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Nicola Finardi e Bajawa Forest Coffee: il caffè di Flores tra foreste, comunità locali e nuove opportunità

Dalle foreste dell’isola di Flores, in Indonesia, fino a Torino, dove il caffè diventa anche un’occasione per conoscere le persone e i territori nei quali viene coltivato. È il percorso al centro di Bajawa Forest Coffee, progetto presentato durante Terra Madre Salone del Gusto 2026 da Nicola Finardi, cofondatore di JYN Group Indonesia, impegnato nella valorizzazione della produzione di caffè delle comunità locali della regione di Bajawa.

Lo abbiamo incontrato nell’ambito degli appuntamenti organizzati da Costadoro dal 24 al 27 settembre, tra degustazioni in piazza San Carlo e incontri dedicati alla filiera del caffè presso il Costadoro Social Coffee Factory. Proprio qui, il 25 settembre, Finardi e Stefano Blangino hanno approfondito il progetto e il lavoro che permette a una produzione nata in un’area forestale dell’Indonesia di raggiungere anche il mercato europeo.

Bajawa si trova nella parte centrale dell’isola di Flores, in un territorio montuoso caratterizzato dalla presenza di vulcani e terreni di origine vulcanica. Il caffè Arabica viene coltivato prevalentemente tra i 1.000 e i 1.500 metri di altitudine, spesso all’ombra di alberi più alti, in aree dove la vegetazione forestale continua a occupare un ruolo fondamentale.

La particolarità di questa produzione riguarda però anche il modo in cui viene gestita la terra. Una parte delle coltivazioni si trova all’interno di foreste protette, dove la presenza delle piante di caffè è compatibile con il mantenimento della copertura arborea. In altre zone si trovano le tanah adat, le terre degli antenati, sottoposte a forme di gestione collettiva secondo le consuetudini delle comunità locali.

Non si tratta semplicemente di appezzamenti agricoli tramandati dalle famiglie. Le terre consuetudinarie appartengono al patrimonio della comunità e il loro utilizzo segue regole condivise, che possono limitarne la vendita e la destinazione ad attività differenti da quelle stabilite collettivamente. È un sistema nel quale l’agricoltura rimane strettamente legata all’organizzazione sociale e alla conservazione del territorio.

Per molte famiglie della popolazione Ngada, il caffè rappresenta una fonte di reddito importante. Le piante crescono spesso insieme ad altre specie vegetali, senza la separazione netta tra coltivazioni e ambiente forestale che caratterizza le piantagioni intensive. La raccolta e le successive lavorazioni richiedono conoscenze acquisite nel tempo e adattate alle condizioni dei singoli terreni.

È in questo contesto che opera JYN Group Indonesia, attraverso un lavoro diretto con i piccoli coltivatori. L’azienda acquista le ciliegie di Arabica prodotte localmente, ne segue la lavorazione e si occupa di raggiungere mercati nei quali i caffè di origine possono ottenere una maggiore valorizzazione economica.

Il progetto coinvolge circa 75 agricoltori delle comunità Ngada e punta a riconoscere prezzi più remunerativi per il raccolto, mantenendo le modalità di coltivazione legate all’ambiente forestale. La lavorazione dei chicchi avviene nella stessa area di produzione, con processi differenti che permettono di sviluppare profili aromatici specifici e rispondere alle richieste del mercato degli specialty coffee.

La selezione commercializzata come Bajawa Forest Coffee comprende, tra le altre, partite di Arabica lavorate con metodo lavato e naturale. I caffè provenienti dalla zona possono mostrare caratteristiche molto diverse in base alle varietà e ai processi adottati. Tra le selezioni disponibili figurano anche lotti della varietà Line S – S795, coltivata ad altitudini comprese tra 1.200 e 1.400 metri.

Altrettanto importante è la possibilità di risalire alla provenienza del prodotto e alle persone coinvolte. Il rapporto con LBF Group contribuisce alla distribuzione internazionale del caffè di JYN Group, portandolo anche in Italia e consentendo alle torrefazioni di conoscere più da vicino le condizioni nelle quali viene coltivato e lavorato.

Il progetto partecipa inoltre alla Slow Food Coffee Coalition attraverso la Comunità Slow Food di Bajawa, che riunisce coltivatori e soggetti impegnati nella filiera. La rete internazionale promossa da Slow Food mette in relazione agricoltori, torrefattori, baristi e operatori del settore con l’obiettivo di favorire una produzione attenta all’ambiente e condizioni economiche più eque per chi lavora all’origine. Nel caso di Bajawa, queste finalità assumono un significato preciso. Mantenere la coltivazione del caffè all’interno di sistemi agroforestali permette di conservare gli alberi e le caratteristiche dei terreni, mentre una migliore remunerazione del raccolto può rendere economicamente sostenibile la permanenza delle famiglie nelle proprie attività agricole.

Non mancano le difficoltà. La frammentazione dei terreni, le limitate dimensioni delle produzioni e la necessità di garantire una qualità costante richiedono organizzazione e investimenti. Anche l’accesso ai mercati internazionali comporta competenze che i singoli coltivatori difficilmente potrebbero sviluppare senza strutture in grado di seguire lavorazione, selezione e commercializzazione.

Durante l’incontro torinese, il progetto è stato presentato anche attraverso una degustazione di caffè filtro, con diverse tipologie di caffè indonesiani proposte dalle torrefazioni Costadoro e Kali. L’assaggio ha permesso di affiancare alle informazioni sulle comunità e sulle coltivazioni un confronto tra origini e metodi di lavorazione.

La presenza di Nicola Finardi a Terra Madre 2026 ha dato spazio proprio alla parte meno conosciuta della filiera: il rapporto tra i produttori e la terra, le regole attraverso cui vengono gestite le aree forestali e il lavoro necessario per valorizzare un raccolto che, prima di arrivare nelle torrefazioni, attraversa diverse fasi di selezione e trasformazione.

Per JYN Group Indonesia, la commercializzazione internazionale non rappresenta quindi soltanto un’opportunità di vendita. Il progetto mira a creare condizioni economiche che consentano alle comunità di continuare a coltivare il caffè senza rinunciare alle pratiche agricole e alle forme di gestione del territorio tramandate dalle generazioni precedenti.

Bajawa Forest Coffee permette di osservare da vicino una filiera nella quale la qualità del prodotto dipende anche dalla possibilità di mantenere il lavoro agricolo nelle foreste di Flores. Ed è soprattutto questo l’aspetto emerso dal confronto con Finardi a Torino: il valore del caffè non si esaurisce nelle caratteristiche della bevanda, ma riguarda anche il prezzo riconosciuto ai coltivatori, la continuità delle attività agricole e la tutela dei luoghi in cui nasce.

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