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Nasce Europe’s 50 Best Bars: premi, metodo di voto e Academy Chairs

Prende ufficialmente forma l’edizione di debutto di Europe’s 50 Best Bars, il nuovo ranking continentale dedicato al mondo dei cocktail bar, firmato dall’organizzazione 50 Best, già responsabile di The World’s 50 Best Bars. L’annuncio è arrivato il 14 gennaio 2026 e segna un passaggio importante nel percorso di espansione del progetto, che per la prima volta si dota di una classifica interamente focalizzata sull’Europa.

In questa fase iniziale sono stati resi noti sia i dieci premi speciali che accompagneranno la classifica principale, sia i nomi degli Academy Chairs, figure chiave chiamate a coordinare il processo di selezione nelle diverse aree geografiche del continente. La lista di Europe’s 50 Best Bars 2026, insieme ai vincitori dei premi speciali, verrà svelata nel corso di una cerimonia dal vivo prevista entro la fine dell’anno; data e sede dell’evento saranno comunicate nei prossimi mesi.

Il metodo di voto

Alla base del ranking c’è un sistema di voto affidato a 300 esperti del settore bar europeo, selezionati in modo anonimo e con una composizione equilibrata dal punto di vista di genere e competenze. Il panel, denominato Europe’s 50 Best Bars Academy, riunisce bartender, proprietari di locali, giornalisti specializzati nel mondo beverage e appassionati di cocktail con una consolidata esperienza internazionale.

I votanti sono individuati e coordinati dagli Academy Chairs, ciascuno responsabile di una specifica sotto-regione europea. Pur condividendo alcune figure con il ranking globale, il processo di voto per Europe’s 50 Best Bars è completamente indipendente: le due Academy operano separatamente, votano in periodi diversi e valutano aree geografiche distinte. Ai membri dell’Academy europea viene chiesto di indicare le migliori esperienze baristiche vissute in Europa nel corso del periodo di votazione.

Per garantire una fotografia sempre aggiornata del panorama baristico, 50 Best incoraggia gli Academy Chairs a rinnovare costantemente il panel, coinvolgendo nuovi votanti e ampliando lo sguardo su realtà emergenti e consolidate.

I premi speciali

Accanto alla classifica principale, Europe’s 50 Best Bars introduce una serie di premi pensati per offrire una lettura più articolata del settore. Prima della cerimonia finale verranno annunciati due riconoscimenti anticipatori. Il Michter’s Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Michter’s, valorizza il ruolo dell’ospitalità come elemento centrale dell’esperienza di un bar, premiando il locale che si è distinto per qualità del servizio, accoglienza e rapporto con gli ospiti. L’Altos Bartenders’ Bartender Award, sostenuto da Altos Tequila, è invece assegnato a un bartender che abbia guadagnato il rispetto dei colleghi per competenza, capacità innovativa e contributo all’industria.

Il sistema dei premi comprende inoltre l’One To Watch Award, che segnala un bar emergente con il potenziale per entrare in una futura edizione della classifica, e il Roku Industry Icon Award, dedicato a una figura che abbia dato un contributo rilevante e duraturo al mondo dell’ospitalità. Il Three Cents Best New Opening Award riconosce la migliore nuova apertura dell’anno nel panorama europeo dei cocktail bar.

La sostenibilità è al centro del Ketel One Sustainable Bar Award, che premia i locali capaci di dimostrare un impegno concreto nelle pratiche ambientali, sociali e di approvvigionamento. Il Siete Misterios Best Cocktail Menu Award valorizza la creatività e la capacità narrativa dei menu cocktail, mentre il Best Bar Design Award mette in evidenza il ruolo del progetto degli spazi, valutando innovazione, estetica, accessibilità, ergonomia, compatibilità ecologica ed emotiva.

Completano il quadro il Best in Destination Award, che individua il bar meglio classificato in ciascuna area geografica rappresentata, e il titolo di The Best Bar in Europe 2026, sponsorizzato da Perrier, che incoronerà il miglior bar del continente.

Gli Academy Chairs

Un ruolo centrale nel progetto è affidato agli Academy Chairs, selezionati per esperienza, autorevolezza e conoscenza diretta dei rispettivi territori.

Per l’Italia, il ruolo è affidato a Penelope Vaglini, giornalista ed editor con base a Milano, specializzata in food & beverage e analisi dei trend. Vaglini collabora con testate internazionali come L’Officiel Italia, ICON Magazine, Forbes e Gastronomika, è digital content coordinator per Robb Report Italia ed è co-fondatrice di Coqtail Milano, community dedicata alla mixology. La sua nomina riflette una competenza che unisce osservazione del settore, conoscenza dei mercati globali e attenzione alle nuove generazioni di bar e bartender.

La Francia è rappresentata da Laurence Marot, giornalista specializzata in cocktail, distillati e birra, attiva da oltre un decennio tra media di settore e guide. Giudice in competizioni internazionali e autrice di volumi dedicati agli spirits, Marot porta nel ranking una visione maturata attraverso un lavoro costante di analisi e racconto del mondo baristico francese.

Per Germania, Austria e Svizzera è stata scelta Juliane Reichert, giornalista con base a Berlino, nota per l’attenzione alle dinamiche culturali e professionali del settore. Con una formazione filosofica, Reichert osserva il mondo dei bar come fenomeno sociale ed economico, contribuendo a una lettura approfondita del panorama mitteleuropeo.

Il Regno Unito e l’Irlanda fanno capo a Hamish Smith, giornalista pluripremiato e figura di riferimento per l’industria del bar. Editor di CLASS e Bars Editor per Drinks International, Smith è stato anche editor di The World’s 50 Best Bars, garantendo continuità metodologica e una conoscenza profonda dei principali mercati internazionali.

Per Spagna e Portogallo è stato nominato François Monti, autore e scrittore belga con base a Madrid, conosciuto per i suoi libri su cocktail e vermouth e per l’attività di divulgazione in eventi e seminari internazionali.

I Paesi nordici sono affidati a Jakob Sundin, ex bartender e co-fondatore dei Bartenders’ Choice Awards, oggi attivo nello sviluppo del settore attraverso progetti creativi ed eventi dedicati alla cultura del bere.

Per Grecia, Turchia e Balcani meridionali è stata scelta Eleni Nikoloulia, professionista con un background in scienze politiche e una lunga esperienza nell’organizzazione di festival e progetti dedicati alla mixology e ai distillati.

L’Europa orientale e i Paesi baltici sono rappresentati da Arina Nikolskaya, fondatrice del Nomad Bar Show e figura centrale per la formazione e il networking dei bartender dell’Est Europa. Per Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia il riferimento è Bára Urbanová, giornalista ed editrice con una lunga esperienza nel settore food & drink. L’area che comprende Ungheria, Europa meridionale e Balcani settentrionali è affidata a Alia Akkam, giornalista nata a New York e residente a Budapest, specializzata in cocktail, design e ospitalità.

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