Il 28 e 29 marzo 2026, a Monforte d’Alba, l’evento organizzato da Go Wine ha riunito produttori, appassionati e addetti ai lavori per due giornate dedicate ai grandi terroir del Barolo, con un’attenzione sempre più precisa alle M.G.A. e alle nuove annate.
Negli spazi di Palazzo Martinengo, il percorso si è sviluppato tra banchi d’assaggio e momenti di confronto diretto con le cantine, offrendo una lettura articolata della denominazione. Il Barolo si è raccontato attraverso interpretazioni diverse, tra approcci più legati alla tradizione e altri più contemporanei, con differenze evidenti nelle estrazioni e nell’uso del legno.
Nel bicchiere, il confronto tra annate ha restituito un quadro chiaro. Il 2021 si è confermato equilibrato ed elegante, con maturazioni regolari, buona freschezza e tannini ben rifiniti. Il 2022, segnato da un andamento climatico caldo e siccitoso, ha mostrato vini più concentrati, con alcol importante e struttura evidente, spesso ancora in fase di definizione. Accanto, le annate 2020 e 2019 si sono rivelate più leggibili, con profili già distesi e accessibili.
Il filo conduttore è rimasto il territorio. Differenze tra comuni, esposizioni e suoli sono emerse con chiarezza, confermando il ruolo sempre più centrale delle Menzioni Geografiche Aggiuntive nella lettura del Barolo.
Durante le degustazioni si sono alternati vini più pronti e morbidi ad altri ancora serrati, costruiti su struttura e trama tannica, insieme a interpretazioni che guardano a pratiche più naturali e a versioni più classiche.
Tra i produttori presenti: Dosio Vigneti, Fratelli Savigliano, Enzo Boglietti, Damilano, Cascina Gavetta, Bricco Maiolica, Bric Cenciurio, Fratelli Gerlotto, Guido Porro, Paolo Manzone, Réva, Piazzo Comm. Armando, La Bioca, Fortemasso, Silvano Bolmida, Sordo, Anna Maria Abbona, L’Astemia Pentita.
Accanto al Barolo, spazio anche al Vino Nobile di Montepulciano, con la presenza delle aziende Boscarelli, Avignonesi, Dei, Cantina del Redi, Tiberini e Talosa, che hanno ampliato il confronto tra territori e approcci produttivi.
Due giornate che hanno confermato il valore dell’appuntamento firmato Go Wine: un momento di approfondimento costruito attorno al vino e alle sue origini, dove il Barolo si è mostrato nella sua pluralità di espressioni.




















