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Produzione stabile e leadership nel biologico: la Toscana del vino a PrimAnteprima 2026

A Firenze, nell’apertura della Settimana delle Anteprime 2026, la Toscana del vino presenta i numeri di un sistema che punta su qualità certificata, investimenti strutturali e mercati esteri, con una leadership consolidata nel biologico e una crescita significativa della spesa tra i giovani adulti (+24%).

È il quadro emerso a PrimAnteprima, appuntamento dedicato alla stampa di settore che inaugura sette giorni di presentazione delle nuove annate. L’evento è promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, con organizzazione a cura di PromoFirenze e coordinamento della comunicazione affidato a Fondazione Sistema Toscana.

Produzione e strategia

La produzione 2025 si attesta a 2,2 milioni di ettolitri, in linea con il trend dell’ultimo decennio dopo le rese elevate del 2024. Un dato che riflette una scelta di gestione agronomica e di autoregolazione dell’offerta, con l’obiettivo di preservare qualità e posizionamento delle denominazioni.

La competitività del comparto è sostenuta anche da misure strutturali: circa 600 ettari di nuovi impianti programmati nel 2026 e l’integrazione del nuovo “pacchetto vino” dell’Unione Europea, che introduce maggiore flessibilità procedurale e contributi fino all’80%.

I numeri della leadership

Il sistema vitivinicolo regionale conta 12.324 aziende e oltre 60.000 ettari vitati. Il 97% della superficie è iscritto a denominazioni DOP, contro una media nazionale del 65%. Il 90% del vino commercializzato è certificato.

Il Sangiovese copre il 60% della superficie, mentre Siena e Firenze rappresentano insieme il 62% del vigneto regionale. La varietà di microclimi, dall’Appennino alle isole, contribuisce alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

Grazie alla misura OCM Ristrutturazione, che ha interessato il 61% delle superfici, il 55% dei vigneti ha meno di 20 anni. Sul fronte delle cantine, circa 10 milioni di euro di aiuti hanno sostenuto progetti di rinnovamento e innovazione.

Export e mercato interno

Le esportazioni dei rossi DOP, che rappresentano il 96% dell’export regionale, segnano +3,5% in volume verso l’Unione Europea. Il valore complessivo registra una flessione dell’8%, interpretata come riassestamento dopo i picchi precedenti e come strategia orientata al valore più che ai volumi.

Gli Stati Uniti, primo mercato mondiale, crescono del +2,9% in volume; stabili le posizioni in Canada. La Toscana incide per il 10% sul valore totale delle IG italiane.

Sul mercato interno le DOP toscane rappresentano il 14% del valore nella Grande Distribuzione. A fronte di un calo del vino generico (-5,7%), le DOP regionali limitano la flessione al -2,1%. Tra i giovani adulti (35-45 anni), pur con volumi leggermente inferiori, la spesa aumenta del 24%.

Sostenibilità e biologico

Con oltre 23.000 ettari coltivati a biologico (38% della superficie regionale), la Toscana contribuisce al 17% della superficie bio nazionale. Un dato che la colloca in anticipo sugli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e rafforza la competitività sui mercati del Nord Europa e del Nord America.

Enoturismo e flussi

Nel 2024 la Toscana registra 15 milioni di arrivi (+2,6% sul 2023) e oltre 46 milioni di presenze, pari al 10% dell’affluenza turistica nazionale. Il 58% dei visitatori è internazionale. La regione detiene il primato nazionale nell’accoglienza rurale con oltre 6.000 agriturismi.

Pioniera nella regolamentazione dell’enoturismo con la LR 30/2003, oggi aggiornata alle linee guida nazionali, la Regione conta circa 170 operatori iscritti all’elenco regionale. Secondo una ricerca CESEO (Università LUMSA) per il Movimento Turismo del Vino, il 63% delle aziende propone un’accoglienza familiare; il 95% valorizza il paesaggio e il 74% la cultura. I corsi di cucina sono presenti nel 32% delle cantine.

Fonte: ISMEA, “I numeri del vino in Toscana 2026”, febbraio 2026.

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