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A Torino DUME presenta il nuovo menu di primavera tra cucina piemontese e ricerca

Nel centro di Torino, all’interno della Galleria Umberto I, DUME Trattoria Imperfetta si conferma tra le realtà gastronomiche più interessanti del panorama cittadino. Il ristorante presenta il nuovo menu di primavera, espressione della propria identità in evoluzione.

Il progetto DUME nasce da un’idea di Edoardo Dumeri che, insieme al figlio Giacomo Dumeri e alla compagna Anna, porta avanti una visione di ristorazione radicata nel territorio piemontese. Un progetto familiare e identitario, capace di raccontare le eccellenze enogastronomiche locali con coerenza e passione.

A dare forma alla proposta gastronomica è lo chef Jacopo Capelli, la cui esperienza internazionale si intreccia con la tradizione regionale. Il risultato è una cucina che valorizza i grandi classici — dai tajarin al ragù ai plin, fino alla battuta di Fassona — accostandoli a interpretazioni contemporanee.

La filosofia: l’alta qualità si veste di verde
La cucina di DUME prende ispirazione dalla natura e si fonda su una selezione rigorosa delle materie prime. Ingredienti di eccellenza sono alla base di piatti che raccontano il territorio.

Tradizione, innovazione e sostenibilità convivono in equilibrio: dalla scelta di fornitori locali alla spesa quotidiana nei mercati, fino all’impegno nella riduzione degli sprechi alimentari e dell’impatto ambientale. Ogni piatto riflette una filosofia chiara: il buon cibo deve essere prima di tutto “buono”, non solo nel gusto ma anche nei valori che rappresenta.

Oggi e domani: la visione del fondatore
Il DUME per me non è un semplice progetto professionale, è la materializzazione di un sogno, di anni di lavoro e di rischi; per questo, il legame con il mio ristorante è viscerale: è una parte della mia identità, l’estensione dei miei sacrifici. Il futuro del mio locale sarà caratterizzato dall’ospitalità e dal valore che si darà ad ogni ingrediente per un cibo ‘più buono’, non solo come sapore, ma come esperienza. Lavoro per un futuro in cui la nostra cucina possa essere un mix di intuizioni artistiche, etica ambientale e sapori autentici da condividere con tutti i miei ‘ospiti’.” — Edoardo Dumeri

Con il nuovo menu di primavera, DUME Trattoria Imperfetta rinnova il proprio impegno: essere interprete del Piemonte attraverso una cucina sincera, evolutiva e consapevole, capace di raccontare una storia fatta di persone, territorio e passione.


Jacopo Capelli

27 anni, vive a Torino. Dopo aver frequentato la scuola alberghiera “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme, intraprende fin da giovane il suo percorso professionale, spinto da una forte passione per la cucina e dalla volontà di approfondirne linguaggi e tecniche.

Una tappa fondamentale della sua formazione è l’esperienza al ristorante Atman di Villa Rospigliosi, sotto la guida dello chef Igles Corelli (1 stella Michelin), dove lavora per circa quattro anni. Qui cresce professionalmente partendo come stagista fino a diventare junior sous-chef, assumendo responsabilità nella gestione delle partite e della brigata.

Prosegue il suo percorso come sous-chef al ristorante VIVO a Bologna, in pasticceria presso l’Hotel Orso Grigio in Alto Adige e come chef de partie al Gran Caffè Quadri Alajmo (1 stella Michelin) a Venezia, dove coordina anche il bistrot della famiglia, guidando una brigata di circa dieci persone.

Successivamente approda ad Azurmendi (3 stelle Michelin) nei Paesi Baschi, dove approfondisce metodi di lavoro altamente organizzati e una cura del dettaglio, arrivando a ricoprire ruoli di responsabilità nella produzione e nel servizio. Tornato in Italia, continua il suo percorso come sous-chef a Villa Aretusi, affinando tecniche legate alla cucina di brace e alla tradizione francese.

Oggi lavora a Torino presso il ristorante DUME insieme a Edoardo Dumeri, con l’obiettivo di creare un’esperienza che metta al centro il benessere e l’emozione dell’ospite. La sua cucina nasce da una continua ricerca e da una visione personale: per Jacopo Capelli, cucinare è una forma di espressione, un modo per raccontare storie, emozioni e cultura attraverso ogni piatto.

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