La nuova edizione di Cantine d’Italia 2026, la guida per l’Enoturista firmata da Go Wine, è stata presentata a Milano con un evento che ha riunito giornalisti, produttori e appassionati. Il volume raccoglie 911 cantine selezionate, 270 Impronte dedicate all’enoturismo, oltre 5.180 vini segnalati e circa 1.650 indirizzi utili per chi vuole programmare un percorso tra territori, vini e ospitalità.
Cantine d’Italia 2026 mantiene la propria identità: è una guida che pone al centro la cantina, non solo come spazio produttivo, ma come ambito in cui persone, lavoro e storia si intrecciano. Una dimensione che oggi rappresenta uno dei riferimenti principali per chi esplora il territorio attraverso il vino.
La pubblicazione amplia la propria narrativa grazie a otto interviste a uomini e donne del vino appartenenti a diverse regioni italiane, e introduce una sezione dedicata ai “Musei del Vino“, con diciassette cantine che custodiscono collezioni e percorsi culturali interni. L’obiettivo della guida è fornire strumenti utili non solo per orientarsi, ma anche per comprendere perché il vino sia parte integrante della cultura italiana, attraverso un racconto che dà spazio a vicende familiari, investimenti recenti, evoluzioni aziendali e sguardi sul futuro.
L’aspetto più significativo riguarda proprio il ruolo della cantina: un luogo che, negli anni, è diventato punto di riferimento per la promozione del territorio e per la trasmissione di identità locali, tra paesaggi, vigneti, borghi e tradizioni che continuano a rinnovarsi. Cantine d’Italia 2026 non è dunque una guida basata esclusivamente su recensioni e punteggi delle etichette, ma un volume che combina dati, storie e approfondimenti, offrendo un quadro esteso e dettagliato delle realtà vitivinicole italiane.
Raccontare la cantina significa raccontare ciò che le ruota attorno: percorsi, scelte, visioni produttive e i vini che ne derivano.
Il progetto rimane fedele alla missione di Go Wine: promuovere l’accoglienza in cantina come valore distintivo e comunicare anche attraverso il volume il profilo dell’associazione.
«La Guida ogni anno si arricchisce di spunti e di temi; sempre uniti dall’obbiettivo di fondo – dichiara Massimo Corrado, presidente di Go Wine e direttore editoriale –: raccontare attraverso l’Italia del vino una bella idea d’Italia, uno dei volti più belli del nostro Paese. Tenere alta l’attenzione su questi temi, a favore del settore, al termine di un anno non facile per il vino italiano. Il tema del racconto, delle persone che animano la cantina, dei vini spesso espressione di una bella progettualità, stanno alla base della Guida.
Il vino è così la chiave per ascoltare il racconto di un luogo, di una terra, respirandone le atmosfere».
I contenuti del volume
Le “Finestre sul vino” dell’edizione 2026 portano le firme di Carlo Macchi, direttore di Winesurf, e Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino.
Le interviste, che aprono la guida e ne rafforzano il carattere narrativo, coinvolgono otto protagonisti del settore provenienti da altrettante regioni: Andrè Gerbore (Cave des Onze Communes, Valle d’Aosta), Gian Paolo Repetto (Vigneti Repetto, Piemonte), Wolfgang Tratter (Arunda, Alto Adige), Hilde Petrussa (Vigna Petrussa, Friuli Venezia Giulia), Gianluca Mirizzi (Montecappone, Marche), Libero Rillo (Fontanavecchia, Campania), Antonio Teora (Cantina di Venosa, Basilicata), Carmela Pupillo (Pupillo, Sicilia).
L’edizione 2026 introduce inoltre nuove copertine regionali che, a inizio di ogni sezione, sintetizzano le cantine selezionate suddivise per denominazione o area di riferimento: un supporto immediato per chi vuole costruire un itinerario coerente con il proprio viaggio.
Cantine d’Italia 2026: visita, costi, Musei del Vino e nuove Impronte Go Wine
La nuova edizione di Cantine d’Italia 2026 introduce anche quest’anno un approfondimento dedicato al costo della visita in cantina, tema che Go Wine ha scelto di valorizzare per il secondo anno consecutivo. Il dato arricchisce il volume e risponde all’esigenza di fornire un’informazione più completa su un aspetto che, nel tempo, è diventato decisivo per molte realtà vitivinicole.
Un tempo affidata allo spontaneismo e percepita come novità nella quotidianità del produttore, la visita in cantina è oggi una componente di grande importanza per gli appassionati e una leva strategica per diverse aziende. Anche per questo il prezzo dell’esperienza, da conoscere e monitorare, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante.
La guida ha quindi chiesto alle aziende di indicare il costo di un’esperienza base e quello di un percorso più articolato, lasciando piena libertà alle cantine — compresa la possibilità di proporre una visita gratuita. L’obiettivo è costruire uno screening significativo, utile ad analizzare l’evoluzione delle scelte delle aziende e dell’offerta enoturistica nel suo complesso. I risultati completi dell’indagine saranno divulgati con un comunicato dedicato.
I Musei del Vino
Tra gli elementi che si confermano anche per questa edizione c’è il focus sui Musei del Vino: diciassette cantine italiane che hanno creato spazi museali interni, dando vita a un percorso culturale che attraversa l’intera penisola. Un itinerario che amplia il concetto di accoglienza e mostra come molte aziende abbiano scelto di investire nella valorizzazione della propria storia.
I Musei del Vino selezionati sono: Bersano, Castello di Razzano e Luca Ferraris (Piemonte); Ricci Curbastro (Lombardia); Cà Rugate e Zeni F.lli (Veneto); La Tosa (Emilia-Romagna); Dianella e Fattoria dei Barbi (Toscana); Lungarotti (Umbria); D’Ambra e Mastroberardino (Campania); Leone de Castris e Produttori di Manduria (Puglia); Librandi e Iuzzolini (Calabria); Quartomoro (Sardegna).
Le Impronte Go Wine
Sono 270 le Impronte Go Wine dell’edizione 2026. Rappresentano un riconoscimento attribuito alle cantine che ottengono un punteggio elevato nella valutazione complessiva basata su tre parametri: sito, accoglienza e vino.
Il “sito” comprende sia il luogo in cui si trova la cantina sia il patrimonio vitato; l’accoglienza valuta la capacità dell’azienda di aprirsi al pubblico, includendo eventuali attività ricettive o culturali; il profilo produttivo considera la continuità qualitativa nel tempo, l’identità della produzione e l’attenzione a specifiche tipologie di vini.
Nella classifica regionale, la Toscana guida con 56 Impronte, seguita da Piemonte (49) e Veneto (30).
Sono 25 le cantine che, nell’edizione 2026, raggiungono il vertice delle Tre Impronte Go Wine.
Entrano in graduatoria Argiolas (Sardegna), Cà Rugate e Masi (Veneto), e La Raia (Piemonte).
Si aggiungono a Badia a Coltibuono (Toscana), Bellavista (Lombardia), Ca’ del Bosco (Lombardia), Capezzana (Toscana), Castello di Gabiano (Piemonte), Castello di Fonterutoli–Marchesi Mazzei (Toscana), Castello Vicchiomaggio (Toscana), Roberto Ceraudo (Calabria), Ceretto (Piemonte), Donnafugata (Sicilia), Feudi di San Gregorio (Campania), Ferrari (Trentino), Florio (Sicilia), Fontanafredda (Piemonte), Lungarotti (Umbria), Malvirà (Piemonte), Mamete Prevostini con Convento San Lorenzo (Lombardia), Masciarelli (Abruzzo), Mastroberardino (Campania), Planeta (Sicilia), San Felice (Toscana).
I Premi Speciali di Cantine d’Italia 2026
La guida Cantine d’Italia 2026 assegna nove Premi Speciali a realtà che si sono distinte per risultati significativi in ambiti diversi dell’enoturismo e della produzione. Una sequenza di riconoscimenti che mette in luce temi centrali del volume e valorizza progetti che hanno raggiunto livelli particolarmente alti.
Premio “Alto Confort” — Ospitalità aziendale dell’anno
Masseria Celentano – LONGO ALBERTO (San Severo, Puglia)
Il riconoscimento sottolinea il lavoro svolto dalla cantina a favore dell’enoturismo nel territorio di San Severo. Gli investimenti e la visione sviluppati in questi anni hanno contribuito a dare continuità al progetto, con la Masseria situata a pochi chilometri dalla sede aziendale di Lucera, come punto di riferimento dell’accoglienza.
Premio “Cantine Golose” — Tavola aziendale dell’anno
Ristorante Tenuta San Michele e Palazzo Scammacca – MURGO (Santa Venerina, Sicilia)
Il premio valorizza una storia costruita tra il versante est dell’Etna e il centro storico di Catania. La cantina opera da anni nel campo dell’enoturismo, articolando la propria proposta tra la Tenuta San Michele e la seconda realtà di Palazzo Scammacca.
Premio “Cantine Meravigliose” — EnoArchitettura dell’anno
Cantina Tramin (Termeno, Alto Adige)
La motivazione richiama il progetto architettonico firmato da Werner Tscholl, un intervento che ha contribuito a ridefinire l’immagine della cantina. L’edificio si è affermato come segno distintivo e come testimonianza del ruolo sociale della cooperazione.
Premio “Enocultura”
Paolo e Noemia D’Amico (Castiglione in Teverina, Lazio)
Il riconoscimento valorizza il legame tra vino e cultura. La progettazione del percorso verso la cantina, attraverso i giardini sospesi, è stata trasformata in una mostra permanente a cielo aperto, arricchita da opere d’arte che accompagnano il visitatore.
Premio “Autoctono si nasce”
Boca – Le Piane (Boca, Piemonte)
L’omaggio riguarda il lavoro svolto a favore del Boca, una denominazione storica dell’Alto Piemonte. L’etichetta contribuisce da sempre a mantenere vivo il rapporto tra vino e territorio in un’area che rappresenta una parte importante della storia viticola piemontese.
Premio “Buono… non lo conoscevo!”
Ravenna Igt Famoso Vip – La Sabbiona (Faenza, Emilia-Romagna)
Dedicato ai vitigni autoctoni, soprattutto a quelli rari o poco diffusi, il premio va alla Romagna per l’impegno di Mauro Altini nel recupero e nella valorizzazione di varietà che rischiavano di essere dimenticate. Un invito a riscoprire una viticoltura che non si limita ai vini più affermati, ma che tutela un patrimonio meno noto.
Premio “Vini Storici d’Italia”
Verona Igt Rosso Campofiorin – Masi (Sant’Ambrogio di Valpolicella, Veneto)
La menzione è dedicata a un vino legato alla storia della Valpolicella. Nato nel 1964 da una precisa impostazione tecnica voluta da Guido Boscaini, il protocollo produttivo è stato poi ceduto alla Camera di Commercio di Verona nel 2006, consolidando un’eredità che attraversa numerosi decenni.
Premio “Gioacchino La Franca” — Esperienza in cantina dell’anno
Cantine Belisario (Matelica, Marche)
Un premio che porta con sé un forte significato simbolico, dedicato a Gioacchino La Franca, figura storica di Go Wine e socio per quindici anni. La motivazione valorizza l’ospitalità come esperienza vissuta e riconosce anche i valori umani e sociali che accompagnano la visita.
Premio “La vigna da camminare”
Vigna-Museo Memorie di Vite – Quartomoro (Marrubiu, Sardegna)
Il riconoscimento esalta il rapporto tra il viticoltore e la sua terra. La “vigna da camminare” rappresenta il lavoro quotidiano, ma anche l’emozione che il vigneto riesce a trasmettere. Nel progetto di Piero Cella, la vigna si trasforma in un museo a cielo aperto composto da 54 varietà autoctone della Sardegna.



