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Tecnologie per Vini Dealcolati al Simei 2024: Zero Alcol e Grande Interesse di Mercato

“Negli Stati Uniti preferiamo chiamarli ‘low sugar‘ piuttosto che ‘low alcohol‘“. Randy Ullom, enologo e vicepresidente di Jackson Family Wines, riassume così il diverso approccio – pragmatico e lontano da ideologie – degli Stati Uniti verso i vini dealcolati, rispetto all’Italia. A Milano, durante il Simei, la fiera dell’Unione Italiana Vini dedicata alle tecnologie enologiche, la dealcolizzazione dei vini ha suscitato un notevole interesse, specialmente tra i 70 buyer statunitensi presenti, rappresentanti delle principali aziende vinicole americane, tra cui Constellation Brands, Francis Ford Coppola e lo stesso colosso Jackson Family Wines, con vigneti negli Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Sud Africa, Cile e Australia.

David Crippen, direttore della produzione vinicola di Bear Creek Winery, la sesta più grande azienda vinicola a conduzione familiare negli USA, ha partecipato al Simei per esplorare le nuove offerte di macchinari per la dealcolizzazione. “Quasi tutte le attrezzature nella nostra cantina sono italiane – ha spiegato – e il salto di qualità dei vini italiani negli ultimi 40 anni è probabilmente legato anche a queste tecnologie“.

Il settore del vino “Nolo” (no e low alcohol) trova in Italia un punto di incontro con le tecnologie di punta. Nonostante il divieto di dealcolizzazione in vigore, il Simei ha visto la presentazione di Libero, una delle più recenti innovazioni di Omnia Technologies per la produzione su larga scala di vini dealcolati. Questa tecnologia, in grado di rimuovere l’alcol dal vino in modo continuo, promette un’esperienza libera da restrizioni. “Abbiamo riscontrato un interesse senza precedenti, soprattutto da Spagna, Grecia e Stati Uniti“, riferisce l’azienda, che conta 400 ingegneri e tecnici distribuiti in 39 sedi produttive. Anche i produttori italiani mostrano curiosità, pur frenati dall’attuale normativa.

Vason, azienda attiva da cinquant’anni nel settore enologico, conferma un notevole afflusso di interesse da parte di clienti spagnoli, argentini e indiani. “Il mercato è in crescita e negli ultimi due anni l’interesse è aumentato esponenzialmente“, ha dichiarato Albano Vason, presidente dell’azienda. “Se l’Italia potesse competere con pari condizioni, avremmo una posizione di forza sia in vigna che in cantina“. In esposizione a Milano anche MMR (Master Mind Remove), una macchina progettata per la dealcolizzazione, adatta anche per cantine di piccole e medie dimensioni.

Tra domanda e offerta, il vino dealcolato ha catturato l’attenzione nei padiglioni del Simei. Alessio Del Savio, consigliere delegato di Mionetto, ha rivelato che, grazie alla collaborazione con la controllante tedesca Henkel, lo scorso anno sono state prodotte e vendute 2 milioni di bottiglie di spumante dealcolato. “Quest’anno abbiamo raddoppiato la produzione a 4 milioni di bottiglie, tutte vendute, con un particolare successo in Germania, negli Stati Uniti, nei Paesi nordici e nell’Europa dell’Est“.

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