Sono 215 i Maestri del Gusto di Torino e provincia scelti per il biennio 2027-2028. La nuova edizione del progetto promosso da Camera di commercio di Torino, Slow Food Italia e Laboratorio Chimico camerale è stata presentata all’Auditorium del Santo Volto, dove sono stati premiati 187 Maestri riconfermati e 28 nuovi ingressi.
Una rete che attraversa il capoluogo e gran parte della provincia, mettendo insieme aziende agricole, botteghe, laboratori artigiani, pasticcerie, gelaterie, viticoltori, molini e attività molto specializzate. Mestieri diversi, accomunati da un percorso di selezione che viene ripetuto ogni due anni e che prende in considerazione qualità dei prodotti, rapporto con il territorio, sicurezza alimentare, correttezza amministrativa e attenzione alla sostenibilità.
Per Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, la premiazione rappresenta soltanto il punto di partenza di un lavoro che proseguirà durante tutto il biennio: “È un’emozione veder sfilare i nostri migliori rappresentanti del gusto e dell’eccellenza, che oggi vedono riconosciuta ufficialmente una storia di impegno e ricerca del buono, pulito e giusto. Per noi la premiazione rappresenta solo un inizio: il nostro impegno è valorizzare ciascuna di queste esperienze facendole conoscere e apprezzare a torinesi, turisti e anche a buyer italiani e internazionali, per instaurare concrete opportunità di business. Iniziamo tra pochi giorni trasformando Piazza Carlo Alberto nella Piazza dei Maestri con decine di espositori e uno stand che diventa palcoscenico per le migliori proposte enogastronomiche. Continueremo poi a riservare ai Maestri uno spazio dedicato in tutte le iniziative e nei maggiori eventi torinesi a partire dalle prossime ATP Finals”.
I Maestri del Gusto 2027-2028 in numeri
La nuova selezione restituisce una presenza diffusa sul territorio torinese:
215 Maestri del Gusto in 24 categorie;
187 riconferme e 28 nuovi Maestri;
130 realtà presenti da almeno cinque edizioni consecutive;
10 Maestri presenti fin dalla prima edizione del 2002;
77 attività a Torino città e 138 in provincia;
95 comuni della provincia con almeno un Maestro;
23 aziende agricole, la categoria più numerosa;
22 gelaterie;
21 pasticcerie.
Accanto alle categorie più rappresentate compaiono realtà meno numerose: due produttori di olio, due case da tè e quattro molini, mentre aceterie e salumifici contano un rappresentante ciascuno.
La fotografia che emerge è però sempre meno legata a compartimenti rigidi. Alcune attività lavorano ormai in più ambiti: il birrificio che produce anche pizza, la pasticceria che affianca la torrefazione, il viticoltore che realizza vermut, l’azienda agricola con agriturismo o il caseificio che svolge attività didattica.
Sono frequenti anche le collaborazioni tra gli stessi Maestri, con prodotti di altre aziende della rete presenti nelle botteghe, nei menu e nelle proposte dei colleghi.
I 28 nuovi Maestri
I nuovi ingressi mostrano bene quanto sia diventato diversificato il panorama enogastronomico torinese.
Ci sono aziende fortemente specializzate, che hanno costruito il proprio lavoro intorno a prodotti come il rabarbaro, il Marrone di Susa, la carne equina o l’allevamento di conigli. Altre hanno puntato su processi produttivi legati al recupero e alla riduzione degli sprechi: biscotti preparati utilizzando trebbie esauste, birra prodotta anche con pane invenduto, farine ottenute rimettendo in funzione vecchi molini di paese.
Non mancano scelte meno consuete, dai formaggi prodotti esclusivamente con caglio vegetale agli impianti fotovoltaici installati nei vigneti.
Il gruppo comprende anche attività nate intorno a formule più recenti: bakery contemporanee, praline ispirate al mondo automobilistico, dessert di frutta realistica, creme spalmabili pensate per chi non può consumare frutta secca e plin proposti anche in versione take away.
Più che una contrapposizione tra vecchio e nuovo, la selezione mostra quindi come cambiano prodotti, tecniche e modi di vendere, mentre alcune lavorazioni storiche continuano a trovare nuove applicazioni.
Una selezione che ricomincia ogni due anni
Il titolo di Maestro del Gusto non viene acquisito definitivamente.
Le candidature sono volontarie e ogni due anni anche le attività già presenti devono affrontare nuovamente il percorso di selezione. Slow Food Italia valuta il gusto, la qualità dell’offerta e il rapporto con il territorio; la Camera di commercio di Torino verifica anche gli aspetti amministrativi ed etici, mentre il Laboratorio Chimico camerale si occupa di sicurezza alimentare, igiene ed etichettatura.
Le verifiche possono essere programmate oppure svolte a sorpresa e in incognito. Sono previsti anche prelievi e analisi di campioni per controllare parametri igienici e merceologici.
Negli ultimi anni è cresciuta inoltre l’attenzione verso la riduzione degli sprechi, l’utilizzo di materiali riciclabili, la gestione delle risorse e la disponibilità delle aziende a intervenire sugli aspetti eventualmente segnalati durante i controlli.
Luca Martinotti, vicepresidente di Slow Food Italia, sottolinea anche il ruolo culturale assunto nel tempo dal progetto: “Con il passare degli anni i Maestri del Gusto assumono una posizione progressivamente più rilevante. Il loro ruolo di valorizzatori del patrimonio gastronomico e promotori di un artigianato genuino acquisisce sempre più un compito educativo. Nell’era della facile informazione, abbiamo bisogno di figure che trasmettano il senso più intimo e profondo dell’alimentazione: quella connessione che lega il cibo alla vita personale e collettiva degli individui. Non solo testimoni attivi delle eccellenze torinesi e piemontesi, come Slow Food riconosciamo nel progetto dei Maestri del Gusto divulgatori di conoscenze imprescindibili per formare le società del futuro. Società di cittadini attenti, consapevoli e responsabili”.
Dai negozi agli eventi
Essere Maestro del Gusto significa anche entrare in un programma di promozione che accompagna le aziende durante il biennio.
Tra gli appuntamenti previsti ci sono manifestazioni come CioccolaTò, Salone del Vino, Golosaria, Fiera Nazionale del Peperone, Festa del Nocciolino di Chivasso, oltre alle ATP Finals e ad altri eventi sportivi, culturali ed enogastronomici.
A queste attività si affiancano incontri con buyer italiani e internazionali, press trip, iniziative di promozione turistica e momenti di formazione su sicurezza alimentare, etichettatura, digitalizzazione ed export.
Il primo appuntamento per la nuova selezione arriva già con Terra Madre Salone del Gusto, dove Piazza Carlo Alberto ospita la Piazza dei Maestri, con produttori, degustazioni e iniziative dedicate alle realtà del territorio.
I 215 nomi del biennio 2027-2028 compongono così una mappa dell’enogastronomia torinese molto più ampia delle sole insegne del centro città: aziende agricole di montagna, laboratori, negozi di quartiere, produttori, ristoratori e attività nate negli ultimi anni convivono nello stesso progetto.
Tutti i Maestri del Gusto di Torino e provincia 2027-2028
Di seguito l’elenco completo dei 215 Maestri del Gusto, suddivisi per categoria, con l’indicazione dei 28 nuovi ingressi della selezione 2027-2028.
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