L’Antica Trattoria Cirio esiste da molti anni.
È sempre stata lì, senza clamore, poco conosciuta, lontana dalle mode e dai riflettori. Da pochi mesi, però, qualcosa è cambiato e oggi vale decisamente la pena fermarsi a scoprirla.
La nuova gestione è firmata da Federico Allegri, nome ben noto a Torino per il suo percorso nell’alta ristorazione, per una lunga esperienza all’estero come private chef e, più recentemente, per il ruolo di general manager e direttore di un grande gruppo che ha acquisito alcuni locali importanti della città. Dopo anni ai vertici del fine dining e del management, Allegri ha scelto di tornare al suo primo amore: la cucina.
Una scelta che non guarda al passato con nostalgia, ma con consapevolezza.
Qui “cucina tradizionale” non significa solo Piemonte: il menu attraversa i grandi classici della cucina italiana e internazionale, soffermandosi su piatti oggi sempre più rari, quasi scomparsi dalle carte contemporanee.
È proprio su queste proposte che vale la pena orientarsi:
– un paté di fegatini con gelatina al vermouth, preciso ed elegante
– una zuppa di cipolle intensa e profonda
– una pie di agnello ben eseguita
– profiteroles come se ne incontrano ormai pochissimi, paradossalmente più facili da trovare in pizzeria che in trattoria
Il tutto è accompagnato da un ambiente piacevole, informale ma curato, e da prezzi particolarmente interessanti a pranzo, dettaglio che rende la Cirio una scelta concreta anche nella quotidianità.
A completare il quadro c’è Elisa Vasettini, tra le interpreti più sensibili e preparate della sala torinese, capace di restituire all’accoglienza quel equilibrio di calore, precisione e intelligenza del servizio che oggi fa davvero la differenza.
Una trattoria che non alza la voce, ma ha molto da dire.
E che merita di essere riscoperta.







