HomeNotizieLa "Pocket Generation": il ritorno alle piccole cose tra nostalgia, rituali e...

La “Pocket Generation”: il ritorno alle piccole cose tra nostalgia, rituali e vita quotidiana

La nostalgia degli anni ’90 non è più solo un tratto estetico o un richiamo pop: secondo una nuova indagine SWOA promossa da GROM, diventa un fenomeno sociale che coinvolge più generazioni e ridefinisce il modo in cui si vive il quotidiano. È la “Pocket Generation“, quella parte della popolazione che, nell’iperconnessione costante, sceglie di tornare ai gesti semplici: il gioco tascabile, il cono del pomeriggio, i piccoli riti familiari che segnano la memoria collettiva.

«In un’epoca in cui tutto è immediato e mediato dagli schermi, riscoprire la dimensione ‘pocket’ – fatta di oggetti reali, di rituali condivisi e di semplicità tangibile – rappresenta una forma di equilibrio», osserva il sociologo Saro Trovato.

L’indagine SWOA fotografa un bisogno diffuso: rallentare, ritrovare la concretezza, recuperare quella leggerezza che molti associano al decennio che ha chiuso il secolo scorso. Gli anni ’90 risultano infatti la decade più amata dal 31% degli intervistati, seguiti dagli anni ’80 (27%). Un favore che cresce tra i 40-50enni (38%), con una prevalenza femminile (33% contro 29% maschile).

Per il 65% si tratta di un periodo percepito come “più umano”, perché caratterizzato da una minore dipendenza dalla tecnologia; una sensazione più marcata tra le donne (69%). Il 54% richiama la spontaneità delle relazioni dirette, mentre il 59% ricorda la capacità di divertirsi con semplici passatempi portatili, percentuale che sale al 62% tra gli uomini e al 64% tra gli over 40.

Questa nostalgia non riguarda solo ciò che è stato: per il 45% è oggi difficile apprezzare i piccoli gesti quotidiani, il 59% desidera tornare a divertirsi con attività immediate e il 54% sente la mancanza di una leggerezza diversa nella percezione del tempo. Riemerge così il desiderio di recuperare una dimensione fatta di momenti brevi ma significativi.

I riti che tornano

Nell’immaginario comune degli anni ’90, spiccano soprattutto i pomeriggi trascorsi con gli amici d’infanzia: per il 62% rappresentano una delle immagini più chiare del decennio. Il 54% ricorda invece l’uscita per il gelato con genitori o nonni come uno dei momenti più felici dell’infanzia, un’abitudine particolarmente sentita dagli uomini (57%) rispetto alle donne (51%).

Oggi, il gelato rimane un gesto ricorrente e capace di far stare meglio: quasi una persona su due (49%) lo indica tra le abitudini che contribuiscono al benessere quotidiano, soprattutto nella fascia 30-39 anni (51%). Un rito trasversale, che continua a unire generazioni diverse.

La metà degli italiani vorrebbe tornare a vivere la merenda come in passato, con la stessa immediatezza dell’infanzia: un desiderio più forte tra le donne (54%) rispetto agli uomini (46%). A questo sentimento si affianca la volontà di ritrovare la semplicità dei giochi condivisi (59%) e delle esperienze analogiche (55%). Gesti piccoli, ma capaci di rimanere nella memoria.

Oggetti e simboli che hanno segnato un’epoca

La “Pocket Generation” si riconosce anche attraverso un insieme di oggetti che hanno definito la cultura pop degli anni ’90. Il Game Boy è citato dal 67% degli intervistati, seguito dai giocattoli iconici come Polly Pocket (55%) e Barbie (63%). Non mancano i Tamagotchi (59%) e le Spice Girls (61%), simboli che hanno dato forma a un periodo in cui l’immaginazione conviveva con la quotidianità familiare.

Non a caso, i punti di riferimento più forti del decennio erano genitori, nonni e fratelli maggiori (46%), seguiti dai personaggi dei cartoni animati (60%) e dai pupazzi con cui si giocava (56%). Una rete di affetti e oggetti che racconta un modo di crescere fatto di presenza e condivisione.

Lo sguardo sociologico

A interpretare il fenomeno è ancora Saro Trovato, che riconduce questo ritorno agli anni ’90 a una risposta alla complessità del presente: «La generazione che è cresciuta con Polly Pocket, Game Boy e il gelato del pomeriggio ritrova in questi simboli un modo per riconnettersi con la propria parte più autentica e per trasmettere ai figli un’idea di felicità più concreta e vicina».

Un punto di vista condiviso anche da Enrico Destro, AD di GROM: «Da sempre GROM celebra la bellezza delle cose semplici: il gusto autentico di un gelato fatto con ingredienti di origine naturale, ma anche la gioia dei gesti quotidiani. Oggi le persone cercano proprio questo: esperienze vere, condivise, capaci di emozionare. Il gelato, per noi, è da sempre un modo per fermare il tempo e ritrovare il piacere delle cose semplici».

“Defying Gravity”: La nuova edizione limitata firmata da Champagne Nicolas Feuillatte e Mika

Champagne Nicolas Feuillatte, la maison più giovane e dinamica della scena francese, ha annunciato una nuova entusiasmante collaborazione con l'artista e designer internazionale Mika....

GAYA-GAYA 2025 al Mercato Centrale Torino: dal 30 maggio al 2 giugno arriva il festival giapponese

Dal 30 maggio al 2 giugno 2025, il Mercato Centrale Torino accoglierà GAYA-GAYA, il festival dedicato alla cultura giapponese che, dopo il successo della...

Cogno e la sfida climatica: Valter Fissore racconta la nuova identità del Barolo

Valter Fissore guida oggi la Cogno insieme alla moglie Nadia Cogno e propone una visione inedita di un tema che sta cambiando le regole...

Ultimi Articoli