La Sardegna amplia la propria presenza nella guida Slow Wine 2027, con 55 cantine recensite, quattro in più rispetto all’edizione precedente, e 184 etichette selezionate. Sono sette le aziende premiate con la Chiocciola, otto quelle che ottengono la Bottiglia e due le Monete, per un totale di 17 riconoscimenti. La diciassettesima edizione della guida di Slow Food Editore segnala inoltre sette nuovi ingressi e 21 vini premiati tra Vini Slow, Top Wine e Best Buy.
I numeri mettono in evidenza soprattutto la crescita di una viticoltura artigianale che, accanto alle grandi aziende capaci di sostenere la maggior parte della produzione regionale, continua a lavorare su vitigni autoctoni, vecchi vigneti e metodi agricoli attenti alle caratteristiche dei singoli territori.
Due delle tredici nuove Chiocciole assegnate quest’anno a livello nazionale arrivano proprio dall’isola: Cantina Carta Filet e Antichi Vigneti Manca, che entrano per la prima volta tra le aziende insignite del riconoscimento più rappresentativo della guida.
La selezione dedicata alla Sardegna privilegia le piccole realtà indipendenti, spesso legate a vigne tramandate da generazioni e a varietà che rischierebbero di ricevere meno attenzione all’interno di un mercato dominato dai marchi più conosciuti.
Piccoli vignaioli tra difficoltà commerciali e cambiamenti climatici
L’edizione 2027 non nasconde le difficoltà che stanno attraversando numerose aziende dell’isola. Alla siccità e alla crescente irregolarità delle stagioni si aggiungono il rallentamento dei consumi e i problemi di commercializzazione, particolarmente pesanti per chi produce quantitativi limitati.
Durante le visite, i collaboratori di Slow Wine hanno incontrato cantine costrette a ritardare gli imbottigliamenti e produttori che hanno manifestato preoccupazione per l’andamento delle vendite. La questione riguarda soprattutto il mercato locale, dove le piccole aziende devono confrontarsi con operatori che dispongono di strutture commerciali più organizzate, maggiore visibilità e risorse sufficienti per proporre promozioni e sconti. Per molti vignaioli diventa quindi necessario cercare clienti nella penisola o all’estero, anche quando la loro produzione nasce da territori che ogni anno accolgono numerosi visitatori.
La guida pone l’attenzione proprio su questa difficoltà: la Sardegna dispone di un patrimonio vitivinicolo molto articolato, ma una parte delle produzioni artigianali fatica ancora a trovare spazio nei canali commerciali dell’isola.
Non mancano aziende che continuano a investire nella conservazione di vigneti storici e varietà locali, affrontando costi agricoli elevati e rese spesso contenute. Una scelta che richiede competenze, continuità e la possibilità di vendere le bottiglie a prezzi adeguati al lavoro necessario per produrle.
Ristorazione e turismo, due opportunità ancora da sviluppare
Un altro tema evidenziato da Slow Wine 2027 riguarda la presenza dei vini artigianali nelle carte dei ristoranti sardi.
Secondo i curatori, sono ancora pochi i locali che dedicano spazio sufficiente alle piccole cantine e alle produzioni meno conosciute. Molti operatori preferiscono etichette già affermate, più semplici da reperire e commercializzare, anche per ragioni di prezzo e disponibilità.
Ci sono però segnali positivi. La guida richiama l’attenzione sui Locali del Bere Slow, enoteche, vinerie e indirizzi della ristorazione che dedicano maggiore attenzione ai vignaioli indipendenti e costruiscono selezioni capaci di rappresentare territori e denominazioni differenti.
Cagliari viene indicata tra le realtà più interessanti, grazie alla presenza di giovani operatori che stanno ampliando la proposta enologica e introducendo nelle carte vini provenienti da aziende meno conosciute.
Il rapporto tra cantine e ristorazione assume un’importanza particolare anche per il turismo. La Sardegna accoglie ogni anno visitatori attratti soprattutto dal mare e dal paesaggio, ma l’enogastronomia potrebbe offrire ulteriori possibilità di conoscenza del territorio.
Per i piccoli produttori, una maggiore presenza nelle carte dei ristoranti e nelle proposte rivolte ai turisti rappresenterebbe anche una concreta opportunità commerciale.
Dai vigneti dell’interno alle aziende vicine alla costa, la produzione sarda comprende condizioni pedoclimatiche, varietà e metodi di coltivazione differenti. Far conoscere questa diversità richiede però un lavoro condiviso tra vignaioli, ristoratori, enotecari e operatori dell’accoglienza.
Chiocciole, Bottiglie e Monete: tutte le cantine sarde premiate
I riconoscimenti di Slow Wine vengono assegnati attraverso degustazioni e visite nelle aziende, durante le quali vengono considerate la qualità dei vini, le pratiche agronomiche e il rapporto dei produttori con il territorio.
La Chiocciola identifica le cantine particolarmente coerenti con i principi di Slow Food, considerando qualità organolettica, attenzione ambientale, legame territoriale e rapporto qualità-prezzo. La Bottiglia viene attribuita alle aziende che hanno ottenuto risultati di eccellente livello nelle degustazioni, mentre la Moneta segnala quelle capaci di proporre vini di qualità elevata a prezzi particolarmente convenienti.
Le 7 Chiocciole della Sardegna
| Cantina | |
|---|---|
| Antichi Vigneti Manca | Cantina Carta Filet |
| Deperu Holler | G. Battista Columbu |
| Giuseppe Sedilesu | Pusole |
| Schirru |
Le due nuove Chiocciole sono Antichi Vigneti Manca e Cantina Carta Filet, entrambe premiate per la prima volta con questo riconoscimento.
Con loro figurano aziende che hanno già ottenuto il simbolo nelle precedenti edizioni, tra cui Giuseppe Sedilesu, Pusole, Schirru, G. Battista Columbu e Deperu Holler.
La selezione comprende produttori che operano in aree diverse della Sardegna, dalla Barbagia alla Planargia, fino alla Gallura e ad altri territori vitivinicoli dell’isola.
Le 8 Bottiglie della Sardegna
| Cantina | |
|---|---|
| Cantina Gungui | Cantine di Neoneli |
| Enrico Esu | ‘Esole |
| I Garagisti di Sorgono | La Contralta |
| Tenute Dettori | VikeVike |
Le otto Bottiglie comprendono aziende che lavorano su differenti varietà e territori. Tra queste figurano Cantina Gungui e VikeVike, legate alla produzione di Mamoiada, I Garagisti di Sorgono, attivi nel Mandrolisai, e Tenute Dettori, nel nord dell’isola.
Il riconoscimento riguarda l’eccellente qualità dei vini presentati in degustazione e non coincide necessariamente con la dimensione produttiva o la notorietà commerciale della cantina.
Le 2 Monete della Sardegna
| Cantina |
|---|
| Agricola Sassu |
| Vigne Pinna |
Le due Monete sono assegnate ad Agricola Sassu e Vigne Pinna, aziende selezionate per l’elevata qualità dei vini in rapporto al prezzo.
Il riconoscimento assume un significato particolare in una fase nella quale molte piccole cantine devono sostenere costi crescenti e, contemporaneamente, confrontarsi con consumatori più attenti alla spesa.
Le 7 novità della Sardegna in Slow Wine 2027
La guida introduce anche sette cantine non presenti nell’edizione precedente. La definizione di Novità non indica necessariamente aziende appena costituite, ma comprende anche produttori già attivi che entrano o rientrano nella selezione.
| Cantina | |
|---|---|
| Cantina La Sughera | La Casa di Sophia |
| La Granitica | Mussura |
| Podes | Su Meli |
| Teularju |
Con questi ingressi, il numero complessivo delle cantine sarde recensite passa da 51 a 55. L’incremento di quattro aziende, a fronte di sette novità, mostra un ricambio nella selezione regionale.



