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Coldiretti: la cucina italiana rappresenta oltre un terzo della spesa turistica in Italia

La cucina italiana rappresenta una parte fondamentale della spesa turistica in Italia, costituendo oltre un terzo del budget totale destinato alla vacanza. Questa spesa include pasti consumati in ristoranti, pizzerie, trattorie, agriturismi e anche cibo di strada o souvenir enogastronomici acquistati in mercati, feste e sagre. E’ quanto stima la Coldiretti nel commentare positivamente l’annuncio della candidatura della pratica della cucina italiana per l’iscrizione nella Lista rappresentativa dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità dell’Unesco decisa dal Governo su proposta dei Ministri dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’organizzazione stima che solo nel 2023 la spesa alimentare turistica in Italia raggiungerà oltre 30 miliardi di euro, suddivisa tra turisti italiani e stranieri che sempre più spesso scelgono il Belpaese come meta delle ferie per la qualità del cibo offerto.

La cucina italiana è quindi diventata un punto di riferimento internazionale per la qualità dei suoi prodotti e per le sue tecniche di preparazione. Questo successo è dovuto all’agricoltura più green d’Europa, con 5.450 specialità sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni censite dalle Regioni, 320 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con circa 86mila aziende agricole biologiche, 25mila agriturismi che conservano da generazioni i segreti della cucina contadina, 10mila agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica e le numerose iniziative di valorizzazione, dalle sagre alle strade del vino.

La Coldiretti denuncia che il patrimonio enogastronomico italiano è minacciato da modelli di consumo standardizzati che mettono in discussione la produzione di carne, salumi e vino. Inoltre, l’introduzione dell’etichetta nutriscore boccia le eccellenze Made in Italy e promuove l’uso di cibi sintetici e insetti come fonte di nutrizione. In questo contesto, la firma dei quattro decreti nazionali per l’indicazione della presenza di farine di insetti è un elemento importante per garantire la libertà di scelta dei consumatori italiani, molti dei quali preferiscono evitare di consumare insetti. Secondo un’indagine della Coldiretti/Ixe, il 54% degli italiani è contrario all’uso degli insetti in cucina, il 24% è indifferente, il 16% è favorevole e il 6% non ha risposto.

La cucina italiana rappresenta un patrimonio di eccellenza che deve essere valorizzato e tutelato per le sue importanti ricadute economiche e occupazionali. La promozione del Made in Italy alimentare nel mondo, la sua leadership nel biologico e le numerose iniziative di valorizzazione, dalle sagre alle strade del vino, contribuiscono a preservare questo patrimonio.

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