HomeNotizieCalici Valtellina 2026, il 10 agosto Sondrio brinda al Nebbiolo delle Alpi

Calici Valtellina 2026, il 10 agosto Sondrio brinda al Nebbiolo delle Alpi

La sera del 10 agosto 2026 il centro storico di Sondrio diventerà un itinerario dedicato ai vini di montagna: dalle 18 a mezzanotte, Calici Valtellina 2026 porterà produttori, appassionati e visitatori tra palazzi, vicoli e piazze, lungo un percorso che unirà la degustazione al racconto di una viticoltura costruita sui terrazzamenti alpini.

Nella notte di San Lorenzo, il vino sarà la chiave per leggere la città e il territorio che la circonda. Il cammino partirà da Palazzo Martinengo e raggiungerà Castel Masegra, attraversando alcuni dei luoghi più riconoscibili del capoluogo valtellinese. A ogni tappa sarà possibile incontrare direttamente i vignaioli, conoscere le differenti interpretazioni del Nebbiolo delle Alpi e comprendere il lavoro che precede ogni bottiglia.

Il rapporto tra chi produce e chi assaggia è il tratto centrale della manifestazione. La degustazione non sarà affidata soltanto alle etichette, ma alle voci di chi coltiva pendii ripidi, mantiene i muretti a secco e segue vigne in cui gran parte delle operazioni viene ancora svolta manualmente. Un sapere quotidiano che ha modellato il paesaggio della provincia di Sondrio e ha dato origine a vini riconoscibili per freschezza, eleganza e capacità di raccontare le diverse zone della valle.

La conclusione del percorso sarà affidata allo Sforzato di Valtellina DOCG, al quale verrà riservato uno spazio specifico a Castel Masegra. Grazie alla collaborazione con Onav Sondrio, nella tappa finale si potranno degustare esclusivamente le diverse espressioni del vino ottenuto dall’appassimento delle uve di Nebbiolo, separate dalle postazioni distribuite lungo le vie del centro.

La scelta di dedicare allo Sforzato di Valtellina DOCG un momento distinto permette di approfondire uno dei vini più rappresentativi della denominazione. La concentrazione delle uve, il lungo lavoro in cantina e la capacità di mantenere un legame netto con il carattere alpino ne fanno una delle produzioni più complesse della valle, nonché uno dei riferimenti attraverso cui il territorio si presenta al pubblico internazionale.

Accanto ai calici troveranno posto anche i prodotti gastronomici locali. La partnership con Unione-Confcommercio di Sondrio consentirà ai visitatori di assaggiare le specialità della Valtellina lungo il tragitto, componendo un racconto che passa dalle vigne alla tavola e restituisce l’ampiezza del patrimonio agroalimentare locale.

La serata arriva in un momento in cui i territori del vino cercano nuovi linguaggi per avvicinarsi al pubblico. La possibilità di parlare direttamente con i produttori, fuori dalle sale tecniche e dai tradizionali appuntamenti di settore, consente di conoscere non soltanto le caratteristiche delle bottiglie, ma anche le scelte agronomiche, le difficoltà del lavoro in montagna e il valore di un paesaggio che richiede manutenzione costante.

Calici Valtellina rappresenta uno dei momenti più significativi dell’estate per il nostro territorio. È una serata che permette ai produttori di incontrare direttamente il pubblico, raccontando il lavoro, la storia e i valori che si celano dietro ogni bottiglia. Oggi vogliamo che questo racconto sappia coinvolgere anche le nuove generazioni, avvicinandole al mondo del vino attraverso un’esperienza autentica e consapevole”.

A sottolinearlo è Mamete Prevostini, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, che individua nel dialogo con i più giovani una delle questioni decisive per il futuro della viticoltura locale. Non si tratta soltanto di trasmettere conoscenze sul vino, ma di spiegare il sistema di relazioni che tiene insieme paesaggio, comunità, lavoro agricolo e tutela del territorio.

Il Nebbiolo delle Alpi è un vino che racchiude oltre mille anni di storia, il carattere della nostra valle e il lavoro di chi la coltiva ogni giorno. Se riusciamo a trasmettere tutto questo, possiamo far nascere curiosità e creare un legame nuovo con il nostro patrimonio vitivinicolo. Per le nostre cantine questa è la sfida più importante. E proprio nella magia della notte di San Lorenzo, il vino diventa così il filo conduttore di un’esperienza che parla di identità, paesaggio e condivisione: gli elementi che rendono la Valtellina una terra unica.

Saranno 27 le cantine presenti nel centro di Sondrio: Agrilu, Alberto Marsetti, Alessio Magi, Alfio Mozzi, Ascesa, Azienda Agricola Andreoli, Balgera, Cantina Menegola, Caven Camuna, Convento San Lorenzo, Cooperativa Agricola Triasso e Sassella, Dirupi, F.lli Bettini, Francesco Folini, La Grazia, La Perla, Le Strie, Marino Lanzini, Nino Negri, Pizzo Coca, Plozza, Radìs, Retica Vini, Riter, Rupi del Nebbiolo, Sandro Fay e Vita Nova.

La presenza di aziende dalle storie e dalle dimensioni differenti permetterà di osservare da vicino la varietà della produzione valtellinese. Accanto alle cantine storiche ci saranno realtà più recenti e piccoli vignaioli, ciascuno con una propria lettura delle sottozone, delle esposizioni e delle altitudini. È proprio questa pluralità a rendere il percorso utile anche per chi già conosce i vini della valle e vuole confrontare stili, annate e scelte produttive.

Alla base di tutto c’è la Chiavennasca, nome locale del Nebbiolo, coltivata lungo pendii sostenuti da oltre 2.500 chilometri di muretti a secco. Una rete costruita nel corso dei secoli che permette alla vite di crescere su versanti altrimenti difficili da lavorare e che rappresenta una delle testimonianze più evidenti dell’intervento umano sul paesaggio alpino.

Il Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, fondato nel 1976, protegge e promuove le denominazioni nate nei vigneti terrazzati della provincia di Sondrio. Ne fanno parte il Valtellina Superiore DOCG, lo Sforzato di Valtellina DOCG, il Rosso di Valtellina DOC e l’Alpi Retiche IGT.

Il lavoro del Consorzio riguarda la tutela delle denominazioni, il sostegno ai produttori e la promozione della qualità, ma si estende anche alla salvaguardia del territorio. Insieme alla Fondazione Provinea, l’organismo porta avanti attività legate alla conservazione del paesaggio e alla sostenibilità, mentre la Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina mette in relazione cantine, prodotti locali e luoghi della valle.

Calici Valtellina 2026 restituisce questa complessità attraverso una serata aperta alla città. Il vino esce dalle cantine e incontra il pubblico nei luoghi di Sondrio, mostrando come dietro ogni calice ci siano altitudini, esposizioni, muri di pietra, vendemmie manuali e persone che continuano a lavorare la montagna.

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