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Campania Wine & Olive Oil Academy, nasce a Benevento la rete per la formazione nelle filiere del vino e dell’olio

Una rete di 36 soci, il coinvolgimento di 20 partner tra istituzioni, università e associazioni e un investimento di oltre 1,4 milioni di euro per formare nuove figure professionali nei settori vitivinicolo e olivicolo-oleario. È stata costituita il 13 ottobre 2026, a Benevento, la Campania Wine & Olive Oil Academy, società consortile nata per rispondere alle esigenze occupazionali delle imprese campane e migliorare le competenze di chi già lavora nella produzione del vino e dell’olio.

L’atto costitutivo è stato firmato nello studio del notaio Ambrogio Romano, dando formalmente avvio a un progetto che riunisce aziende agricole, cantine, frantoi, enti di formazione e organismi impegnati nella ricerca. La sede legale sarà a Benevento, ma le attività interesseranno l’intero territorio regionale, dalle aree viticole del Sannio e dell’Irpinia alle altre zone campane dove la produzione di vino e olio costituisce una componente importante dell’economia agricola.

L’iniziativa rientra nell’avviso pubblico Campania Academy Industria, finanziato attraverso il Programma Regionale Campania FSE+ 2021-2027, e prevede risorse per 1.426.955,36 euro, destinate a un programma di attività della durata di tre anni.

A coordinare la formazione saranno FO.SVI.TER. – Formazione e Sviluppo Territoriale, con sede a Benevento, e AS.FOR.IN. – Associazione Formazione e Inserimento Lavorativo nelle Piccole e Medie Imprese, di Avellino. Entrambi gli enti sono accreditati dalla Regione Campania e lavoreranno insieme alle aziende consorziate per individuare le competenze richieste e organizzare i percorsi didattici.

Dalle aule ai vigneti: come funzionerà la formazione

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il collegamento tra preparazione professionale e attività produttiva. La formazione non sarà limitata alle lezioni teoriche: parte dell’apprendimento si svolgerà direttamente nelle cantine, nei frantoi, nei vigneti e negli oliveti delle aziende coinvolte.

L’intenzione è permettere ai partecipanti di conoscere da vicino le diverse fasi delle lavorazioni, confrontandosi con le necessità quotidiane delle imprese e con le tecnologie utilizzate nei processi produttivi.

Il programma si rivolge innanzitutto ai lavoratori già occupati, per i quali sono previsti corsi di aggiornamento e riqualificazione. Tra gli argomenti individuati figurano la sostenibilità ambientale, il miglioramento della qualità delle produzioni, l’impiego degli strumenti digitali e l’adeguamento delle competenze alle nuove esigenze aziendali.

Una seconda parte sarà dedicata a persone disoccupate e inoccupate, attraverso percorsi formativi progettati in collaborazione con le imprese che potrebbero successivamente inserirle nel proprio organico.

L’obiettivo dichiarato è raggiungere un tasso di occupazione di almeno il 50% dei partecipanti a questi percorsi. Si tratta di un traguardo previsto dal progetto, che dovrà essere verificato sulla base dei risultati effettivamente conseguiti durante la sua realizzazione.

La terza area di intervento riguarderà le cosiddette azioni di sistema, con attività di analisi dei fabbisogni professionali, coordinamento tra i partecipanti e sviluppo di laboratori e iniziative legate all’innovazione. L’Academy intende inoltre favorire il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alle aziende, soprattutto quando nuove tecniche e strumenti possono trovare applicazione concreta nei processi produttivi.

Per il settore vitivinicolo e per quello oleario, il tema della formazione assume un peso particolare. Le imprese devono confrontarsi con la gestione delle risorse, l’evoluzione delle tecnologie, le richieste del mercato e la necessità di disporre di personale qualificato. La presenza delle aziende nella progettazione dei corsi dovrebbe consentire di individuare con maggiore precisione le competenze richieste, evitando percorsi formativi poco collegati alle opportunità di lavoro.

Una rete che riunisce cantine, oleifici e mondo della ricerca

La composizione della società consortile comprende realtà molto diverse per dimensioni, produzioni e attività, con una presenza significativa di imprese legate alle principali aree enologiche della Campania.

Tra le cantine aderenti figurano Cantina del Taburno, Cantina Sociale di Solopaca, Cantina del Vesuvio di Maurizio Russo, Fontanavecchia, Cantine Iannella, Cantine Olivella, Ocone Vini, Cantine Marisa Cuomo, Terra di Briganti, La Fortezza e Torre a Oriente.

La componente olivicola-olearia comprende, tra le altre, Olio Dante, Oleificio F.A.M. e Oleificio Dell’Orto, mentre partecipano anche imprese che operano nei servizi, nel confezionamento e nelle attività collegate alla produzione agricola, come Be Packaging e Mizar Consulting.

Una composizione che permette di affrontare la formazione considerando anche le lavorazioni e le competenze necessarie dopo la fase agricola, dalla trasformazione al confezionamento dei prodotti.

Alla guida della nuova società è stato nominato Carmine Fusco, dell’Azienda Agricola Il Poggio. Il Consiglio di Amministrazione comprende inoltre Leonida Collarile per FO.SVI.TER., Giovanni Cicerano per AS.FOR.IN., Salvatore Falco di Olio Dante, Antonio Tranfaglia dell’Oleificio F.A.M., Libero Rillo di Fontanavecchia e Pietro Caterini dell’I.I.S. De Sanctis – D’Agostino.

Ai 36 soci si affiancano 20 soggetti qualificanti, chiamati a contribuire alle attività attraverso competenze scientifiche, formative e professionali.

Tra questi figurano l’Università degli Studi del Sannio, attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie, AIS Campania, CIA Campania, CIA Benevento, Confagricoltura Benevento, ACLI Terra di Avellino e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Benevento.

Sono coinvolti anche istituti scolastici, organizzazioni del terzo settore e amministrazioni locali, tra cui i Comuni di Guardia Sanframondi e Taurasi, due territori strettamente legati alla produzione vitivinicola campana.

Il progetto prevede inoltre un Comitato di Indirizzo, incaricato di favorire il confronto tra aziende, formazione, ricerca e parti sociali. Il suo compito sarà contribuire all’aggiornamento delle attività sulla base delle necessità professionali emerse nel corso del triennio.

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