La scena notturna di Milano entra in una nuova fase. In Porta Romana, ULTRA inaugura la stagione con un menù rinnovato e una cocktail list completamente ripensata, proseguendo un percorso che, sin dall’apertura, ha contribuito a trasformare il modo di vivere le ore dopo il tramonto. Non una pizzeria evoluta né un cocktail bar gourmet: ULTRA si definisce attraverso un modello ibrido, dove pizza contemporanea, mixology, estetica, musica e socialità convivono in un flusso che va dall’aperitivo alla notte inoltrata. La cucina resta aperta fino alle 2, diventando un punto di riferimento per chi lavora nel settore e cerca un piatto preparato come si deve o un drink curato anche quando la città rallenta.
Questa identità, costruita su un gesto preciso e sul rifiuto di categorie rigide, ritorna nel nuovo menù, pensato come una sequenza in cui ingredienti, consistenze e intensità trovano un proprio ritmo. Le pizze diventano tracce, gli elementi si muovono come onde sonore, i cocktail trasformano il suono in liquido.
La collezione che definisce la stagione
Il baricentro gastronomico di ULTRA resta la pizza, articolata nelle tre linee che esprimono la filosofia del locale: Tradizione, Signature e Crunchy. Tre modi di interpretare lo stesso impasto, tre linguaggi che convivono senza sovrapporsi.
Per la nuova stagione, ULTRA introduce interpretazioni che dialogano con il tempo e con la materia. La Marinara Crunchy con jalapeño funziona come una rielaborazione della versione classica: base sottile e croccante, pomodoro diretto, aglio, origano e un finale piccante dato dal jalapeño, che aggiunge energia e definisce il profilo del piatto.

Ci sono poi la proposta con zucca, trevisana e gorgonzola, costruita su dolcezza naturale e tonalità più calde, quella con gremolada, battuta di manzo e salsa allo zafferano, che richiama Milano con attenzione alla tecnica e alla leggerezza, e la Tartare, immediata e contemporanea, costruita sul contrasto tra temperature e consistenze.
Accanto alle pizze restano i capisaldi del menù: la montanarina rivista in chiave ULTRA – fritta e successivamente passata al forno, farcita in modo equilibrato ma deciso –, le focacce ripiene e una serie di piccoli piatti essenziali, pensati per dialogare con il vino e con una selezione di etichette calibrata, che accompagna senza appesantire.
I drink che trasformano il suono in gusto
Dopo il lavoro dedicato ai colori, ULTRA guarda all’acustica. La nuova drink list interpreta concetti sonori come bass, sharp, deep, crispy e loud, trasformandoli in struttura, acidità, densità o trasparenza.
Le frequenze basse diventano sorseggi morbidi e pieni; quelle alte si traducono in acidità nette; i toni limpidi trovano forma nei distillati chiarificati. Il percorso si chiude con un gesto performativo: un cocktail che letteralmente scoppietta, un “loud” fisico, percepibile, che porta in sala un elemento quasi scenico.
Da ULTRA, questa volta, non si ordina un drink: si sceglie una frequenza.


ULTRA, il sistema che dà ritmo alla notte
Firmato da Fabrizio Margarita, insieme allo chef Nazar Usachuk, al restaurant manager Tommaso Formichi, a Matteo Ercolano e al bartender Lorenzo Mazzilli, ULTRA è uno spazio che vive di identità e di continue connessioni. Un luogo materico e geometrico, dove le luci sospese cambiano intensità seguendo il ritmo della notte e la community si riconosce nei propri rituali: dal dj set del venerdì, alla convenzione con il Teatro Franco Parenti, fino all’“Hip Hip? ULTRA!” che scandisce le mance.
Inclusività e sostenibilità sono pratiche quotidiane: niente plastica al tavolo, doggy bag in carta, gestione circolare degli scarti che diventano garnish, salse o fermentazioni. La cucina segue il ciclo naturale degli ingredienti, il bar sperimenta senza perdere la bevibilità, la sala accoglie senza etichette.
ULTRA cambia pelle, ma resta fedele al suo impulso originario. È un posto per chi riconosce i dettagli: un impasto curato, un distillato fatto in casa, una luce che vibra come una nota. La notte, qui, continua.



