di maggiore attenzione figurano la Vespaiola e il Groppello, recuperate o valorizzate attraverso produzioni di dimensioni spesso limitate.
I Colli Euganei continuano a registrare nuovi progetti, mentre lungo il Piave, dal Bellunese fino alla provincia di Venezia, si incontrano aziende che stanno recuperando tecniche e vitigni legati alla viticoltura locale.
Rimane infine fondamentale il Prosecco di collina, in particolare quello delle aree storiche di Conegliano e Valdobbiadene, dove le differenze tra versanti, esposizioni e lavorazioni permettono ai produttori di sviluppare interpretazioni più legate ai singoli vigneti.
Chiocciole, Bottiglie e Monete: tutte le cantine venete premiate
I riconoscimenti di Slow Wine vengono attribuiti sulla base delle degustazioni, delle visite nelle aziende e della valutazione delle pratiche adottate in vigneto e in cantina.
La Chiocciola distingue le cantine che interpretano con particolare coerenza i valori di Slow Food, considerando la qualità dei vini, il rispetto dell’ambiente, il rapporto con il territorio e l’attenzione ai prezzi. La Bottiglia viene assegnata alle aziende che hanno ottenuto risultati di eccellente livello nelle degustazioni, mentre la Moneta premia quelle capaci di proporre vini di qualità elevata a prezzi particolarmente interessanti.
Le 21 Chiocciole del Veneto
| Cantina | ||
|---|---|---|
| Bele Casel | Ca’ dei Zago | Camerani Marinella |
| Casa Coste Piane | Case Paolin | Dama del Rovere |
| Gini | Il Filò delle Vigne | La Biancara |
| Le Fraghe | Malibràn | Masari |
| Miotto | Mongarda | Monte Santoccio |
| Pieropan | Prà | Sorelle Bronca |
| Speri | Vigneti di Ettore | Vigneto Due Santi |
Tra le 21 Chiocciole venete figura un nuovo riconoscimento: Vigneti di Ettore, azienda della Valpolicella che entra per la prima volta tra le cantine premiate con il simbolo più rappresentativo della guida.
L’elenco comprende produttori della Valpolicella, del Soave e delle colline del Prosecco, insieme a realtà di altre zone della regione. Sono aziende che lavorano con varietà e tecniche differenti, accomunate dalla valutazione positiva ricevuta per il rapporto tra vino, pratiche agricole e territorio.
Le 11 Bottiglie del Veneto
| Cantina | |
|---|---|
| Bastia – Michele Rebuli | Corte Scaletta |
| Giovanni Éderle | La Cappuccina |
| Le Colture | Nicos Brustolin |
| Roeno | Ruge |
| Secondo Marco | Suavia |
| Tenuta Santa Maria |
Le undici Bottiglie comprendono cantine legate a denominazioni storiche come Valpolicella, Soave e Prosecco, oltre a produttori che operano in altre aree venete. In questo caso il riconoscimento riguarda soprattutto il livello qualitativo raggiunto dai vini presentati durante le degustazioni della guida.
Le 4 Monete del Veneto
| Cantina | |
|---|---|
| Agostino Vicentini | Le Marognole |
| Poggio delle Grazie | Vigna Ròda |
Le quattro Monete premiano aziende i cui vini si distinguono per l’eccellente rapporto tra qualità e prezzo. Un riconoscimento importante in una fase nella quale l’aumento dei costi di produzione e la maggiore attenzione alla spesa stanno incidendo sulle scelte dei consumatori.
Le 12 novità del Veneto in Slow Wine 2027
Accanto alle cantine premiate, la guida segnala dodici aziende che non erano presenti nella precedente edizione. L’ingresso in Slow Wine 2027 non implica necessariamente che si tratti di attività appena nate: alcune possono avere già una storia produttiva consolidata.
| Cantina | |
|---|---|
| Asja Rigato | Balestri Valda |
| Contrada Palui | Filippi |
| FlaTìo | La Frassina |
| Montenigo | San Nazario |
| Tenuta Maule | Tenuta Villa Bellini |
| Terre Boscaratto | Terre Grosse |
Con questi dodici ingressi, il numero complessivo delle cantine venete recensite sale da 159 a 161. L’aumento contenuto rispetto alla precedente edizione indica un ricambio tra aziende inserite e produttori non più presenti nella selezione.



