HomeNotizieAperitivi zero alcol: la proposta di JNPR conquista l’Italia

Aperitivi zero alcol: la proposta di JNPR conquista l’Italia

Un aperitivo pensato per i momenti speciali, con la complessità aromatica di un grande cocktail ma senza alcol: è questo l’obiettivo di JNPR, il marchio fondato da Valérie de Sutter, che oggi arriva in Italia con una gamma completa di distillati analcolici e un nuovo prodotto dedicato allo spritz.

Ero alla ricerca di una bevanda per i momenti speciali, che regalasse le stesse emozioni di un ottimo cocktail, ma senza gli effetti dell’alcol…e che non fosse dolce come le altre alternative. In Francia non esisteva…così l’ho creata io” – così Valérie de Sutter racconta la nascita del marchio JNPR.

Si pronuncia “Juniper”, come le bacche di ginepro che caratterizzano il gin. Si toglie l’alcol, si tolgono anche le vocali, e resta JNPR: un nome essenziale per una bevanda che vuole ridefinire il modo di bere.

Ogni bottiglia contiene un vero giardino botanico: piante, frutti e spezie naturali selezionati e lavorati secondo l’antica pratica dei distillatori. Il risultato sono profumi intensi e sorprendenti, alla base di una nuova generazione di prodotti ottenuti per distillazione, privi di zucchero e con 0,0% di alcol.

L’idea e la storia di JNPR

Valérie de Sutter parte da una constatazione semplice: manca una bevanda in sintonia con un’epoca che chiede alternative più equilibrate all’alcol. Le sue ricerche la portano a riscoprire le proprietà delle bacche di ginepro distillate e di altre piante e spezie come i semi di coriandolo, molto utilizzate nel XVII secolo.

L’incontro con Flavio Angiolillo, bartender di riferimento nel panorama internazionale, è decisivo: insieme scelgono di attualizzare quella tradizione con una sfida in più, creare una gamma completamente analcolica, ma con le stesse possibilità di miscelazione di un grande distillato. Dopo mesi di letture, ricerche, prove e confronti, nasce JNPR: un progetto che unisce storia, tecnica e cultura del bere consapevole.

L’arte della distillazione senza alcol

I distillati analcolici JNPR sono frutto di un lavoro artigianale rigoroso. Per ottenere persistenza al palato e densità aromatica paragonabili a quelle dei grandi classici, il marchio torna alla distillazione come processo centrale: un riscaldamento ad alta temperatura che permette di estrarre in profondità gli aromi delle botaniche, senza impiegare alcol.

Per la collezione JNPR viene utilizzato un alambicco charentais in rame, con distillazioni in acqua di piccole quantità di materie prime, a garanzia di controllo e precisione. Per raggiungere la complessità richiesta dai professionisti della miscelazione, JNPR utilizza da 2 a 6 volte più spezie rispetto a quelle normalmente presenti in un distillato tradizionale: è così che si ottiene maggiore intensità aromatica, anche in assenza di alcol.

Un impegno concreto per l’ambiente

L’approccio sostenibile di JNPR attraversa l’intera filiera: bottiglie in vetro sottile, etichette realizzate con scarti di canna da zucchero compostabili e, soprattutto, piantumazione di ginepri in Normandia.

Dall’inizio del progetto, JNPR ha messo a dimora 700 piante di ginepro. Le prime 60 sono state piantate nel 2020: considerando che questi arbusti impiegano circa tre anni per produrre le prime bacche, si è trattato di una scelta di lungo periodo. A marzo 2023 sono arrivati nuovi esemplari, destinati a entrare stabilmente nella storia del marchio. Le siepi di ginepro contribuiscono inoltre a proteggere il suolo dall’erosione e a favorire la biodiversità, con un impatto positivo sull’ecosistema locale.

I fondatori di JNPR

Valérie de Sutter, 36 anni, madre di tre figli, è cofondatrice di JNPR, oggi tra i brand più citati nella scena internazionale dei distillati analcolici. Dopo quindici anni nella comunicazione e nelle relazioni stampa in ambito politico, decide di lasciare il suo incarico per intraprendere un percorso imprenditoriale completamente nuovo.

Il punto di svolta arriva dopo la nascita dei gemelli, quando Valérie si rende conto di quanto sia difficile trovare una bevanda in linea con i nuovi stili di vita: prodotti più sani, equilibrati, capaci di accompagnare la socialità senza passare necessariamente dall’alcol. Un viaggio negli Stati Uniti le mostra un mercato già avanzato, con bevande innovative dai sapori delicati, ingredienti selezionati e un approccio moderno al bere consapevole. Da qui nasce l’idea di JNPR.

Cresciuta in Normandia, in una famiglia di agricoltori e imprenditori, Valérie porta con sé un forte legame con la terra e i suoi ritmi. Oggi divide il suo tempo tra Milano, Parigi, la Corrèze e la Normandia, guidando un’azienda in espansione internazionale.

Il suo percorso non è lineare: dopo dieci anni in politica, sceglie di ricominciare da zero. “Non sapevo cosa fossero un business plan, un piano marketing o un piano triennale”, racconta spesso. A febbraio 2020 lancia ufficialmente JNPR; poche settimane dopo, la pandemia chiude bar e ristoranti. La risposta è immediata: una forte accelerazione digitale che porta l’e-commerce al centro del progetto, oggi responsabile di oltre il 50% delle vendite e vero motore della crescita.

JNPR è il primo marchio di distillati analcolici ad aggiudicarsi una medaglia d’oro in gara diretta con prodotti alcolici tradizionali (Paris Cocktail Spirits 2021). Non astemia ma consumatrice di low-alcohol, Valérie de Sutter rappresenta una nuova generazione di imprenditori che sta cambiando i rituali dell’aperitivo: l’impegno è lo stesso della sua prima vita professionale, ma oggi è la passione a fare da acceleratore.


Flavio Angiolillo nasce a Roma e trascorre quindici anni nella regione francese del Périgord, dove a 16 anni inizia a lavorare nelle cucine di diversi ristoranti. Dopo numerosi viaggi e esperienze all’estero, la sua carriera nella ristorazione si sviluppa collaborando con chef come Alain Ducasse e Gordon Ramsay.

A Milano scopre il mondo della mixology e decide di farne il proprio ambito. Apre il MaG Navigli e, in seguito, lo speakeasy 1930 Cocktail Bar, presente dal 2019 nella classifica The World’s 50 Best Bars.

La sua creatività trova piena espressione nel Backdoor43, considerato il cocktail bar più piccolo del mondo, dove in pochi metri quadrati si vive un’esperienza di servizio completamente personalizzata.

Nel 2016 Flavio fonda, insieme a cinque soci, FARMILY: il brand produce il noto Amaro di Farmily e diventa contenitore dei progetti del gruppo, il FARMILY GROUP. Nel 2017 nasce Iter, primo fusion cocktail bar con cucina.

Nel 2020, per i dieci anni del MaG Navigli, arriva MaG – La Pusterla, locale di 300 metri quadrati in stile anni ’40, con un grande bancone in marmo. Nello stesso anno, con il gruppo di soci che lo accompagna dal 2016, entra in partnership con una famiglia di distillatori dell’hinterland milanese e dà vita a Dripstillery. Con questa realtà entra nel mondo della produzione, creando prodotti come Bitter Fusetti. Oltre alle etichette a marchio proprio, Dripstillery realizza liquori, distillati e ready to drink conto terzi.

Nel 2021 apre La Bottega dei Cocktail al Mercato Centrale di Milano. Nel 2022 arriva Tripstillery, la prima distilleria urbana con cocktail bar della scena milanese, dove la distillazione artigianale incontra l’hospitality. Molte delle botaniche utilizzate provengono dalla Farmily Farm, tre ettari di terreno sul Lago d’Iseo, dove il gruppo ha acquistato anche la Farmily House, dedicata a collaboratori e ospiti interessati a scoprire l’intero percorso, dal campo alla bottiglia.

Flavio Angiolillo ha inoltre diversificato le sue attività aderendo a diversi progetti, tra cui JNPR, che dalla Francia si è già affermato in buona parte del mercato globale del beverage. L’ultima iniziativa del Farmily Group è la Farmily School, pensata per formare nuove figure professionali da inserire nelle realtà del gruppo nel mondo Food & Beverage milanese.

No alcol: un trend in crescita in Italia

In principio fu il Dry January, il “gennaio sobrio”. Nato come sfida personale – rimettersi in forma per una mezza maratona rinunciando all’alcol per un mese – è diventato rapidamente una challenge globale. Un gioco che racconta bene un fenomeno in espansione, sostenuto soprattutto da Gen Z e Millennials e dal movimento “sober curious”.

La ricerca di benessere entra anche nel bicchiere: oggi sono 15,4 milioni gli italiani che scelgono una bevanda analcolica anche quando potrebbero ordinare un drink alcolico.

I dati delineano una trasformazione. Tra il 2022 e il 2025 le vendite di vino, birra e alcolici sono calate del 2,7%, mentre le versioni “zero” o “light” sono cresciute del +14,8%. Secondo il Rapporto Coop 2025, i consumi di spirits tradizionali sono scesi del 4,3%, mentre le bevande analcoliche hanno registrato un +31,1%.

L’interesse coinvolge fasce sempre più ampie: il 43% degli italiani è curioso di provare o già consuma vini a basso tenore alcolico, percentuale che sale al 47% tra i Millennials. Le bevande totalmente analcoliche attraggono il 24% degli italiani e il 31% della Gen Z.

Il mercato no e low alcol è ancora di dimensioni ridotte – nel 2024 rappresentava lo 0,7% delle vendite a volume – ma la direzione è chiara: le previsioni stimano una crescita ulteriore del +20,3% entro il 2029. Il futuro potrebbe essere sempre più… “on the rocks”, ma senza alcol.

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