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Corte Sconta a Venezia, tra Hugo Pratt, Corto Maltese e una cucina che guarda oltre la laguna

Nel sestiere di Castello, a pochi passi dall’Arsenale di Venezia, Corte Sconta detta Arcana è un ristorante che porta nel nome un riferimento alla letteratura a fumetti. A suggerirlo è Hugo Pratt, il creatore di Corto Maltese, che proprio alla Corte Sconta detta Arcana aveva dedicato una delle avventure più conosciute del suo marinaio. Oggi lo storico locale veneziano, aperto nel 1980, sta affrontando una nuova fase, con una proposta gastronomica che conserva i piatti della cucina lagunare e introduce preparazioni contemporanee, ingredienti e influenze provenienti anche da altre culture.

L’indirizzo è Calle del Pestrin, al civico 3886, dove una stretta calle conduce a un ristorante conosciuto soprattutto per la cucina di pesce e per il giardino interno, riparato da un pergolato sul quale cresce una vite fatta risalire al 1883. È uno degli elementi più caratteristici del locale, che durante la bella stagione permette di pranzare e cenare all’aperto, lontano dal passaggio delle zone più frequentate della città.

La storia di Corte Sconta comincia il 1° maggio 1980, quando Claudio Proietto e Giampiero Tegon aprono il locale, destinato a diventare negli anni un indirizzo conosciuto della ristorazione veneziana. La scelta del nome nasce dalla passione per i fumetti di Hugo Pratt, che aveva pubblicato Corte Sconta detta Arcana tra il 1974 e il 1977 sulle pagine di Linus. Il volume completo sarebbe arrivato nelle librerie nel dicembre 1977, tre anni prima dell’apertura del ristorante.

Nella storia, ambientata tra il 1919 e il 1920, Corto Maltese si trova inizialmente a Venezia, ma il suo soggiorno dura pochissimo. L’avventura lo conduce a Hong Kong e poi attraverso Cina, Manciuria, Mongolia e Siberia, sulle tracce di un treno blindato carico dell’oro dello zar. Tra società segrete, rivoluzionari, militari e personaggi storici, Pratt costruisce uno dei suoi racconti più articolati, ambientato negli anni successivi alla Rivoluzione russa.

Il ristorante non coincide con la corte veneziana evocata nel fumetto. Quel luogo appartiene alla geografia letteraria di Pratt, che amava mescolare indirizzi reali e invenzione. Il nome venne scelto successivamente dai fondatori, grandi estimatori dell’autore. Lo stesso Pratt, amico di Claudio Proietto, frequentò il locale, rafforzando un legame che non si è interrotto con il passare degli anni.

È da questa storia che la nuova proposta di Corte Sconta prende alcuni dei propri riferimenti, senza trasformare il ristorante in un locale a tema.

Dalla cucina veneziana alle nuove proposte del menu

Il pesce continua a occupare una posizione centrale nella cucina di Corte Sconta, che utilizza prodotti dell’Adriatico e della laguna, con particolare attenzione alla stagionalità. Le materie prime provengono anche dai mercati di Rialto e Chioggia, mentre per gli ortaggi il ristorante guarda alle coltivazioni del Cavallino e di Sant’Erasmo, l’isola veneziana conosciuta per la sua produzione agricola.

In carta rimangono preparazioni molto legate alla gastronomia locale, come le sarde in saor, il baccalà mantecato, la granceola e gli antipasti di mare bolliti alla veneziana. Sono piatti che hanno contribuito alla storia del ristorante e che continuano a trovare spazio accanto a ricette elaborate più recentemente.

Tra queste figurano il carpaccio di tonno dell’Adriatico con salsa all’aceto balsamico, i tagliolini con capesante e funghi di stagione e i maccheroni alla Norma nella versione dello chef. Anche alcuni secondi mostrano un’impostazione differente, come il polpo alla brace proposto con il nome di Respiro del Kraken e la triglia alla piastra, denominata Pacifico di Corto.

Il riferimento alle avventure di Corto Maltese diventa più esplicito nel percorso degustazione Le Rotte di Corto, pensato per riunire alcune delle preparazioni rappresentative del ristorante.

La proposta inizia con il carpaccio di tonno dell’Adriatico, seguito dalle vongole, dalla granceola in guscio e dall’antipasto di mare bollito veneziano. Si prosegue con i maccheroni alla Norma e con il Pacifico di Corto, per concludere con il dessert Not a Tiramisù, una rivisitazione del dolce italiano. Non tutti i piatti richiamano direttamente luoghi lontani. La struttura stessa del menu mostra quanto la cucina veneziana rimanga presente, mentre nomi, accostamenti e alcune preparazioni introducono riferimenti differenti. L’interesse del nuovo percorso sta proprio nel modo in cui ingredienti familiari vengono affiancati a ricette meno convenzionali.

La scelta di aprirsi a spezie e influenze provenienti da altre aree geografiche ha anche un precedente nella storia gastronomica di Venezia. La città è stata per secoli uno dei principali centri commerciali del Mediterraneo e il suo rapporto con l’Oriente ha lasciato tracce profonde nelle abitudini alimentari. L’impiego delle spezie, in particolare, non rappresenta un elemento estraneo alla cucina veneziana, ma appartiene a una storia di commerci e scambi che risale a molti secoli fa.

Per Corte Sconta, il riferimento a Pratt offre quindi la possibilità di sviluppare una proposta più ampia senza rinunciare ai prodotti che ne hanno caratterizzato l’attività fin dall’apertura.

Anche la carta dei vini rientra nel percorso di aggiornamento del ristorante, con una selezione che affianca produzioni venete ed etichette provenienti da altre regioni italiane e dall’estero. La proposta comprende vini da abbinare al pesce, ma anche bottiglie adatte a preparazioni più strutturate e una selezione di vini dolci.

Il rinnovamento interessa inoltre la sala e il servizio, con l’intenzione di rendere maggiormente riconoscibile la proposta gastronomica del locale, mantenendo gli ambienti che ne hanno accompagnato la storia.

A distanza di oltre quarant’anni dall’apertura, il giardino con la vecchia vite, gli spazi interni e il rapporto con il quartiere di Castello rimangono parte della fisionomia di Corte Sconta. La cucina, invece, sta introducendo nuove preparazioni accanto ai piatti che hanno reso conosciuto il ristorante.

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