HomeVino e BevandeFrancesca racconta Fortemasso a I Grandi Terroir del Barolo 2026

Francesca racconta Fortemasso a I Grandi Terroir del Barolo 2026

A Monforte d’Alba, durante I Grandi Terroir del Barolo 2026 di Go Wine, il confronto tra produttori, territori e appassionati ha riportato al centro uno dei temi decisivi per leggere il Barolo contemporaneo: il ruolo delle M.G.A., le menzioni geografiche aggiuntive, e la loro capacità di restituire sfumature diverse del Nebbiolo nei comuni della denominazione.

In questo contesto si inserisce il racconto di Francesca, voce di Fortemasso, cantina con sede in località Castelletto, nel comune di Monforte d’Alba. Una realtà giovane, nata nel 2013, ma già legata a una zona precisa e riconoscibile del territorio monfortino, dove altitudine, pendenze e composizione dei suoli contribuiscono a definire il carattere dei vini.

La cantina si trova nella M.G.A. Castelletto, area da cui provengono le uve destinate ai Barolo aziendali. Qui Fortemasso coltiva circa cinque ettari di Nebbiolo, distribuiti tra i 360 e i 450 metri di altitudine, su versanti impegnativi e terreni segnati da una forte presenza sabbiosa. Sono elementi che incidono sulla maturazione delle uve, sull’equilibrio dei vini e sulla lettura del Nebbiolo in una delle aree più identitarie di Monforte d’Alba.

Il lavoro dell’azienda parte dal vigneto e dalla volontà di interpretarne le caratteristiche senza forzature. Altitudine, esposizione, pendenza e suolo diventano strumenti di lettura, prima ancora che dati tecnici. È da questo equilibrio che nascono il Barolo Castelletto, il Barolo Castelletto Riserva e il Barolo del Comune di Monforte d’Alba, tre espressioni che permettono di osservare il territorio da prospettive diverse.

Accanto ai Barolo, la produzione comprende anche Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba Superiore, Dolcetto d’Alba e Langhe Chardonnay. Una gamma che consente di seguire il lavoro di Fortemasso oltre la denominazione più nota, mostrando come l’azienda affronti vitigni e vini differenti mantenendo coerenza stilistica e attenzione alla provenienza delle uve.

Anche la struttura della cantina riflette questa impostazione. Fortemasso dispone di uno spazio contemporaneo progettato per accompagnare con precisione le diverse fasi del lavoro, dalla vinificazione all’affinamento. Non solo un luogo produttivo, ma uno strumento pensato per dare continuità tra vigneto, scelte tecniche e risultato nel calice.

Nel racconto di Francesca, la presenza di Fortemasso a I Grandi Terroir del Barolo 2026 assume così il valore di una dichiarazione di metodo: partire da una zona definita, osservarne le caratteristiche vendemmia dopo vendemmia e tradurle in vini capaci di raccontare il Barolo attraverso il luogo da cui nascono.

In un panorama in cui le M.G.A. sono sempre più centrali per comprendere le differenze interne alla denominazione, Fortemasso porta l’attenzione su Castelletto e su una lettura del Nebbiolo fatta di precisione, profondità e radicamento territoriale.

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