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Ronco Blanchìs, la tenuta del Collio che fa del bianco una scelta di identità

Nel borgo rurale di Mossa, nella denominazione Collio DOC, Ronco Blanchìs porta avanti una scelta precisa: dedicare tutta la produzione ai vini bianchi, letti come espressione diretta della collina, del suolo e del clima.

Il nome dell’azienda nasce da un toponimo che riunisce due tratti del luogo. “Ronco”, nel lessico locale, indica le colline coltivate; Blanchìs richiama invece sia la vocazione ai bianchi sia le nebbie chiare che, nelle prime ore del mattino, avvolgono spesso i vigneti.

La famiglia Palla, guidata da Giancarlo insieme ai figli Alberto e Lorenzo, arriva qui nel 2001 con un progetto definito: produrre soltanto vini bianchi, quelli ritenuti più capaci di raccontare questa parte del Friuli Venezia Giulia. Una scelta coerente con un percorso familiare iniziato cinquant’anni prima con l’acquisizione di Loredan Gasparini, storica azienda di Venegazzù, sulle colline trevigiane del Montello, già nota dagli anni Sessanta per aver portato nel mondo i vini rossi di quella zona.

La vicenda di Ronco Blanchìs si intreccia con quella di una terra di confine, segnata da passaggi, culture e memorie diverse. Come Gorizia, città antica e cosmopolita, anche questi vigneti conservano tracce di una lunga storia: sotto l’Impero Austro-Ungarico appartenevano alla nobile famiglia austriaca Catterini de Herzberg; in seguito passarono al ministro del re di Spagna, don Silverio de Baguer de Corsi y Ribas.

A nord-ovest di Gorizia, a pochi chilometri dalla Slovenia, il Collio si distende tra rilievi morbidi, vigneti, frutteti e boschi. L’area, condivisa con il territorio sloveno, è delimitata dal fiume Isonzo e dal suo affluente Judrio. Il suolo è dominato dalla “ponca”, composta da sedimentazioni di pietra arenaria e marne ricche di sali minerali.

Questa composizione, insieme al clima, favorisce la produzione di uve a bacca bianca di particolare qualità. L’influenza del Mare Adriatico, che risale da sud verso il Friuli, mitiga le temperature; le Alpi Giulie, a nord, proteggono invece la zona dalle perturbazioni provenienti dall’Europa Settentrionale. L’equilibrio tra mitezza e sbalzi termici tra giorno e notte contribuisce a dare ai vini struttura, complessità e freschezza.

Il Collio è anche una meta per chi ama scoprire il vino attraverso i luoghi in cui nasce. Le sue colline si attraversano in auto, in bicicletta o sulle Vespa gialle del progetto Enjoy Collio, lungo percorsi che uniscono vigneti, borghi rurali e paesaggi agricoli.

La tenuta si estende su 23 ettari: 12 sono coltivati a vigneto, mentre la parte restante è destinata a prato polifita e bosco, così da evitare la monocoltura e mantenere equilibrio ambientale. La forma di allevamento è il Guyot. I terreni, composti da marne eoceniche grigie e giallastre e da arenarie, sono quelli tipici della “ponca”, elemento centrale nel profilo minerale dei vini.

Il clima umido della collina ha un ruolo importante soprattutto per il Friulano. In alcune annate permette lo sviluppo della Botrytis Cinerea, la muffa nobile, che provoca un parziale appassimento degli acini e concentra aromi e zuccheri. A Blanchìs il fenomeno è stato osservato per la prima volta nella vendemmia 2009 e, da allora, viene seguito con attenzione quando le condizioni lo consentono.

L’azienda pratica viticoltura biologica, con interventi ridotti al minimo e un lavoro orientato all’equilibrio naturale della pianta, a partire dalla potatura conservativa. La biodiversità è sostenuta anche dall’apicoltura: le api proteggono l’attività degli impollinatori e permettono la produzione di miele, mantenuto grezzo e artigianale, senza pastorizzazione. Ronco Blanchìs aderisce inoltre ai Vignaioli Indipendenti.

In cantina la famiglia Palla, affiancata dall’enologo Gianni Menotti, segue la stessa impostazione adottata in vigna: preservare la qualità dell’uva e limitare gli interventi. La produzione comprende Friulano, Malvasia, Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Sauvignon e il blend Blanc di Blanchìs. Lo stile punta su intensità, complessità e freschezza.

Il Friulano trova sulla collina di Blanchìs una propria identità. Il vitigno autoctono può essere interessato naturalmente dalla muffa nobile, che accentua aromi e zuccheri. Ne nasce un vino dalla grande complessità olfattiva, con richiami di frutta, salvia e mineralità. Al palato è ampio, ma conserva eleganza.

La Malvasia, vitigno tipico del Collio, assume in queste terre bianche note di frutta matura ed erbe fresche. Il profilo è diverso da quello delle malvasie aromatiche: più misurato, territoriale, sostenuto da una freschezza precisa.

La Ribolla Gialla, varietà autoctona friulana, trova nella “ponca” condizioni favorevoli. Il risultato è un vino fine, fresco, elegante, con profumi che richiamano i fiori e il bosco.

Il Pinot Grigio, oggi apprezzato in molti mercati internazionali, è coltivato in queste zone da lungo tempo. A Ronco Blanchìs presenta sentori di pietra focaia e pera, con una struttura complessa e un profilo elegante fin dal primo assaggio.

Il Sauvignon è pieno e avvolgente, con profumi decisi e note di cedro, fiori di sambuco e rosa. In bocca rivela struttura e una vena minerale sapida, legata al carattere del Collio.

Accanto alla linea principale ci sono le selezioni. Il Blanc de Blanchìs Riserva nasce dalle vigne più vecchie di Friulano e Chardonnay, con piccole percentuali di Malvasia e Sauvignon. È un vino ricco, con profumi fruttati e floreali, struttura ampia e notevole complessità.

Lo Chardonnay Particella 3 proviene da una parcella di un ettaro, identificata nei mappali con il numero 3. Si trova nella parte più alta e calcarea della collina di Blanchìs, dove il vitigno raggiunge piena maturazione conservando freschezza ed eleganza.

Il Friulano 24 File DOC Collio nasce dai filari più preziosi di Friulano e Chardonnay, situati nella zona più alta della collina di Ronco Blanchìs. Il nome richiama le 24 file da cui prende origine e il lungo affinamento in vetro, che dura 72 mesi. Ne deriva un vino aromatico e raffinato, adatto all’aperitivo e all’abbinamento con piatti di pesce, verdure estive, pranzi e cene della stagione calda.

La produzione si completa con il miele Millefiori e il miele di Acacia, lavorati senza pastorizzazione e mantenuti il più possibile grezzi e artigianali. Anche in questo caso il metodo segue la stessa idea che guida la tenuta: rispetto dei tempi naturali, interventi essenziali e attenzione all’ambiente.

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