Il Carema DOC Riserva 2021 della Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema conquista i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento assegnato dalla pubblicazione. Un risultato che arriva dopo l’inserimento dello stesso vino tra i venti migliori assaggi di Grandi Langhe 2026 e porta nuovamente l’attenzione su una delle denominazioni più settentrionali del Piemonte, dove il Nebbiolo viene coltivato su terrazzamenti ricavati lungo ripidi pendii, al confine con la Valle d’Aosta.
A ottenere il premio è l’Etichetta Bianca, la Riserva della cooperativa fondata nel 1960 da dieci viticoltori del paese. Una realtà nata per riunire le piccole produzioni locali e garantire continuità a una coltivazione particolarmente impegnativa, che ancora oggi richiede numerose lavorazioni manuali e una costante manutenzione dei vigneti.
Già durante Grandi Langhe 2026, il Gambero Rosso aveva dedicato attenzione alla Riserva 2021, apprezzandone la struttura snella, la sapidità e lo sviluppo verticale. Caratteristiche che distinguono il Nebbiolo di queste colline da interpretazioni più concentrate e potenti dello stesso vitigno.
L’annata 2021 ha beneficiato di condizioni climatiche complessivamente equilibrate, favorevoli a una maturazione regolare delle uve e al mantenimento di una buona acidità. La vendemmia viene effettuata manualmente, con una selezione dei grappoli direttamente in vigna, una pratica necessaria anche per la conformazione dei terrazzamenti.
Il Carema Riserva 2021 è ottenuto da Nebbiolo in purezza e segue un lungo percorso di maturazione, con un periodo di almeno tre anni di invecchiamento, che comprende il passaggio in grandi botti di rovere.
Nel calice presenta un profilo aromatico articolato, con richiami floreali, erbe di montagna e piccoli frutti rossi, accompagnati da sfumature speziate. Al palato mantiene una struttura misurata, sostenuta dalla freschezza e da tannini fini. La persistenza e la componente sapida completano un vino che trova nell’equilibrio, più che nella concentrazione, uno dei suoi caratteri principali.
Il risultato è un rosso capace di conservare la complessità del Nebbiolo senza appesantire il sorso, vicino anche alle preferenze di chi oggi ricerca vini eleganti, con una buona acidità e una gradazione contenuta.
Carema, il Nebbiolo coltivato sui terrazzamenti
Per comprendere il vino bisogna conoscere il paesaggio nel quale nasce. Carema, piccolo comune dell’area canavesana, si trova all’estremità settentrionale del Piemonte, dove i vigneti occupano le pendici montane attraverso una successione di terrazzamenti sostenuti da muretti in pietra.
Il sistema di allevamento più caratteristico è quello delle pergole, localmente conosciute come topie, sorrette dai pilun, pilastri in pietra e calce sui quali poggiano le strutture in legno, spesso di castagno. Sono elementi costruiti nei secoli dai viticoltori per ricavare superfici coltivabili dove la pendenza renderebbe difficoltoso qualsiasi altro utilizzo agricolo.
I pilastri svolgono anche una funzione termica: accumulano calore durante le ore di sole e lo rilasciano gradualmente quando la temperatura scende, contribuendo a creare condizioni favorevoli alla maturazione del Nebbiolo in un ambiente relativamente fresco.
Le escursioni termiche, l’altitudine e le esposizioni dei vigneti incidono sul ciclo vegetativo e sulle caratteristiche delle uve. In queste condizioni il Nebbiolo tende a sviluppare profumi delicati, acidità sostenuta e una struttura generalmente meno massiccia rispetto a quella di altri territori piemontesi.
La gestione dei terrazzamenti richiede però molto lavoro. La manutenzione dei muri, la cura delle pergole e la vendemmia sulle pendenze limitano fortemente la possibilità di meccanizzare le operazioni. È anche per questo che la permanenza dei viticoltori nelle piccole proprietà familiari riveste un ruolo importante nella conservazione del paesaggio.
La Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema continua a rappresentare uno dei principali riferimenti per queste aziende. La cooperativa raccoglie le uve dei soci, ne cura la vinificazione e permette a produttori con superfici spesso ridotte di mantenere una presenza sul mercato attraverso una struttura comune.
Il valore di questo lavoro è stato riconosciuto anche da Slow Food, che nel 2014 ha inserito il Carema tra i suoi Presìdi, con l’obiettivo di sostenere il vino e le pratiche agricole legate alla conservazione dei terrazzamenti.
Il premio del Gambero Rosso arriva dunque a una realtà che ha contribuito a mantenere la viticoltura sulle montagne di Carema e che oggi beneficia anche del lavoro di una nuova generazione di produttori, impegnati nel miglioramento della qualità delle uve e nella gestione dei vigneti. Per la cooperativa, i Tre Bicchieri 2027 rappresentano un ulteriore riconoscimento del percorso intrapreso. Per il Carema DOC, sono anche una conferma dell’interesse crescente verso i Nebbioli dell’Alto Piemonte, vini nei quali freschezza, finezza tannica e capacità di evoluzione restano caratteristiche fondamentali.



