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Sicurezza alimentare, italiani divisi tra consapevolezza e fragilità: sei su dieci non si sentono pronti a una crisi prolungata

A Modena, nella sede di Tetra Pak, una ricerca accende i riflettori su un tema sempre più centrale: la sicurezza alimentare come elemento strategico per la stabilità economica e sociale.

Presentata il 17 aprile nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy, l’indagine “Sicurezza alimentare in Europa: la percezione dei consumatori italiani”, realizzata da Excellera Intelligence, restituisce un quadro chiaro: il 61% degli italiani dichiara di non sentirsi preparato ad affrontare una crisi alimentare strutturale e di lungo periodo.

Il dato si inserisce in un contesto segnato da tensioni internazionali e da una crescente attenzione istituzionale. Il confronto, dal titolo “Made in Italy e resilienza. Il ruolo della filiera agroalimentare nelle strategie di sicurezza nazionale”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e della filiera per discutere strumenti e prospettive.

In apertura, Paolo Maggi, Presidente e Managing Director Tetra Pak South Europe, ha sottolineato il legame sempre più stretto tra sicurezza del cibo e accesso alle risorse:
“Oggi food safety e food security sono inscindibili: garantire il cibo significa assicurarne igiene e qualità, ma anche accesso e disponibilità, soprattutto quando il sistema è sotto stress. Molte crisi alimentari non nascono dalla mancanza di cibo, ma dalle interruzioni delle infrastrutture che ne rendono possibile la conservazione e la distribuzione. Come Tetra Pak abbiamo voluto promuovere questo confronto proprio per mettere attorno a un tavolo istituzioni, industria e filiera e contribuire a soluzioni concrete e implementabili. La sicurezza alimentare è un obiettivo permanente e condiviso, che richiede cooperazione e una visione di lungo periodo”.

La ricerca fotografa una percezione diffusa di vulnerabilità: il 65% degli italiani ritiene che la filiera sia esposta a rischi sistemici e interruzioni, un dato superiore alla media europea. Tra le principali criticità emergono contaminazione e deterioramento degli alimenti (67%), malattie degli animali (62%) ed eventi climatici estremi (42%). Seguono le carenze nei sistemi di confezionamento (39%), considerate un fattore tutt’altro che secondario.

A illustrare i risultati è stato Aldo Cristadoro, CEO di Excellera Intelligence, evidenziando come la consapevolezza dei rischi sia ormai radicata tra i consumatori. Un aspetto che si intreccia con il quadro geopolitico, come ricordato da Antonella Rossetti, membro del Gabinetto del Commissario europeo per l’Agricoltura e il Cibo:
“Come ricordato dal Commissario Christophe Hansen alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, ‘se discutiamo di sicurezza senza includere il cibo, stiamo coprendo solo metà del campo di battaglia’. Oggi serve passare da una logica di reazione a una di preparazione”.

Nonostante le preoccupazioni, emerge una fiducia prudente: il 58% degli italiani ritiene che il sistema sia in grado di affrontare crisi gravi o eventi estremi, pur con criticità localizzate. In caso di interruzioni, i timori principali riguardano l’aumento dei prezzi (71%), la scarsità di alcuni prodotti (41%) e le difficoltà di accesso per le fasce più fragili (32%). In questo scenario, gli alimenti confezionati vengono percepiti come una soluzione più sicura.

Sul ruolo del packaging è intervenuta Sara Roversi, Founder & President di Future Food Institute: “La sicurezza alimentare si gioca nella capacità di connettere produzione, trasformazione e accesso. In questo spazio, realtà come Tetra Pak sono infrastrutture invisibili ma essenziali, perché rendono possibile l’accesso al cibo anche nei contesti più fragili”.

Le aspettative dei consumatori rispetto alle politiche europee sugli imballaggi confermano questa direzione: il 51% chiede priorità alla prevenzione della contaminazione, il 43% alla conservazione nel tempo e il 31% all’accessibilità economica del cibo. Il 76% ritiene inoltre che, senza soluzioni di packaging adeguate, la capacità di affrontare una crisi alimentare sarebbe significativamente ridotta, mentre oltre l’80% sottolinea l’importanza di rafforzare filiera e approvvigionamenti europei.

Durante la tavola rotonda “La sicurezza alimentare come chiave per la difesa nazionale”, Michele Barcaiuolo, Senatore della Repubblica e membro della Commissione Affari esteri e Difesa, ha indicato alcune direttrici operative: “Con il disegno di legge sulla sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti alimentari proponiamo strumenti concreti: un piano nazionale, una cabina di regia e sistemi di scorte strategiche. La sicurezza alimentare deve diventare un criterio guida delle decisioni europee, introducendo strumenti come un vero Food Security Test”.

Sulla necessità di rafforzare le infrastrutture è intervenuto anche Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato Filiera Italia: “Abbiamo chiesto l’attivazione di stock strategici agroalimentari per rendere il Paese meno esposto a shock globali e interruzioni delle supply chain e abbiamo quindi proposto di prevedere nel fondo competitività risorse adeguate per le infrastrutture di stoccaggio europee oggi inesistenti. Accogliamo con favore l’istituzione di un Piano nazionale, da inserire in un quadro comunitario”.

Il tema della sostenibilità resta centrale, come ha ricordato Maurizio Gardini, Presidente Conserve Italia: “La sostenibilità è centrale, ma va perseguita senza compromettere la capacità produttiva. Servono politiche europee che tengano insieme transizione, competitività e sicurezza alimentare”.

A ribadire il valore strategico del packaging è stato Andrea Taglini, Consigliere UCIMA:
“Lo studio mostra che la sicurezza alimentare è percepita come un sistema fragile. In questo contesto il packaging non è un dettaglio, ma una leva di sicurezza nazionale”.

A chiudere i lavori, Davide Baruffi, Assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna:
“Sicurezza e sostenibilità sono obiettivi irrinunciabili. Per raggiungerli, agricoltura e industria devono camminare insieme, mettendo a sistema imprese, ricerca e competenze”.

La ricerca, commissionata da Tetra Pak, è stata condotta da Excellera Intelligence in Italia, Germania, Francia e Spagna su un campione di 800 intervistati per Paese tra i 18 e i 74 anni, con metodologia CAWI e rilevazioni effettuate tra fine febbraio e marzo 2026.

Tetra Pak è tra i principali operatori globali nella lavorazione alimentare e nelle soluzioni di confezionamento, attiva in oltre 160 Paesi. Con più di 24.000 dipendenti, l’azienda sviluppa tecnologie e servizi per garantire l’accesso a cibi sicuri e nutrienti, con un impegno orientato alla tutela degli alimenti, delle persone e dell’ambiente.

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