Ai piedi del Castello di Grinzane Cavour, la Vigna Gustava conserva una parte importante della storia vitivinicola delle Langhe. Già coltivata a vite nell’Ottocento, quando la proprietà era legata a Camillo Benso, conte di Cavour, oggi è al centro di Barolo en primeur, l‘asta solidale che il 23 ottobre 2026 tornerà al castello per la sua sesta edizione.
Durante la presentazione dell’iniziativa, svoltasi il 25 settembre al WiMu – Museo del Vino di Barolo, lo storico e scrittore Luciano Bertello ha approfondito il valore culturale di questo vigneto, ripercorrendo il rapporto tra la proprietà, il Barolo e le vicende del territorio.
Studioso della cultura enogastronomica di Langhe e Roero, autore di numerosi libri e saggi e per dieci anni presidente dell’Enoteca Regionale del Roero, Bertello collabora da tempo al progetto attraverso pubblicazioni dedicate alla storia della Vigna Gustava e ai suoi legami con la viticoltura piemontese.
Ogni anno, in occasione dell’asta, affronta un argomento diverso, approfondendo la storia della proprietà, la coltivazione del Nebbiolo, lo sviluppo del Barolo e il ruolo del Castello di Grinzane Cavour. Un lavoro di ricerca che affianca agli aspetti enologici le vicende delle persone e delle istituzioni che hanno contribuito alla crescita della denominazione.
Vigna Gustava, una storia che attraversa l’Ottocento
La Vigna Gustava si estende per quasi quattro ettari sulle pendici del colle dominato dal Castello di Grinzane Cavour. Il vigneto occupa terreni già coltivati a vite ai tempi di Camillo Benso, che amministrò la proprietà di Grinzane e si interessò direttamente all’agricoltura e alla produzione vinicola.
Nell’Ottocento il Barolo stava attraversando cambiamenti decisivi nelle tecniche di vinificazione e nella propria affermazione commerciale. Cavour partecipò a quella stagione di sperimentazioni, promuovendo il miglioramento delle pratiche agricole e della produzione del vino nei possedimenti di famiglia.
È anche su questa parte della storia piemontese che si concentra il lavoro di Bertello, interessato a ricostruire come un territorio agricolo sia diventato una delle aree vitivinicole più conosciute al mondo. La storia del vigneto permette infatti di seguire le trasformazioni della proprietà fondiaria, del lavoro contadino e delle conoscenze enologiche attraverso epoche differenti.
Il rapporto con la formazione agricola è proseguito anche in tempi più recenti. La Vigna Gustava è stata utilizzata per attività didattiche e sperimentali legate alla Scuola Enologica di Alba, una collaborazione che continua ancora oggi e coinvolge gli studenti nella gestione della proprietà.
Nel 2019 il vigneto è stato acquistato da Fondazione CRC, che ha successivamente dato vita a Barolo en primeur insieme a Fondazione CRC Donare ETS e al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
L’acquisizione ha permesso di destinare la produzione di Barolo a un progetto di raccolta fondi, conservando nello stesso tempo la funzione formativa della vigna.
Le pubblicazioni di Luciano Bertello contribuiscono a documentare questo lungo percorso. Il vigneto che oggi produce le barrique dell’asta appartiene infatti a una storia iniziata molto prima dell’iniziativa benefica, quando il Barolo stava ancora definendo le caratteristiche che lo avrebbero reso celebre.
Dal vigneto storico alle barrique di Barolo Gustava 2025
La produzione del Barolo Gustava è affidata alla supervisione dell’enologo Donato Lanati e del laboratorio Enosis Meraviglia. Il vigneto è stato studiato e suddiviso in parcelle considerando esposizione, altitudine ed età delle piante, così da lavorare separatamente le uve provenienti da zone differenti.
Una particolare attenzione viene riservata anche ai ceppi più vecchi, alcuni dei quali superano i cinquant’anni. Le differenze tra le varie parti della proprietà vengono mantenute nelle vinificazioni, anziché riunire subito tutte le uve in un’unica massa.
Per l’edizione 2026 saranno proposte 15 barrique di Barolo Gustava 2025, ciascuna legata alle caratteristiche della porzione di vigneto da cui provengono le uve. Il vino proseguirà il proprio affinamento dopo l’aggiudicazione e sarà consegnato agli acquirenti al termine del periodo previsto.
Il 23 ottobre Christie’s batterà 14 barrique al Castello di Grinzane Cavour, con collegamenti internazionali da Londra e New York. La quindicesima sarà invece proposta l’8 novembre, durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba.
Accanto alla produzione della Vigna Gustava ci saranno i lotti comunali di Barolo e Barbaresco, realizzati grazie alle donazioni di 39 cantine del Consorzio. Per la prima volta entreranno in asta anche 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996.
La presenza di vini con un lungo invecchiamento introduce un ulteriore riferimento alla storia delle denominazioni, affiancando alle barrique ancora giovani bottiglie che testimoniano l’evoluzione del Barolo e del Barbaresco nel corso degli ultimi decenni.
Le pubblicazioni di Luciano Bertello e il valore culturale del progetto
Il contributo di Luciano Bertello si distingue dalle altre attività legate all’asta per l’attenzione dedicata alla documentazione storica. Le sue pubblicazioni annuali approfondiscono aspetti differenti della Vigna Gustava e delle Langhe, mettendo a disposizione informazioni che aiutano a ricostruire la storia del luogo.
Per comprendere l’importanza di questa proprietà non basta infatti considerare la qualità del Nebbiolo prodotto oggi. Occorre conoscere le vicende del castello, l’attività agricola nell’Ottocento, l’evoluzione della viticoltura e il ruolo assunto successivamente dalla formazione enologica.
Sono argomenti sui quali Bertello lavora da anni, attraverso ricerche dedicate alla cultura materiale e alle trasformazioni economiche e sociali delle comunità di Langhe e Roero.
La dimensione culturale si affianca alla finalità benefica di Barolo en primeur, che nelle prime cinque edizioni ha raccolto oltre 4,5 milioni di euro, sostenendo quasi cento progetti in Italia e all’estero nei settori sanitario, sociale, educativo e culturale.
L’asta rappresenta dunque anche un modo per destinare il valore economico di un vigneto storico al finanziamento di attività di interesse collettivo. Il contributo delle aziende vitivinicole, dei donatori e delle fondazioni coinvolte ha consentito al progetto di crescere progressivamente dal 2021.
L’intervento di Luciano Bertello durante la presentazione della sesta edizione ha riportato l’attenzione su ciò che precede questa esperienza: la storia della Vigna Gustava, del Castello di Grinzane Cavour e di una produzione vinicola che ha attraversato profondi cambiamenti nel corso di quasi due secoli. Una storia che continua a essere studiata e documentata, mentre le uve del vigneto danno origine alle nuove barrique destinate all’asta del 23 ottobre 2026.



