Le Cantine Vite Colte di Barolo, nelle Langhe, ospiteranno dal 30 ottobre 2026 al 6 gennaio 2027 Carla Bertola. parolasuonoimmagine, mostra dedicata all’artista torinese che da oltre sessant’anni esplora le possibilità espressive della parola attraverso la poesia visiva, il suono, la scrittura e la performance. L’inaugurazione è prevista per venerdì 30 ottobre alle ore 17, con ingresso libero.
Nata a Torino nel 1935, Carla Bertola ha iniziato la propria attività poetica negli anni Sessanta, sviluppando successivamente una ricerca che ha superato i confini della pagina scritta. Nei suoi lavori le parole possono perdere la loro funzione narrativa, trasformarsi in segni grafici, essere pronunciate, frammentate oppure costruite con materiali inconsueti, fino a occupare fisicamente lo spazio.
La mostra di Barolo ripercorre alcuni aspetti di questa lunga attività, partendo da un ricordo dell’infanzia che aiuta a comprendere il rapporto dell’artista con la natura. Tra le Langhe e Castellamonte, ancora bambina, Bertola raccoglieva i nomi di erbe e piante in un minuscolo libretto realizzato con le proprie mani. Era un modo per osservare e classificare ciò che la circondava, ma anche una delle sue prime esperienze con la scrittura.
Da quelle annotazioni sarebbe maturata una pratica poetica caratterizzata da un linguaggio essenziale, spesso attraversato da una sensibilità dolorosa verso le difficoltà dell’esistenza. Nei suoi testi trova spazio anche l’ironia, utilizzata per mettere in discussione convenzioni sociali, comportamenti e forme di perbenismo.
Con il passare degli anni, la ricerca di Carla Bertola si è estesa alla dimensione visiva e sonora, senza abbandonare l’interesse per il linguaggio. La scrittura ha progressivamente assunto forme diverse, spostandosi dalla pagina alla tela, agli oggetti, alle installazioni e alle azioni performative.
Il legame con il mondo vegetale emerge anche in alcune delle opere presentate nel percorso espositivo. Nel progetto THE QUEST, nei frottage realizzati a Vellano Arte e nella serie Alphabet birth and life, le forme naturali diventano materia di osservazione e intervengono nella costruzione di alfabeti, calligrafie e composizioni grafiche.
Particolarmente riconoscibile è l’utilizzo del filo di lana colorata, con il quale Bertola realizza grafemi su carta e tela, interviene sulle superfici e costruisce installazioni all’aperto. Le lettere non vengono necessariamente tracciate con l’inchiostro: possono essere cucite, sovrapposte, interrotte oppure disposte nello spazio, conservando un rapporto con la scrittura anche quando non formano più parole leggibili.
A questa pratica si collega anche la lunga serie delle frange d’interferenza, che trae origine dal ricamo, un’attività sperimentata dall’artista fin dalla giovinezza e successivamente ripresa con un atteggiamento ironico. Il lavoro manuale viene così utilizzato per alterare la scrittura, modificarne l’aspetto e moltiplicare le possibilità della composizione.
Il tema dell’interferenza occupa un posto importante nella sua produzione. Segni manoscritti e caratteri a stampa si sovrappongono, parti di testo vengono nascoste oppure interrotte, mentre carte e materiali differenti modificano la lettura dell’opera. La parola rimane presente anche quando diventa difficile distinguerla dall’immagine.
Accanto a questi lavori, la mostra comprende libri d’artista, libri-oggetto e carte realizzate a mano, testimonianze di un’attività nella quale anche la scelta del supporto ha un ruolo importante. Il libro, in particolare, non è considerato soltanto un contenitore di testi, ma può diventare esso stesso un’opera, attraverso piegature, interventi grafici e lavorazioni sulla carta.
Un’altra parte fondamentale della carriera di Carla Bertola riguarda la poesia sonora e la performance. L’artista ha partecipato dagli anni Settanta a numerose manifestazioni internazionali, portando le proprie ricerche in Europa e nelle Americhe. Nel 1978 ha inoltre avviato con il poeta e artista Alberto Vitacchio la rivista Offerta Speciale, dedicata alla poesia multimediale e alla sperimentazione dei linguaggi.
Proprio Alberto Vitacchio, compagno dell’artista e protagonista a sua volta della poesia visiva e sonora, firma il testo critico che accompagna parolasuonoimmagine. La loro collaborazione, sviluppata nel corso di diversi decenni attraverso pubblicazioni, mostre e performance, rappresenta un capitolo importante dell’attività di entrambi.
La scelta delle Cantine Vite Colte come sede espositiva riporta la ricerca di Bertola nelle Langhe, uno dei territori legati ai suoi ricordi d’infanzia. La cantina, situata ai piedi del borgo di Barolo, è ospitata in un edificio contemporaneo progettato dall’architetto Gianni Arnaudo e inaugurato nel 2000.
La mostra permette di avvicinarsi a un’artista che ha attraversato poesia, arti visive e sperimentazione sonora mantenendo un interesse costante per la materialità della scrittura. Dai piccoli appunti botanici dell’infanzia alle installazioni realizzate con fili e carte, il suo lavoro ha continuato a interrogare le forme e gli usi della parola, anche quando questa smette di essere immediatamente leggibile.
Carla Bertola. parolasuonoimmagine sarà visitabile dal 30 ottobre 2026 al 6 gennaio 2027 presso le Cantine Vite Colte, in via Bergesia 6 a Barolo, tutti i giorni escluso il mercoledì, su prenotazione. L’inaugurazione di venerdì 30 ottobre, alle ore 17, è a ingresso libero.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la cantina ai numeri 0173 560547 e 0173 564611, scrivere a info@vitecolte.it oppure consultare il sito www.vitecolte.it.



