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Arte contemporanea nel Monferrato: Germinale torna con “Di marne feconde, un mare”, dall’11 settembre al 4 ottobre 2026

Dall’11 settembre al 4 ottobre 2026 il Basso Monferrato diventa un percorso d’arte contemporanea diffuso, con 18 comuni coinvolti, 29 sedi espositive e circa 60 artisti chiamati a rileggere il territorio a partire dalla sua memoria più profonda: quella geologica.

La terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest, curata da Francesca Canfora, si intitola Di marne feconde, un mare e prende le mosse da un’immagine potente: il Monferrato come terra nata da un antico mare. Sotto le colline, oggi identificate con la civiltà agricola, la viticoltura e il paesaggio riconosciuto dall’UNESCO, restano sedimenti, fossili, argille e calcari. Le marne raccontano milioni di anni di trasformazioni e continuano a nutrire un territorio in cui natura, lavoro dell’uomo e cultura si sono stratificati nel tempo.

Il tema scelto per il 2026 invita a guardare ciò che normalmente resta invisibile: il sottosuolo come archivio, materia viva, luogo di trasformazione. Non soltanto una suggestione geologica, ma una chiave per leggere l’identità del Monferrato, dagli Infernot scavati nella pietra alle architetture rurali, dai borghi alle vigne, fino alle nuove opere chiamate a dialogare con luoghi storici, spazi pubblici, musei, chiese, cantine e paesi.

Germinale conferma così la propria vocazione: portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi consueti, farla circolare tra comunità, paesaggio e patrimonio, trasformando il territorio in una mappa da attraversare. Non un festival concentrato in un solo punto, ma una rete di tappe tra le province di Asti e Alessandria, con mostre, installazioni, residenze, talk, performing arts, laboratori e progetti speciali.

A sostenere il valore culturale dell’iniziativa sono anche le istituzioni piemontesi. Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, e Claudia Porchietto, sottosegretario regionale, hanno dichiarato: “Sono iniziative come questa che dimostrano quanto i nostri piccoli Comuni possano essere molto più grandi di quanto dicano i loro confini. Germinale sceglie il Monferrato perché qui l’arte contemporanea dialoga con un paesaggio riconosciuto dall’UNESCO, gli Infernot scavati nella pietra: un incrocio tra creatività e bellezza che rende speciale il festival. Quando istituzioni, comunità locali e realtà del territorio fanno squadra, nasce qualcosa che va oltre un semplice evento culturale: nasce un’occasione per raccontare il Piemonte, valorizzarlo e renderlo ancora più attrattivo per chi lo vive e per chi arriva da fuori. Germinale è una bellissima storia, un esempio di quel Piemonte che non dimentica le proprie radici, perché è proprio da lì che nascono le idee migliori, quelle capaci di far crescere una comunità con la cultura del sapere“.

Per Francesca Canfora, direttore artistico di Germinale, la nuova edizione segna un passaggio di consolidamento e ampliamento: “La terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest consolida un percorso di ricerca che mette al centro il legame indissolubile tra la creatività contemporanea e la memoria profonda del territorio. Quest’anno il tema ‘Di marne feconde, un mare’, invita il pubblico a un’esplorazione profonda, a scavare sotto la superficie alla ricerca dell’essenza e della memoria dei luoghi. Il festival, anno dopo anno, continua a espandersi capillarmente: sono stati coinvolti 18 comuni, quasi una trentina di sedi espositive e circa 60 artisti, tra autori affermati e giovani talenti in residenza, con l’obiettivo di trasformare il Monferrato in un laboratorio culturale diffuso a cielo aperto. La forza di Germinale risiede nella solida rete di collaborazioni tra enti pubblici e privati, comuni, associazioni e fondazioni museali. È grazie a questa sinergia condivisa che l’arte esce dagli spazi tradizionali per abitare i luoghi della comunità, i borghi e il patrimonio storico, generando una rifioritura culturale in grado di dialogare con l’identità locale e contemporaneamente di aprirsi al futuro“.

Il programma coinvolge circa 60 artisti: 24 invitati, 10 in residenza, 15 selezionati per il Selva Art Prize e 12 per The Monferriner. Tra gli artisti chiamati tramite invito diretto figurano Luigi Mainolfi, Richi Ferrero, Paola Anziché, Simone Benedetto, Domenico Borrelli, Boscolo-Rossetto, Chiara Capellini, Claudio Cravero, Agata Ferrari Bravo, Ferdi Giardini, Carlo Gloria, IDEM studio, Sophie Anne Herin, Marguerite Kahrl, Davide Mineo, Jessica Moroni, Johannes Pfeiffer, Paolo Piscitelli, Daniele Ratti, Tamara Repetto, Ugo Ricciardi, Raffaele Salvoldi, Enrico Tealdi e Marzio Zorio.

Tra le presenze più rilevanti c’è Luigi Mainolfi, nato a Rotondi nel 1948, artista presente in importanti rassegne internazionali, dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel, e oggi rappresentato in istituzioni museali italiane e straniere. Una sua opera sarà esposta negli spazi di Palazzo di Città ad Asti, in continuità con il rapporto già avviato nel 1995 attraverso la realizzazione dei drappi dello storico Palio.

Altro ospite speciale è Richi Ferrero, nato a Torino nel 1951, artista, regista e autore formatosi nel teatro sperimentale. La sua ricerca ha progressivamente superato i confini della scena, intrecciando arti visive, luce, spazio urbano e installazione. Dalle grandi opere nello spazio pubblico ai progetti di illuminazione artistica e monumentale, Ferrero ha fatto della luce uno strumento di trasformazione percettiva.

Uno degli obiettivi di Germinale è lasciare sul territorio almeno un’opera permanente per ogni edizione, nella prospettiva di un museo diffuso. Nel 2026 le opere previste sono due. La prima è un murale di Carlo Gloria dedicato alla comunità di Rinco, frazione di Montiglio Monferrato. Il progetto nasce da un percorso partecipativo: gli abitanti hanno contribuito alla progettazione e sono stati ritratti nell’opera. Il murale, autofinanziato dall’artista e dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS, mette al centro il rapporto tra arte pubblica, memoria locale e partecipazione.

La seconda opera è un intervento sulla facciata della Chiesa della Trinità a Villadeati, firmato dal giovane duo Boscolo-Rossetto. Il progetto lavora sul rosone come elemento percettivo e simbolico: di giorno raccoglie un gioco di luci interne, di notte proietta la luce verso l’esterno, modificando il rapporto tra edificio, spazio e osservatore.

Le residenze d’arte rappresentano un’altra parte centrale del progetto. Per il 2026 sono previste 10 residenze, tutte inserite nel circuito ufficiale di visita. Gli artisti, selezionati attraverso bando pubblico, saranno ospitati per tutta la durata della rassegna in luoghi pensati insieme come atelier e spazi espositivi. Il pubblico potrà quindi non solo vedere le opere, ma incontrare chi le realizza e seguire da vicino il processo creativo.

Accanto alle mostre, il programma prevede talk dedicati ad arte e sostenibilità ambientale, performing arts e workshop. Si rinnova anche la collaborazione con Casa degli Alfieri, che porterà spettacoli e azioni performative nei giorni di apertura e nelle diverse sedi coinvolte.

Tra i progetti speciali torna, per il secondo anno, il Selva Art Prize, dedicato agli artisti under 40. I 15 finalisti saranno scelti tramite bando pubblico ed esporranno in una mostra collettiva all’ex Asilo Regina Elena di Castagnole Monferrato. Il primo premio prevede l’acquisizione dell’opera vincitrice da parte dell’organizzazione e un corrispettivo di 2.500 euro per l’artista. Il premio è promosso e sostenuto da Compagnia dei Caraibi e Dispensa, realtà che confermano il proprio impegno nella promozione dei giovani talenti e nella costruzione di nuove reti tra arte, paesaggio e comunità.

Nel 2026 debutta anche The Monferriner, progetto editoriale e culturale nato per raccontare il territorio attraverso l’illustrazione contemporanea. Il nome richiama l’idea di un magazine che ancora non esiste, ma prende forma attraverso un profilo Instagram dedicato a “cover” ispirate al Monferrato: borghi, Infernot, castelli, paesaggi, architetture e comunità. In occasione del festival sarà aperta una call per illustratori; le opere selezionate saranno esposte nell’ex Farmacia di Cocconato d’Asti, insieme a quelle di artisti invitati. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Germinale, l’agenzia creativa torinese sixeleven e Galleria Caracol.

Un’altra linea di lavoro riguarda le scuole. Micromondi sotto i piedi è il laboratorio rivolto alle primarie del territorio, che ha coinvolto 460 bambine e bambini in un percorso creativo dedicato al suolo come luogo di memoria e metamorfosi. Guidati dal giovane artista Gregorio Furnari, gli studenti hanno realizzato formelle in argilla, pensate come fossili del presente attraverso l’impronta di oggetti quotidiani, naturali e tecnologici. Le opere confluiranno in un grande lavoro collettivo, esposto nella romanica Pieve di San Lorenzo a Montiglio.

Il progetto ha coinvolto le primarie di Frinco, Calliano, Montiglio Monferrato, Castell’Alfero, Cocconato, Portacomaro, la scuola primaria G. Marconi di Murisengo, la F. Sarzano di Moncalvo e la F. Mezzadra di Vignale.

Nel programma rientra anche Visagi – Ritratti di un paese che vive, progetto fotografico di Claudio Cravero dedicato alle comunità locali. Il titolo deriva dal piccolo vocabolario piemontese-italiano, dove “visagi” significa viso, faccia, aspetto. Dopo aver coinvolto negli anni gli abitanti di Rinco, Carboneri-Remorfengo, Colcavagno, Montiglio Monferrato, Villadeati, Piovà Massaia e Murisengo, nel 2026 il progetto abiterà le vie del centro storico di Olivola. Il lavoro procede attraverso incontri con la popolazione, set fotografici all’aperto, interviste e grandi stampe esposte nelle strade e nelle piazze del paese.

I comuni coinvolti nella rete di Germinale sono Asti, Alfiano Natta, Calliano Monferrato, Camagna Monferrato, Casale Monferrato, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Cocconato, Frinco, Moncalvo, Montiglio Monferrato, Murisengo Monferrato, Olivola, Piovà Massaia, Portacomaro, Viarigi, Vignale Monferrato e Villadeati.

In questa edizione, un ruolo di particolare rilievo spetta ad Asti e Casale Monferrato. Ad Asti il percorso si svilupperà tra Palazzo di Città e Palazzo Mazzetti. Il primo, sede del Comune dal XVI secolo e rinnovato in forme barocche da Benedetto Alfieri, ospiterà Soltitan, scultura in bronzo di Luigi Mainolfi. Palazzo Mazzetti, sede del Museo Civico e parte del sistema di Fondazione Asti Musei, accoglierà invece un’installazione di Domenico Borrelli.

A Casale Monferrato il progetto toccherà tre sedi: il Castello dei Paleologi, il Chiostro del Museo Civico Bistolfi e il Chiosco delle Visioni. Il Castello ospiterà il confronto tra arte contemporanea e patrimonio storico, il Chiosco delle Visioni sarà dedicato al progetto di residenza d’artista, mentre il chiostro dell’antico complesso di Santa Croce offrirà uno spazio raccolto alle opere in esposizione.

Fabio Carosso, consigliere segretario del Consiglio Regionale del Piemonte, sottolinea il valore del progetto per i piccoli centri: “Il Consiglio regionale del Piemonte sostiene ‘Germinale Monferrato Art Fest’, un progetto che coniuga la promozione dell’arte e della cultura contemporanea con la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio identitario del Monferrato, rafforzando il legame tra creatività, comunità e territorio. Un obiettivo pienamente coerente con il piano delle attività dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che guarda con particolare attenzione alle iniziative capaci di fare rete e di generare valore culturale e sociale. Nei piccoli Comuni del Piemonte, custodi di tradizioni, saperi ed eccellenze, si conserva infatti un patrimonio autentico e vivo, che merita di essere riconosciuto, narrato e condiviso“.

Per Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, il tema dell’edizione 2026 ha un valore programmatico: “Con la terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest, il percorso artistico e culturale intrapreso compie un passo decisivo e profondo. Il tema di quest’anno, ‘Di marne feconde, un mare’, non è soltanto un omaggio alla straordinaria e millenaria storia geologica del Monferrato, ma è una precisa dichiarazione d’intenti. Vogliamo esplorare l’arte contemporanea come uno strumento capace di scavare nella terra, di far emergere la memoria dei territori e di trasformarla in un terreno fertile per il dialogo e l’innovazione. Realizzare la conferenza stampa a Torino, negli spazi di CAMERA, sottolinea la volontà del festival di connettere le radici locali con i grandi circuiti culturali piemontesi e nazionali. Dall’11 settembre al 4 ottobre, il Monferrato tornerà a essere un laboratorio a cielo aperto, un punto di incontro dove il paesaggio e la creatività si fondono per accogliere artisti, visitatori e comunità“.

La rete del festival si estende anche a enti, associazioni e realtà produttive. Tra i partner figurano Fondazione Asti Musei, Ecomuseo Basso Monferrato, Casa degli Alfieri, Fondazione Gente&Paesi, l’associazione MadreSelva di Villadeati, l’associazione Fra’ Guglielmo Massaia di Piovà Massaia e il Club per l’UNESCO di Vignale Monferrato. Germinale fa inoltre parte di Orma, tracce d’artista, progetto che raccoglie le principali iniziative artistiche di Langhe, Monferrato e Roero, ideato e organizzato dall’ATL Langhe Monferrato Roero.

Anche alcune realtà produttive del territorio entrano nel percorso come sedi espositive o partner delle residenze. Tra queste il Castello di Razzano, Bava Azienda Vitivinicola e Combriccola Marchetti, che rinnova la collaborazione per l’ospitalità di due artisti in residenza a Cocconato. Le gallerie coinvolte sono Umberto Benappi, Weber&Weber, RedLab Gallery, Galleria Simondi e Société Interludio.

Secondo Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il festival è uno strumento di lettura del territorio: “Germinale Monferrato Art Fest rappresenta un esempio concreto di come l’arte contemporanea possa diventare uno strumento di lettura e valorizzazione del territorio. L’edizione 2026 invita a guardare il Monferrato da una prospettiva inedita, esplorandone le profondità geologiche e culturali, trasformando un patrimonio naturale straordinario in occasione di riflessione, scoperta e partecipazione. La capacità del festival di coinvolgere diciotto Comuni, artisti italiani e internazionali e numerose realtà locali dimostra come la cultura possa generare reti, favorire una fruizione diffusa del territorio e contribuire a costruire un’offerta turistica sempre più autentica e di qualità di cui il circuito Orma, ideato dall’Ente Turismo, vuole essere la traccia da seguire. È proprio questo dialogo tra paesaggio, comunità e creatività a rendere Germinale e gli altri eventi di arte contemporanea sul territorio un patrimonio di grande valore per l’intero sistema turistico del Monferrato, delle Langhe e del Roero, riconosciuto anche nel dossier di candidatura di Alba capitale dell’arte contemporanea 2027 in qualità di ‘capitali sorelle’“.

Roberto Cava, presidente di ATL Alexala, lega invece il progetto alla capacità dell’arte di generare nuovi sguardi: “Il legame tra il Monferrato e l’arte nasce da una storia profonda, fatta di sensibilità e di figure che hanno saputo interpretare con efficacia il nostro territorio. Germinale Monferrato Art Fest continua questa tradizione, proiettandola nel futuro attraverso lo sguardo dei giovani artisti, che con le loro opere rinnovano il dialogo tra creatività e paesaggio. Come Alexala confermiamo il nostro impegno, perché valorizzare i luoghi, anche grazie a nuovi linguaggi, significa rendere la comunità più attenta alle potenzialità del territorio. Per questo abbiamo deciso di puntuale sull’arte contemporanea e sugli artisti, siamo convinti che dalle idee nuove nasceranno consapevolezze e spunti comunicativi“.

Per Francesco Antonio Lepore, presidente di Fondazione Asti Musei, la collaborazione con il festival rafforza il ruolo del sistema museale astigiano: “Germinale – Monferrato Art Fest si conferma, alla sua terza edizione, tra le proposte più interessanti del panorama artistico contemporaneo piemontese, coinvolgendo numerosi comuni del Monferrato e valorizzandone le bellezze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche. Il festival, promosso dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria, ospita artisti affermati ed emergenti, compresi talenti under 35, in dialogo con i tesori naturalistici e architettonici del territorio. Quest’anno la collaborazione con Fondazione Asti Musei si rafforza ulteriormente, portando per la prima volta un’opera del festival negli spazi di Palazzo Mazzetti, sede delle grandi mostre internazionali del sistema museale astigiano. Un connubio naturale tra un progetto di valorizzazione territoriale in crescita e una rete museale solida, capace di unire arte contemporanea e patrimonio storico-artistico. L’auspicio condiviso è che questa sinergia settembrina apra a stagioni artistiche sempre più ampie e partecipate“.

Emanuele Capra, sindaco di Casale Monferrato, accoglie la prima partecipazione della città al festival come un passaggio significativo: “Accogliere per la prima volta a Casale Monferrato la mostra di Germinale è motivo di grande soddisfazione. Questa presenza arricchisce il percorso culturale della città e conferma la vocazione del nostro territorio a essere luogo di incontro tra patrimonio, ricerca e contemporaneità. Il tema ‘Di marne feconde, un mare’ restituisce con straordinaria efficacia l’identità più autentica del Monferrato, ricordandoci che la ricchezza di questo paesaggio affonda le proprie radici in una storia geologica millenaria. Le marne, gli Infernot, i vigneti raccontano un dialogo continuo tra natura e intervento dell’uomo, tra memoria e trasformazione. È proprio questa capacità di mettere in relazione passato e presente che rende Germinale un progetto di grande valore. Attraverso l’arte contemporanea, il nostro territorio si offre a uno sguardo nuovo, capace di far emergere ciò che spesso rimane nascosto e di trasformare la conoscenza in un’esperienza condivisa. Per Casale Monferrato è un’opportunità importante, che siamo lieti di condividere con la cittadinanza e con tutti coloro che visiteranno la mostra.

La presidente dell’Associazione UNESCO per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, Giovanna Quaglia, riporta il discorso alla lunga durata del paesaggio: “Un tempo mare, oggi paesaggio vitivinicolo, il Monferrato custodisce nelle proprie marne la memoria di una geografia antichissima. Le sue colline sono il nostro mare: onde di terra coltivata, stratificazioni di saperi, lavoro e comunità. Un patrimonio che interpreta pienamente i valori UNESCO, riconoscendo nel paesaggio culturale l’esito di una relazione continua tra uomo e natura, memoria e innovazione, tradizione e creatività contemporanea.

Nel racconto di Germinale entra anche Alba, Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, di cui il festival può fregiarsi del titolo di Capitale Sorella. Il saluto della città è stato portato dal sindaco Alberto Gatto e dal capogabinetto Gianluca Gioetti. Alla presentazione hanno preso parte anche il sindaco di Villadeati Angelo Ferro, Augusto Olearo, produttore di vino e olio e proprietario della tenuta Castello di Razzano di Alfiano Natta, e Paola Casulli, dirigente del settore Cultura del Comune di Casale Monferrato.

Germinale – Monferrato Art Fest è realizzato con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio della Regione Piemonte, il sostegno operativo territoriale di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e di Alexala – ATL Provincia di Alessandria, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, in collaborazione con Fondazione Asti Musei e con il sostegno dei partner Compagnia dei Caraibi e Dispensa.

Il festival è realizzato e prodotto dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria. Nato a Rinco di Montiglio, prende il nome dal settimo mese del calendario rivoluzionario francese, a sua volta derivato dal latino germinalis, il mese in cui germogliano le piante. Nel nome porta l’idea di una rinascita culturale dei luoghi, affidata ai linguaggi dell’arte contemporanea e alla capacità dei territori di raccontarsi attraverso nuove forme.

Informazioni: germinale.art.

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