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Nasce il Festival dell’Olio di Roma IGP: eventi diffusi dal 10 al 21 aprile 2026

Ad aprile, in occasione del Natale di Roma, prende il via la prima edizione del Festival dell’Olio di Roma IGP: un programma diffuso che attraversa la città per un mese, tra degustazioni, incontri, attività formative e percorsi alla scoperta dei luoghi simbolo della Capitale.

L’iniziativa amplia il calendario delle celebrazioni del 21 aprile e si concentra sul rapporto tra Roma e la sua tradizione agricola, mettendo al centro l’olio extravergine come elemento identitario. Il progetto si sviluppa attraverso appuntamenti aperti al pubblico, attività per le scuole e momenti di approfondimento rivolti agli addetti ai lavori, con l’obiettivo di raccontare la filiera e il territorio.

Il programma ufficiale è stato presentato a Palazzo Valentini, con gli interventi di Sabrina Alfonsi, Giancarlo Righini, Lorenzo Tagliavanti, Simone Quilici e David Granieri, a rappresentare istituzioni, enti e realtà coinvolte nel progetto.

Il legame con il Natale di Roma richiama le origini stesse della città. Secondo la tradizione, Romolo tracciò il solco il 21 aprile del 753 a.C., in una data già legata a celebrazioni agricole. Il Festival riprende questa dimensione, rileggendo in chiave contemporanea i Palilia, antica festa pastorale dedicata alla terra e agli ulivi, in cui un ramoscello d’olivo veniva utilizzato come segno di protezione e prosperità.

«Nel contesto delle celebrazioni del Natale di Roma – ha dichiarato Tiziana Torelli vicepresidente del Consorzio Olio di Roma IGP – questo Festival rappresenta un’occasione per riscoprire le radici più profonde del nostro territorio e il legame originario tra uomo, terra e cultura. L’olio extra vergine di oliva è parte integrante della nostra storia: un simbolo che attraversa i secoli e che ancora oggi racconta identità, tradizione e qualità. Ringraziamo le Istituzioni per aver accolto questa iniziativa nei luoghi della Città Eterna, che diventano scenario e voce del racconto dell’Olio di Roma IGP: un racconto che nasce nel cuore di Roma e si dirama nel territorio regionale, valorizzando le nostre produzioni e rafforzando il legame tra comunità, paesaggio e filiera. Con questo Festival – ha concluso Torelli – vogliamo non solo promuovere un’eccellenza agroalimentare, ma custodire e trasmettere un patrimonio culturale vivo, capace di coniugare storia e futuro, nel solco della Dieta Mediterranea e della tradizione della Cucina italiana.

Il calendario prende il via dal 10 al 12 aprile all’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito del Festival del Verde e del Paesaggio. Qui gli spazi dedicati all’Olio di Roma IGP ospiteranno masterclass di degustazione e laboratori pratici, pensati per avvicinare il pubblico alle caratteristiche del prodotto, alla sua storia e al lavoro che accompagna la filiera. Saranno momenti costruiti per far conoscere profumi, caratteristiche sensoriali e specificità del territorio romano, con il supporto di esperti e operatori del settore.

Il 16 e 17 aprile il festival si rivolgerà invece ai più giovani con Generazione O, progetto destinato agli studenti delle scuole superiori e delle università. Negli spazi dell’IPSEOA Vincenzo Gioberti e dell’IPSEOA Tor Carbone, i ragazzi parteciperanno a quiz interattivi, degustazioni guidate e spettacoli comici, in un format che prova a raccontare l’olio con un linguaggio più vicino al loro mondo. L’idea è tenere insieme apprendimento e partecipazione, facendo dell’olio un tema legato alla salute, alla cultura alimentare e all’educazione alla sostenibilità.

Sabato 18 aprile il programma si sposterà al Monte dei Cocci, nel quartiere Testaccio, per una visita guidata che metterà in relazione rovine, archeologia e memoria commerciale della città. La giornata continuerà con una masterclass dedicata all’incontro tra olio, formaggi e vini, pensata per valorizzare l’equilibrio tra prodotti che raccontano il territorio laziale da prospettive diverse. Nel pomeriggio, al Villaggio Appia Run presso le Terme di Caracalla, il festival incrocerà anche il tema del benessere, affiancando sport, gusto e identità cittadina.

Domenica 19 aprile l’Olio di Roma IGP sarà presente alla ventisettesima edizione della Roma Appia Run, manifestazione podistica che attraversa alcuni dei luoghi più riconoscibili della città. La partenza dal Parco archeologico del Colosseo e il passaggio lungo il tracciato che rende omaggio alla via Appia Antica inseriranno anche questa tappa nel racconto più ampio del festival: quello di una Roma in cui patrimonio culturale e patrimonio gastronomico continuano a intrecciarsi nella vita quotidiana.

Lunedì 20 aprile sarà il Tempio di Adriano a ospitare l’esposizione dei produttori dell’Olio di Roma IGP, insieme a masterclass di assaggio, showcooking e talk dedicati alla conoscenza dell’olio e alla presentazione delle “Vie dell’Olio di Roma”, con i percorsi di oleoturismo. La giornata si concluderà con una serata di gala a Villa Silvestri Rivaldi, edificio rinascimentale tra via del Colosseo e i Fori Imperiali, scelta per accogliere un appuntamento dedicato alle eccellenze italiane e alla cultura mediterranea.

Martedì 21 aprile, nel giorno del Natale di Roma, la Curia Iulia, all’interno del Parco archeologico del Colosseo, ospiterà il Premio L’Eterno. Il riconoscimento sarà assegnato a personalità, enti e produttori impegnati nella diffusione della cultura dell’olio extravergine e dell’identità romana. Nella stessa giornata sono previste visite guidate all’Oliveto del Palatino e momenti di degustazione che richiamano il significato antico dei Palilia, con l’olio come segno di protezione, prosperità e memoria.

Una parte rilevante del festival passa anche attraverso le sedi scelte per gli appuntamenti. Palazzo Valentini, con le sue visite archeologiche sotterranee e i resti di domus romane, offre una lettura immediata del ruolo che l’olio aveva nella vita quotidiana dell’antichità: alimento, fonte di luce, elemento presente nei riti. Il Tempio di Adriano, con le sue colonne corinzie, richiama invece la dimensione pubblica e simbolica dell’olio nel mondo romano, tra offerte religiose e consumo alimentare.

Villa Silvestri Rivaldi aggiunge a questo percorso un tassello ulteriore. La visita consentirà di attraversare l’ala cinquecentesca del palazzo e i cantieri pilota dell’ICR – Istituto Centrale del Restauro, con un’attenzione particolare per i dipinti murali e per la Sala degli Imperatori, attribuita alla bottega di Perin del Vaga. Il racconto dell’olio si inserisce qui dentro un contesto più ampio, in cui conservazione, stratificazione storica e patrimonio artistico dialogano tra loro.

Il Monte dei Cocci, formato da milioni di frammenti di anfore usate per il trasporto di olio, vino e altri prodotti alimentari, rappresenta forse il segno più diretto del commercio e della diffusione dell’olio nella Roma antica. In quelle anfore, e nella loro concentrazione materiale nel quartiere Testaccio, si legge la lunga durata di una filiera che ancora oggi continua a definire il rapporto tra territorio e produzione.

Anche la Curia Iulia, centro politico del Foro Romano, restituisce la dimensione pubblica dell’olio, associato allora come oggi all’idea di ricchezza, nutrimento e benessere. Il Parco Archeologico del Colosseo, che comprende Colosseo, Foro Romano e Palatino, permette invece di seguire una linea più ampia, dove l’olio compare come alimento, cosmetico e combustibile per le lampade.

Infine il Lapis Niger, uno dei monumenti più antichi del Foro Romano, introduce il tema delle piante simboliche della civiltà laziale: fico, olivo e vite. Non soltanto colture essenziali, ma segni di fertilità, prosperità e sacralità. In questo tratto della città il festival prova a mettere in relazione archeologia, paesaggio e cultura alimentare, mostrando come l’olio continui a essere un elemento capace di raccontare Roma attraverso i secoli.

Sarà possibile iscriversi agli eventi aperti al pubblico attraverso il sito dedicato del Consorzio Olio di Roma IGP.

L’Olio di Roma IGP è stato riconosciuto con il regolamento di esecuzione UE 2021/1261 della Commissione, pubblicato il 2 agosto 2021 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. L’indicazione coinvolge l’intero territorio olivicolo del Lazio. È ottenuto da olive delle cultivar Itrana, Carboncella, Leccino, Moraiolo, Caninese, Salviana, Rosciola, Marina, Sirole, Maurino, Pendolino e Frantoio per almeno l’80 per cento, mentre la quota restante può provenire da altre varietà fino a un massimo del 20 per cento.

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