HomeVino e BevandeLorenzo Messa a Carema Prima 2026: la storia di Piole, mezzo ettaro...

Lorenzo Messa a Carema Prima 2026: la storia di Piole, mezzo ettaro di vigne e un Carema DOC

A Carema, dove i vigneti si arrampicano sui terrazzamenti sostenuti da muri a secco e antichi pilastri in pietra, recuperare una vigna abbandonata significa affrontare anni di lavoro, spesso su superfici di poche centinaia di metri quadrati. È da questa scelta che nasce Piole, una piccola realtà vitivinicola che abbiamo conosciuto durante la terza edizione di Carema Prima, lunedì 21 settembre 2026.

L’appuntamento, ospitato al Ristorante La Maiola, ha aperto la settimana della 74ª Festa dell’Uva e del Vino di Carema, offrendo agli appassionati la possibilità di degustare in anteprima le nuove annate della denominazione e incontrare direttamente i produttori.

Tra i presenti abbiamo incontrato Lorenzo Messa, che insieme ad Andrea Domatti e Marco Zanoni porta avanti il progetto Piole, nato dal recupero di piccoli vigneti che rischiavano di scomparire. Una produzione dalle dimensioni molto contenute, legata a un territorio dove la coltivazione della vite richiede ancora una notevole quantità di lavoro manuale.

Il nome dell’azienda deriva dalla conca di Piole, sopra il paese, una delle aree vitate di Carema. Qui il paesaggio è caratterizzato dalle tradizionali topie, pergole sostenute dai pilun, colonne tronco-coniche costruite in pietra e calce, sulle quali poggiano le travi in legno di castagno che sorreggono i tralci. Una struttura agricola sviluppata nel corso dei secoli per rendere coltivabili pendii altrimenti difficili da utilizzare.

Piole lavora oggi circa mezzo ettaro, suddiviso in quattro piccoli appezzamenti, tutti nel territorio comunale. La vigna originaria, nella conca da cui prende il nome l’azienda, apparteneva al nonno di Andrea Domatti e fu successivamente acquistata da Marco Zanoni. A questa si sono aggiunti i terreni recuperati nel tempo da Lorenzo Messa e altri piccoli vigneti appartenenti alla famiglia di Andrea.

Rimetterli in produzione ha richiesto interventi di pulizia, ripristino delle pergole, sostituzione dei sostegni e nuove barbatelle dove le piante erano ormai scomparse. Un lavoro impegnativo anche per le dimensioni ridotte degli appezzamenti, che spesso non consentono l’impiego di mezzi meccanici.

Il Picotendro e il Carema DOC

La viticoltura locale è legata soprattutto al Picotendro, conosciuto anche come Picutener, biotipo del Nebbiolo che a Carema ha sviluppato caratteristiche legate all’ambiente di coltivazione. Il disciplinare della DOC, riconosciuta nel 1967, prevede almeno l’85% di Nebbiolo, ma qui il riferimento al vitigno comprende una storia ampelografica e agricola diversa da quella delle Langhe.

Piole produce il proprio Carema da uve di questa famiglia varietale coltivate sulle pergole tradizionali. La prima vendemmia del progetto, nel 2018, diede origine a un vino rosso commercializzato fuori dalla denominazione. A partire dall’annata 2019 la produzione ottenne invece la denominazione Carema DOC.

Le quantità rimangono molto contenute, generalmente inferiori alle mille bottiglie all’anno. La superficie coltivata, l’esposizione dei vigneti e le condizioni delle singole vendemmie incidono direttamente sulla disponibilità di uva.

Anche la cantina si trova nel centro storico di Carema, dove vengono svolte vinificazione, affinamento e imbottigliamento. L’intera attività rimane così concentrata nel paese, dalle vigne alla produzione del vino.

Per il Carema DOC il disciplinare prevede un invecchiamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 in legno. Sono tempi che richiedono una gestione attenta anche dal punto di vista economico, soprattutto quando si lavora su quantitativi così piccoli.

La presenza di Piole a Carema Prima ha permesso di conoscere una realtà che ha scelto di investire su terreni già esistenti, recuperando vigne lasciate progressivamente in abbandono. Un’attività nella quale la produzione del vino dipende anche dalla conservazione di muri, pergole e accessi ai terrazzamenti.

Agrion lancia VignaLab: tra droni, rover e innovazione, la viticoltura del Piemonte cambia passo

Oltre 600 tra tecnici e operatori hanno preso parte a VignaLab di Agrion presso la Tenuta Cannona di Carpeneto, un appuntamento che ha visto...

Il dolce, il rosso, il rosé – Alla scoperta dei Vini d’Acqui

Il tour "Il dolce, il rosso, il rosé - Alla scoperta dei Vini d'Acqui"  organizzato da Gambero Rosso e dal Consorzio di Tutela Vini...

Canelli Città del Vino 2026, dalle Cattedrali Sotterranee ai Cru: il Piemonte delle bollicine racconta il territorio

A Canelli, il vino non è soltanto una produzione d’eccellenza, ma una chiave per leggere il paesaggio, la storia e l’identità di una città...

Ultimi Articoli