Il Pinot Nero accompagna da decenni la produzione spumantistica di Letrari, contribuendo ad alcune delle etichette più rappresentative della cantina trentina. Ora, nell’anno del cinquantesimo anniversario dell’azienda, arriva una nuova interpretazione di questo vitigno: un Pinot Nero IGT Vigneti delle Dolomiti 2025, vinificato in rosso e senza presa di spuma, che amplia la gamma dei vini fermi della famiglia.
La prima produzione conta 2.600 bottiglie, mentre la capacità prevista a regime è di 14.000. Una scelta che guarda a un pubblico interessato a rossi dalla struttura non eccessiva, nei quali prevalgano il frutto, la freschezza e la riconoscibilità varietale.
Fondata nel 1976 da Leonello Letrari e dalla moglie Maria Vittoria, la cantina ha sede a Rovereto, in Vallagarina, ed è oggi guidata dall’enologa Lucia Letrari, affiancata dalla figlia Margherita Arlanch Letrari. La produzione di Metodo Classico costituisce una parte importante della storia aziendale, ma accanto ai Trentodoc non è mai mancato il lavoro sui vini fermi, dal Marzemino al Teroldego, fino ai rossi ottenuti da varietà internazionali.
Il nuovo Pinot Nero proviene dalla zona di Sasso di Nogaredo, dove i vigneti si trovano in un territorio caratterizzato da terreni poveri e rocciosi. La Vallagarina risente dell’influenza dell’Ora del Garda, il vento che risale dal lago, mentre le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono una maturazione delle uve capace di conservare una buona componente aromatica.
Per Letrari, il Pinot Nero non è certo una scoperta recente. Viene coltivato da tempo e utilizzato in diversi Trentodoc, tra cui il Brut Riserva, il 976 Riserva del Fondatore, il Quore PieNne Riserva e il +4 Rosé Riserva. La novità riguarda dunque la vinificazione: questa volta l’uva viene destinata a un rosso fermo, lasciando emergere caratteristiche che nella spumantizzazione assumono un ruolo diverso.
La lavorazione avviene in acciaio inox, seguito da un affinamento che comprende anche un breve passaggio in piccoli fusti di rovere. Il legno interviene senza diventare l’elemento dominante, mentre l’acciaio contribuisce a preservare il carattere fruttato del vino.
Il Pinot Nero 2025 si presenta con un colore rubino luminoso. Il profilo aromatico descritto dalla cantina richiama fragoline di bosco, lamponi e amarene, con sfumature speziate che accompagnano il frutto senza sovrastarlo. Al palato emergono anche la mora e un leggero richiamo al tè nero, sostenuti da una buona freschezza, tannini delicati e una chiusura speziata. Il risultato è un rosso che non ricerca concentrazione e potenza, ma punta su una struttura misurata e su una beva scorrevole. Caratteristiche che ne ampliano le possibilità di abbinamento a tavola, soprattutto con preparazioni nelle quali un vino più tannico rischierebbe di risultare invadente.
Tra gli accostamenti suggeriti figurano salumi e formaggi stagionati, primi piatti ai funghi e carni bianche. La sua struttura permette di accompagnare anche faraona, piccione e anatra, mentre la freschezza lo rende interessante con pesci dalla componente grassa pronunciata, come tonno e salmone alla piastra. La temperatura di servizio consigliata è di 16 °C.
La scelta di dedicare un’etichetta al Pinot Nero fermo arriva in un momento significativo per la famiglia. Nel 2026 Letrari festeggia cinquant’anni di attività, un anniversario che ripercorre l’esperienza iniziata da Leonello e proseguita da Lucia, oggi affiancata dalla nuova generazione.
Il Pinot Nero IGT Vigneti delle Dolomiti 2025 è già disponibile al prezzo indicativo di 16 euro, anche attraverso il sito ufficiale della cantina. La distribuzione sul mercato italiano è affidata al Gruppo Meregalli.



