Al Castello di Barolo, sede dell’Enoteca Regionale del Barolo, prende forma un nuovo ciclo di incontri dedicati ai vini di Langhe, Roero e Dogliani, un percorso di approfondimento che mette al centro il racconto del territorio attraverso degustazioni e momenti di confronto rivolti ad appassionati e operatori.
A inaugurare il programma sarà, sabato 11 aprile alle ore 16, il seminario “Il Barolo oggi. La contemporaneità del Re dei vini“, un dialogo tra la giornalista e wine educator Sara Missaglia e il direttore dell’Enoteca, Cristiana Grimaldi. L’appuntamento prevede una degustazione guidata di quattro Barolo, con il coinvolgimento diretto delle cantine Borgogno Francesco, G.D. Vajra ed Ettore Germano.
Il seminario, della durata di 90 minuti, è a numero chiuso e accessibile su prenotazione, con un massimo di 30 partecipanti, per favorire un confronto diretto e approfondito. L’iniziativa si inserisce in un ciclo di sei incontri promosso dal Tavolo di Ambito Langhe, Roero e Doglianese, che riunisce Enoteche Regionali, Strade del Vino, Botteghe del Vino e Cantine Comunali con l’obiettivo di rafforzare il lavoro condiviso sull’enoturismo.
«Cosa significa oggi parlare di contemporaneità nel Barolo? È attorno a questa domanda che nasce il seminario ospitato dall’Enoteca Regionale del Barolo – spiega il direttore dell’Enoteca Regionale del Barolo, Cristiana Grimaldi -. Questo incontro segna anche l’inizio di una nuova stagione per l’Enoteca, che riapre al pubblico il prossimo 2 aprile, e sarà un’occasione per andare oltre il format tradizionale della degustazione e diventare un’esperienza di lettura del vino come linguaggio vivo: un linguaggio che non si esaurisce nel presente, ma si costruisce nell’incontro tra territorio, identità e visione. Il Barolo, in questo racconto, non è solo un vino. È materia che dialoga con altri mondi: la cucina, perché nasce per la tavola; la storia, perché ogni calice porta con sé una memoria; la letteratura e l’arte, perché – come ogni forma espressiva – richiedono uno sguardo capace di interpretare, più che di spiegare“.
L’incontro si propone come un momento di approfondimento che va oltre la degustazione, mettendo al centro il racconto dei territori, dei suoli, delle annate e delle scelte produttive. I quattro Barolo in assaggio diventano così strumenti di lettura, presentati attraverso la voce dei produttori, ciascuno portatore di una propria identità.
La degustazione si sviluppa lungo due direttrici. Da un lato il presente, con vini che raccontano il Barolo mentre è ancora in evoluzione, mettendo a confronto visioni e aree diverse. Dall’altro il tempo, con l’attenzione rivolta alla capacità del vino di trasformarsi e restituire nuove chiavi di interpretazione.
“Ne emerge un Barolo che sarà lontano da ogni definizione univoca: non uno stile, ma una tensione continua tra identità e trasformazione. Un invito ad accogliere la complessità e a lasciarsi guidare dal vino in un’esperienza che è allo stesso tempo sensoriale e culturale“, conclude Cristiana Grimaldi.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, partner del progetto.




