Due annate di Spinning Beauty, la 2006 e la 2016, riunite in un cofanetto prodotto in appena 50 esemplari. Arnaldo Caprai festeggia così i vent’anni dalla prima vendemmia del suo Montefalco Sagrantino DOCG della linea Signature, arrivato alla decima annata e conosciuto per una scelta produttiva piuttosto impegnativa: attendere circa dieci anni prima di mettere il vino in commercio.
La Spinning Beauty Limited Edition 2006-2016, proposta nelle enoteche a un prezzo consigliato a partire da 600 euro, offre la possibilità di confrontare la prima annata con quella attualmente disponibile. Un intervallo di dieci vendemmie che comprende anche un cambiamento importante nella vinificazione, legato all’arrivo dell’enologo francese Michel Rolland.
Per comprendere questo progetto bisogna partire dalle caratteristiche del Sagrantino, vitigno autoctono umbro noto per la concentrazione di polifenoli e per una struttura tannica particolarmente pronunciata. Caratteristiche che ne favoriscono la longevità, ma richiedono grande attenzione nella vinificazione e nell’affinamento, soprattutto quando si vogliono ottenere vini capaci di evolvere a lungo senza perdere equilibrio.
Con Spinning Beauty, Marco Caprai ha scelto fin dall’inizio una strada poco comune: prolungare la permanenza del vino in cantina ben oltre i tempi minimi previsti dal disciplinare del Montefalco Sagrantino DOCG.
Dal 2006 al 2016, due annate e due interpretazioni del Sagrantino
Il progetto nasce con la vendemmia 2006, sotto la supervisione di Attilio Pagli, storico enologo dell’azienda. Il vino affronta un affinamento particolarmente lungo, con circa otto anni trascorsi in barrique e un successivo periodo in bottiglia, prima di raggiungere il mercato a quasi dieci anni dalla raccolta delle uve.
Una decisione significativa per la viticoltura di Montefalco, dove il Sagrantino era già conosciuto per la propria capacità di invecchiamento, ma raramente veniva commercializzato dopo una permanenza così prolungata nelle cantine del produttore.
La scelta consentiva di proporre un vino che avesse già attraversato una parte importante della propria evoluzione, con una struttura tannica più distesa e una maggiore complessità aromatica.
Il percorso produttivo cambia nel 2015, quando Michel Rolland inizia a collaborare con Arnaldo Caprai. L’enologo francese, conosciuto per le consulenze in numerose aziende vinicole internazionali, introduce anche a Montefalco la tecnica della vinificazione integrale in barrique, adattandola alle caratteristiche del Sagrantino.
Il procedimento prevede che fermentazione e macerazione avvengano direttamente nelle piccole botti di legno. Durante la lavorazione, le barrique vengono movimentate per favorire il contatto tra mosto e bucce, con l’obiettivo di gestire l’estrazione dei tannini e ottenere una struttura più equilibrata.
È una lavorazione che richiede attenzione, soprattutto con un’uva dalla componente tannica importante come il Sagrantino. L’intervento di Rolland ha contribuito a modificare l’impostazione stilistica dei vini della linea Signature, lavorando sulla maturità del frutto e su una maggiore morbidezza gustativa.
L’annata 2016 di Spinning Beauty, oggi in commercio dopo un lungo affinamento, appartiene proprio a questa fase della produzione. Rispetto alla 2006, permette quindi di osservare non soltanto gli effetti di due vendemmie differenti, ma anche il risultato di scelte enologiche maturate a dieci anni di distanza.
Il confronto tra le due bottiglie costituisce l’aspetto più interessante della limited edition. La 2006 documenta gli inizi del progetto, mentre la 2016 rappresenta il lavoro successivo all’ingresso di Rolland, senza abbandonare la lunga permanenza in cantina che ha contraddistinto Spinning Beauty fin dalla nascita.
Una dedica ad Arnaldo Caprai e Michel Rolland
L’uscita del cofanetto assume quest’anno anche un significato personale per Marco Caprai, che ha voluto dedicarlo al padre Arnaldo Caprai, fondatore dell’azienda, e a Michel Rolland, entrambi scomparsi nel 2026.
Arnaldo Caprai, morto a gennaio all’età di 92 anni, aveva avviato l’attività vitivinicola nel 1971, dopo aver costruito la propria esperienza imprenditoriale nel settore tessile. L’acquisto dei primi vigneti a Montefalco segnò l’inizio di un percorso che avrebbe trovato nuovo impulso con il figlio Marco, protagonista del rilancio del Sagrantino attraverso investimenti, ricerca e collaborazioni scientifiche. Un lavoro che ha contribuito a modificare la percezione di un vitigno a lungo conosciuto soprattutto nella versione passita, dimostrando le possibilità della vinificazione in rosso secco e favorendone la diffusione sui mercati internazionali.
Michel Rolland, scomparso il 20 marzo 2026 a 78 anni, era entrato in azienda nel 2015. La collaborazione con Marco Caprai aveva portato a sperimentare nuove tecniche di vinificazione, in particolare sulla gestione dei tannini del Sagrantino, uno degli aspetti più complessi nella produzione di questo vino.
Riunire le due annate significa dunque ricordare anche due momenti della storia aziendale, legati a persone che hanno avuto ruoli differenti ma determinanti nello sviluppo della cantina.




