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Il Collio a Il Nizza È 2026: Luca Raccaro racconta la denominazione tra grandi bianchi, ponca e cambiamento climatico

Il Collio, una delle denominazioni più conosciute del Friuli Venezia Giulia per la produzione di vini bianchi, è stato ospite d’onore della settima edizione de Il Nizza È, la manifestazione dedicata al Nizza DOCG che si è svolta dal 3 al 5 ottobre 2026 a Nizza Monferrato. Un incontro tra due territori vitivinicoli molto differenti, che ha permesso di affiancare alla Barbera del Monferrato i vini delle colline goriziane, attraverso degustazioni e approfondimenti sulle prospettive del settore.

A Palazzo Crova, sede dei banchi d’assaggio, erano disponibili oltre 120 etichette di Nizza DOCG, suddivise in sei postazioni dedicate alle differenti aree della denominazione. Una settima era riservata al Consorzio Tutela Vini Collio, presente con 17 vini rappresentativi della produzione friulana.

Durante la manifestazione abbiamo incontrato Luca Raccaro, presidente del Consorzio dal 2025, con il quale abbiamo approfondito la storia del Collio, le caratteristiche dei suoi vigneti e le varietà che hanno contribuito alla notorietà di questo territorio.

Il Collio si sviluppa nella provincia di Gorizia, lungo la fascia collinare che raggiunge il confine con la Slovenia, tra località come Cormòns, San Floriano del Collio, Capriva del Friuli e Dolegna del Collio. Una zona nella quale la viticoltura ha radici antiche e le vicende storiche hanno lasciato tracce anche nella cultura agricola, nelle lingue e nei rapporti con il vicino territorio sloveno.

Il Consorzio Tutela Vini Collio nasce nel 1964, quattro anni prima del riconoscimento della DOC Collio, avvenuto nel 1968. Oggi la denominazione comprende circa 1.500 ettari coltivati a vite, distribuiti su colline che presentano esposizioni e condizioni differenti.

Una delle caratteristiche geologiche più importanti è la ponca, nome locale del flysch costituito da strati alternati di marne e arenarie, formatisi principalmente durante l’Eocene. Queste rocce, originariamente depositate in ambiente marino, si disgregano progressivamente sotto l’azione degli agenti atmosferici, dando origine a terreni generalmente ben drenati. La ponca è diffusa in gran parte della zona viticola e rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del Collio. Le caratteristiche dei vigneti dipendono però anche dalla pendenza, dall’altitudine e dall’esposizione, oltre che dalla posizione geografica della denominazione, protetta a nord dalle Prealpi Giulie e influenzata dalla relativa vicinanza del Mare Adriatico.

I vitigni del Collio, tra varietà locali e internazionali

A rendere particolarmente articolata la produzione sono soprattutto le numerose varietà a bacca bianca coltivate sul territorio.

Tra quelle storicamente legate al Collio troviamo il Friulano, la Ribolla Gialla e la Malvasia Istriana. Il primo, conosciuto in passato con il nome di Tocai Friulano, è apprezzato per il caratteristico finale leggermente amarognolo e per la sua versatilità gastronomica. La Ribolla Gialla si distingue per l’acidità e viene interpretata dai produttori con tecniche differenti, mentre la Malvasia Istriana è riconoscibile per il suo profilo aromatico.

Accanto a queste varietà hanno assunto un ruolo importante anche Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay e Pinot Bianco, presenti da lungo tempo nelle vigne del Collio. In particolare, il Pinot Grigio è oggi una delle uve più diffuse della denominazione, mentre Sauvignon e Chardonnay hanno contribuito alla sua affermazione sui mercati internazionali.

Il disciplinare comprende inoltre il Collio Bianco, tipologia che consente ai produttori di assemblare diverse varietà autorizzate, scegliendone le proporzioni in funzione delle caratteristiche delle uve e del vino che intendono ottenere.

È proprio questa ampiezza produttiva uno degli aspetti approfonditi con Luca Raccaro. All’interno della stessa denominazione convivono vini ottenuti da singoli vitigni e assemblaggi, aziende familiari e strutture più grandi, con scelte differenti sia nella gestione delle vigne sia nelle tecniche di vinificazione e affinamento.

La denominazione non può quindi essere ricondotta a un solo vino o a uno stile uniforme. La presenza di varietà locali e internazionali permette di osservare il comportamento di uve diverse nelle condizioni pedoclimatiche del Collio, lasciando alle singole cantine un ampio spazio interpretativo.

Raccaro, nominato presidente il 1° aprile 2025, è anche un produttore vitivinicolo e rappresenta una nuova generazione alla guida del Consorzio. Tra gli obiettivi del suo mandato figurano il rafforzamento della collaborazione tra le aziende e una maggiore riconoscibilità della denominazione, valorizzando le differenze produttive senza rinunciare a una comunicazione comune.

Il Consorzio ha lavorato in questa direzione anche attraverso iniziative dedicate alla conoscenza dei vini del territorio e collaborazioni con altre realtà vitivinicole friulane.

Il confronto con il Nizza e le sfide del clima

La presenza del Collio a Il Nizza È ha avuto anche un significato legato alle questioni che oggi interessano la viticoltura italiana.

Sabato 3 ottobre, all’ex Chiesa della Santissima Trinità di Nizza Monferrato, la tavola rotonda Il cambiamento climatico: aspetti enologici, territoriali e di mercato ha riunito rappresentanti delle due denominazioni ed esperti del settore.

La questione riguarda territori che partono da condizioni differenti. Nel Nizza DOCG, dove la Barbera è il vitigno protagonista, la gestione delle maturazioni e il mantenimento dell’equilibrio tra acidità, concentrazione e componente alcolica assumono un’importanza particolare. Nel Collio, caratterizzato soprattutto dalla produzione di bianchi, l’andamento delle temperature e delle precipitazioni incide sulle scelte vendemmiali e sulle caratteristiche aromatiche delle uve.

Le conseguenze delle stagioni sempre più irregolari richiedono interventi che riguardano l’intero ciclo produttivo, dalla gestione della vegetazione alla scelta del momento della raccolta, fino al lavoro in cantina.

Il confronto tra Nizza e Collio ha permesso di affrontare questi temi tenendo conto anche del mercato, in una fase nella quale le aziende devono misurarsi con costi crescenti e abitudini di consumo in evoluzione.

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