Sono sette i vini di Cantina Girlan che porteranno in etichetta il riferimento alle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) della DOC Alto Adige. Una scelta che riguarda quattro zone viticole, Girlan, Girlan-Gschleier, Eppan-Berg e Mazon, e che permette di individuare con maggiore precisione la provenienza delle uve, distinguendo territori anche molto vicini tra loro, ma differenti per altitudine, suoli ed esposizione.
Il cambiamento rientra nel nuovo sistema di zonazione dell’Alto Adige DOC, ufficialmente riconosciuto nell’ottobre 2024, che ha individuato 86 Unità Geografiche Aggiuntive. Non si tratta di nuove denominazioni, ma di aree delimitate all’interno della DOC, i cui nomi possono comparire sulle bottiglie nel rispetto di specifiche condizioni produttive. L’obiettivo è rendere riconoscibile il rapporto tra un vino e il luogo dal quale provengono le sue uve, andando oltre la semplice indicazione della denominazione.
Per Cantina Girlan, storica cooperativa di Cornaiano, nel comune di Appiano sulla Strada del Vino, questa classificazione formalizza un lavoro di selezione dei vigneti avviato da decenni. La cantina riunisce oggi 200 soci viticoltori che coltivano complessivamente 230 ettari, distribuiti tra l’Oltradige e altre zone dell’Alto Adige.
“L’origine – spiega l’enologo Gerhard Kofler – ha sempre rivestito un ruolo centrale nella filosofia produttiva di Cantina Girlan. I 230 ettari di vigneto coltivati dai 200 soci della cantina nelle aree più vocate dell’Alto Adige rappresentano un patrimonio di territori e identità che da oltre cinquant’anni ci impegniamo a valorizzare. Attraverso la conoscenza approfondita delle caratteristiche pedoclimatiche dei diversi areali e un costante lavoro di selezione delle parcelle più vocate, diamo vita a vini capaci di esprimere in modo autentico il legame tra vitigno e terroir, interpretando ogni zona nella sua unicità con caratteristiche distintive per ogni etichetta“.
Quattro territori, sette vini
La prima delle quattro UGA è Girlan, nell’area di Cornaiano, dove si concentra buona parte dei vigneti conferiti alla cantina. Ci troviamo tra i 400 e i 500 metri di altitudine, su terreni prevalentemente argillosi e sabbiosi, con una componente minerale legata alla geologia della zona. La posizione sul Monte di Mezzo, tra San Michele e la piana dell’Adige, beneficia sia della protezione dei rilievi alpini sia degli influssi climatici che risalgono da sud.
Da questa UGA provengono quattro delle sette etichette selezionate: Curlan Chardonnay Riserva e Curlan Pinot Noir Riserva, appartenenti alla linea Solisti, insieme a Flora Chardonnay e Flora Sauvignon. Quattro vini ottenuti da tre varietà differenti, che permettono di leggere lo stesso territorio attraverso bianchi e rossi, ciascuno con le proprie esigenze di maturazione e di vinificazione.
Poco distante si trova Girlan-Gschleier, una zona molto più circoscritta, situata su una collina di origine morenica a circa 450 metri di altitudine. I suoli sono calcarei, ghiaiosi e argillosi, mentre l’esposizione prevalentemente meridionale assicura ai vigneti una buona insolazione. Qui la protagonista è la Schiava, localmente chiamata Vernatsch. Dal 1975 Cantina Girlan produce in quest’area una delle sue etichette più conosciute, ottenuta da viti che raggiungono circa 110 anni di età.
La particolarità di questo vino sta anche nella distanza rispetto all’immagine più comune della Schiava altoatesina, spesso associata a rossi leggeri e di pronta beva. Le vecchie viti di Gschleier, con rese contenute e una lunga storia produttiva alle spalle, danno invece origine a un vino più strutturato, intenso e capace di affrontare l’invecchiamento. È un esempio concreto di quanto possano incidere la posizione del vigneto e l’età delle piante sul risultato finale.
Spostandosi verso la catena della Mendola, sempre nel comune di Appiano, si raggiunge l’UGA Eppan-Berg, sul versante occidentale della conca di Bolzano. Qui i vigneti si trovano a quote più elevate, su terreni di matrice calcarea e dolomitica. L’altitudine e le esposizioni favoriscono una maturazione delle uve che permette di conservare freschezza e acidità. In quest’area Cantina Girlan ha scelto di valorizzare il Pinot Bianco, uno dei vitigni più rappresentativi della viticoltura altoatesina. Il vino destinato a riportare l’indicazione Eppan-Berg sarà commercializzato a partire dalla fine del 2027, completando progressivamente il progetto delle sette etichette UGA.
Il quarto territorio è Mazon, nel comune di Egna, una delle zone italiane maggiormente conosciute per la coltivazione del Pinot Nero. I vigneti si distribuiscono su terreni argillosi e calcarei, tra i 310 e i 460 metri di altitudine. La vicinanza della cresta montuosa del Parco naturale Monte Corno modula l’esposizione alla luce, mentre nel pomeriggio arriva con regolarità l’Ora del Garda, il vento che risale dal Lago di Garda e contribuisce alla ventilazione dei filari. In quest’area Cantina Girlan coltiva 12 dei 66 ettari compresi nell’UGA. Tra questi si trova la vigna Ganger, dalla quale nasce il Vigna Ganger Pinot Noir Riserva, ora identificato anche dalla menzione geografica Mazon.
Si tratta di un cru monopole, cioè di un vigneto appartenente a un solo produttore. La possibilità di indicare Mazon in etichetta consente di distinguere ulteriormente questo Pinot Nero dal Curlan Pinot Noir Riserva, proveniente invece dall’UGA Girlan. Due vini dello stesso vitigno, prodotti dalla medesima cantina, ma legati a vigneti e condizioni pedoclimatiche differenti.
Per Oscar Lorandi, presidente di Cantina Girlan, il riconoscimento delle UGA rappresenta il proseguimento di una scelta produttiva già consolidata: “Le UGA – afferma Oscar Lorandi, presidente di Cantina Girlan – riconoscono ufficialmente un approccio che perseguiamo da tempo: valorizzare ogni vigneto secondo la sua specifica vocazione. Le sette etichette che diventano vini UGA nascono infatti da aree di particolare pregio, che da sempre interpretiamo attraverso vinificazioni dedicate e un’attenta lettura enologica delle loro peculiarità pedoclimatiche. L’introduzione della menzione UGA in etichetta ci permetterà di rafforzare ulteriormente il racconto dell’identità territoriale e di evidenziare il profondo legame tra vino, vitigno e terroir“.
Con l’introduzione delle nuove menzioni, Cantina Girlan rende più leggibile una distinzione già presente nella propria produzione. Il confronto tra i due Pinot Nero, la Schiava delle vecchie vigne di Gschleier, gli Chardonnay di Cornaiano e il futuro Pinot Bianco di Eppan-Berg permette di individuare non soltanto le varietà coltivate, ma anche le zone dalle quali provengono.
Per chi acquista o degusta questi vini, l’informazione aggiuntiva diventa dunque uno strumento per orientarsi tra le diverse espressioni della DOC Alto Adige. Per la cantina, invece, è il riconoscimento formale di vigneti sui quali lavora da tempo con selezioni e vinificazioni mirate. Il progetto si completerà con l’arrivo sul mercato del Pinot Bianco Eppan-Berg, previsto per la fine del 2027.



