La Sicilia è presente nella guida Slow Wine 2027 con 130 cantine recensite, venti in più rispetto all’edizione precedente, e 500 etichette selezionate. Sono 17 le aziende premiate con la Chiocciola, 12 quelle che ottengono la Bottiglia e quattro le Monete, per un totale di 33 riconoscimenti. La nuova edizione della guida di Slow Food Editore registra inoltre 23 ingressi, un incremento che amplia sensibilmente la rappresentanza delle aziende vitivinicole siciliane.
Le degustazioni hanno riguardato soprattutto vini delle vendemmie 2025, 2024 e 2023, annate segnate da condizioni climatiche differenti e spesso difficili da gestire. Temperature elevate, disponibilità idrica irregolare e andamento stagionale imprevedibile hanno richiesto ai produttori di adattare il lavoro in vigneto e le scelte di cantina.
Il giudizio complessivo di Slow Wine è positivo, ma con differenze significative tra territori e tipologie. Particolarmente convincenti i bianchi da Catarratto e Grillo, così come i vini della Sicilia sudorientale e di Pantelleria. Più contrastanti, invece, i risultati dell’Etna, soprattutto per quanto riguarda i rossi.
Catarratto e Grillo, le conferme dei bianchi siciliani
Tra le varietà che hanno ottenuto le valutazioni più favorevoli figura il Catarratto, una delle uve bianche maggiormente coltivate in Sicilia. Le degustazioni della nuova guida hanno evidenziato vini capaci di coniugare freschezza, struttura e caratteristiche riconoscibili, senza ricorrere a interpretazioni eccessivamente elaborate.
È un risultato importante per una varietà che, pur avendo una lunga storia nella viticoltura regionale, per molti anni è stata destinata soprattutto a produzioni di grandi volumi. Il lavoro di numerose cantine ha progressivamente mostrato le possibilità qualitative del Catarratto, soprattutto quando viene coltivato con attenzione alle rese e alle caratteristiche dei vigneti.
Buoni risultati anche per il Grillo, con vini nei quali emergono sapidità, intensità gustativa e una componente fresca ben definita. Due varietà che, secondo i degustatori, rappresentano oggi una parte particolarmente convincente della produzione bianchista siciliana.
Nel Val di Noto prosegue intanto la crescita qualitativa già osservata nelle precedenti edizioni. La guida esprime giudizi molto favorevoli sui vini del territorio e, più in generale, sulle interpretazioni di Nero d’Avola e Frappato della Sicilia sudorientale.
I rossi si distinguono per una maggiore attenzione all’equilibrio e alla piacevolezza di beva, con interpretazioni meno condizionate dalla ricerca di concentrazione e potenza. Caratteristiche che li rendono particolarmente interessanti anche nell’abbinamento gastronomico.
Etna, Eolie e Pantelleria: risultati differenti
Il giudizio sull’Etna è più prudente. Dopo anni nei quali i vini del vulcano hanno attirato un interesse crescente, l’edizione 2027 registra risultati inferiori alle aspettative per una parte dei rossi degustati. Secondo Slow Wine, diversi campioni hanno mostrato un’espressione fruttata meno definita e una persistenza gustativa più contenuta rispetto alle precedenti edizioni. Non mancano produzioni di alto livello, ma il risultato complessivo viene considerato meno convincente di quanto ci si sarebbe aspettati.
Decisamente migliori le valutazioni sui bianchi dell’Etna, soprattutto nell’area di Milo, dove il Carricante continua a offrire vini caratterizzati da acidità, sapidità e buona capacità di evoluzione.
Anche le isole minori presentano risultati differenti. Nelle Eolie, le degustazioni hanno evidenziato vini generalmente meno incisivi rispetto al passato, con una componente salina meno pronunciata e un’espressione del frutto meno netta.
Pantelleria, al contrario, ottiene valutazioni molto favorevoli. L’isola conferma le potenzialità dello Zibibbo, capace di dare origine a vini secchi e passiti profondamente diversi, accomunati dalle caratteristiche delle uve coltivate in condizioni ambientali particolarmente impegnative.
Un altro segnale positivo arriva dal Perricone, vitigno che negli ultimi anni è stato al centro di un crescente interesse. La guida rileva un miglioramento delle interpretazioni, oggi meno concentrate e meno segnate da estrazioni accentuate. Ne derivano rossi più equilibrati, nei quali trovano maggiore spazio il carattere varietale e la freschezza.
Resta invece delicata la situazione commerciale del Marsala e dei vini passiti, produzioni che richiedono competenze specifiche e tempi di lavorazione spesso lunghi. Nonostante il valore storico e qualitativo, continuano a incontrare difficoltà sul mercato, anche a causa della diminuzione dell’interesse verso i vini dolci e da meditazione.
Tra i comparti che mostrano una crescita costante figurano infine gli spumanti e i rosati, sempre più presenti nella produzione regionale e premiati dalla guida per una maggiore precisione stilistica.
Chiocciole, Bottiglie e Monete: tutte le cantine siciliane premiate
I riconoscimenti di Slow Wine vengono assegnati attraverso degustazioni e visite dirette nelle aziende, durante le quali vengono valutate anche le pratiche agricole, il rapporto con il territorio e le scelte produttive.
La Chiocciola identifica le cantine che interpretano con particolare coerenza i principi di Slow Food, considerando qualità organolettica, attenzione ambientale e rapporto qualità-prezzo. La Bottiglia distingue le aziende che hanno ottenuto risultati di eccellente livello nelle degustazioni, mentre la Moneta viene attribuita a quelle capaci di proporre vini di elevata qualità a prezzi particolarmente convenienti.
Le 17 Chiocciole della Sicilia
| Cantina | |
|---|---|
| Aldo Viola | Alessandro Viola |
| Antonino Caravaglio | Arianna Occhipinti |
| Barraco | Bonavita |
| Calcagno | Cantine Barbera |
| Centopassi | COS |
| Ferrandes | Frank Cornelissen |
| I Vigneri | Marabino |
| Marco De Bartoli | Valdibella |
| Vite ad Ovest |
La novità dell’edizione 2027 è Alessandro Viola, che conquista per la prima volta la Chiocciola. È una delle tredici nuove aziende premiate con questo riconoscimento a livello nazionale.
Tra le cantine confermate figurano produttori legati ad alcune delle principali zone vitivinicole dell’isola: Frank Cornelissen, Calcagno e I Vigneri sull’Etna; Arianna Occhipinti e COS nella Sicilia sudorientale; Marco De Bartoli, Barraco e Vite ad Ovest nell’area marsalese.
Non mancano realtà impegnate da anni nella valorizzazione delle varietà locali e nella gestione agricola dei vigneti, come Valdibella, Cantine Barbera e Centopassi.
Le 12 Bottiglie della Sicilia
| Cantina | |
|---|---|
| Agricola Gilì | Elios |
| Fabio Ferracane | Longarico |
| Manenti | Passopisciaro |
| Planeta | Porta del Vento |
| Sive Natura | Tanca Nica |
| Tasca d’Almerita | Tenuta di Castellaro |
Le dodici Bottiglie comprendono cantine dalle dimensioni e dalle caratteristiche produttive molto differenti.
Accanto a realtà conosciute anche sui mercati internazionali, come Planeta e Tasca d’Almerita, figurano aziende artigianali e produttori che lavorano su territori specifici, dalla Sicilia occidentale all’Etna, fino alle isole minori.
Tra questi Passopisciaro, attiva sul versante settentrionale dell’Etna, Tenuta di Castellaro a Lipari e Tanca Nica a Pantelleria.
Le 4 Monete della Sicilia
| Cantina | |
|---|---|
| Domenico Lombardo | Il Mortellito |
| La Vela | Possente |
Le quattro Monete sono attribuite a Domenico Lombardo, Il Mortellito, La Vela e Possente.
Il riconoscimento è riservato alle aziende che hanno ottenuto risultati di eccellente qualità durante le degustazioni, proponendo al tempo stesso vini dal prezzo particolarmente interessante.
Le 23 novità siciliane di Slow Wine 2027
Uno dei dati più rilevanti di questa edizione riguarda i 23 nuovi ingressi nella selezione regionale. Il numero non corrisponde necessariamente ad altrettante aziende appena fondate: la categoria comprende anche produttori già attivi, ma non recensiti nella guida precedente.
| Cantina | |
|---|---|
| Azienda Agricola Sofia | Barbanacoli |
| Bella-Colonna | Beniamino Fede |
| Cantina Malopasso | Enrica Camarda |
| Etnella | Fabio Signorelli |
| Federico Graziani | Florio |
| La Ripresa | Medit3rraneo |
| Mikale Vini | Nerina Cardile |
| Pietradolce | Quantico Vini |
| Roberto Abbate | Santa Tresa |
| Sapiddu Vini | Serra Ferdinandea |
| Terre di Giurfo | Via del Gelso |
| Vito Gioia |
L’elenco comprende aziende emergenti e realtà con una storia produttiva già consolidata.
Tra queste figurano Florio, nome storico della produzione di Marsala, Federico Graziani e Pietradolce sull’Etna, oltre a Santa Tresa, Serra Ferdinandea e altri produttori distribuiti tra differenti aree vitivinicole siciliane.
L’ingresso di 23 cantine, a fronte di un incremento complessivo di 20 aziende recensite, indica un rinnovamento della selezione regionale. La Sicilia passa infatti dalle 110 aziende della precedente edizione alle 130 attuali.



