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Riviera del Monferrato, tra Nebbiolo, Barbera e borghi nasce una nuova geografia del turismo piemontese

Nel Nord Astigiano prende forma una nuova geografia turistica che prova a superare i confini dei singoli paesi per raccontare un territorio nel suo insieme. Si chiama Riviera del Monferrato e riunisce undici Comuni accomunati da altitudine, paesaggio collinare, viticoltura, patrimonio storico e una rete di piccole produzioni gastronomiche che per anni sono state promosse soprattutto separatamente.

Il progetto coinvolge Albugnano, Moransengo-Tonengo, Aramengo, Castelnuovo Don Bosco, Moncucco Torinese, Passerano Marmorito, Robella, Cerreto d’Asti, Cocconato, Pino d’Asti e Buttigliera d’Asti. A promuoverlo sono Enoteca Regionale di Albugnano, Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, Comune di Cocconato, Explore Monferrato e le amministrazioni locali aderenti.

La scelta del nome parte da Cocconato, da tempo associato alla definizione di “Riviera del Monferrato per il clima relativamente mite e la posizione elevata. Il nuovo progetto amplia però il significato del termine e lo utilizza come chiave di lettura per una fascia dell’Astigiano caratterizzata da dorsali alte, grandi aperture sul paesaggio e condizioni climatiche differenti rispetto alle zone più basse.

A rafforzare questa narrazione c’è anche la storia geologica dell’area, legata all’antico Bacino Marino Astigiano che occupava questa parte del Piemonte milioni di anni fa. È da qui che arriva l’immagine del “mare di colline” scelta per la comunicazione del progetto: «Smetti di cercare l’orizzonte. Sei appena arrivato in un mare di colline.»

L’obiettivo non è creare semplicemente un nuovo nome turistico, ma rendere più leggibile un territorio frammentato in piccoli centri che condividono molte caratteristiche e, allo stesso tempo, conservano identità molto precise.

«Come Enoteca Regionale e insieme ai Sindaci del territorio, abbiamo avvertito l’esigenza di circoscrivere questa porzione dell’Astigiano per offrirla ai visitatori con una chiave di lettura turistica chiara e integrata», dichiara Davide Gasperini, presidente dell’Enoteca Regionale di Albugnano. «Il Monferrato è un territorio vasto e multiforme. Creare il brand ‘Riviera del Monferrato’ ci permette di posizionare un’offerta su misura: rilassante, slow, focalizzata sulle nostre eccellenze enogastronomiche, sulla rete dei sentieri outdoor, sui gioielli del Romanico e su una cultura dell’accoglienza autentica».

Per Monica Marello, sindaco di Cocconato, il passaggio consiste proprio nell’estendere al territorio circostante un’identità che il paese ha costruito nel tempo. «Come Sindaco del Comune di Cocconato ho accettato con entusiasmo di condividere la definizione Riviera del Monferrato legata al Comune di Cocconato e allargarla a tutti i Comuni che hanno accettato di far parte del progetto, credendo fortemente nell’identità turistica con microclima, altitudine e ospitalità unici in Piemonte».

Albugnano e Cocconato, due vini per leggere il territorio

Il vino resta uno dei punti di accesso più immediati alla Riviera, soprattutto attraverso i due poli di Albugnano e Cocconato.

Il primo raggiunge i 549 metri sul livello del mare, il secondo 491. Quote elevate per questa parte del Piemonte, alle quali si aggiungono ventilazione ed escursioni termiche che incidono sul ciclo vegetativo della vite e sulle caratteristiche delle uve.

«I territori di Albugnano e Cocconato dimostrano come l’altitudine e le ampie escursioni termiche siano fondamentali per dare eleganza, freschezza e profumo ai nostri vini», sottolinea Davide Gasperini, presidente dell’Enoteca Regionale di Albugnano. «La viticoltura qui non è soltanto un importante comparto economico, ma un elemento identitario e culturale profondo che modella il paesaggio. Attraverso il progetto ‘Riviera del Monferrato’ uniamo queste eccellenze territoriali per raccontare una storia fatta di donne e uomini, vigne straordinarie e tradizioni secolari proiettate al futuro».

Ad Albugnano il protagonista è il Nebbiolo. La denominazione Albugnano DOC interessa un territorio ristretto compreso tra Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito e Pino d’Asti, per una superficie di circa 44 ettari.

I vigneti si trovano spesso oltre i 400 metri e insistono su terreni formati soprattutto da marne mioceniche, con componenti tufacee e sabbiose. Anche l’esposizione determina differenze importanti: verso Castelnuovo Don Bosco prevalgono aree più aperte e vitate, mentre in direzione di Berzano San Pietro aumentano boschi, pendenze e vigneti collocati sui crinali.

La presenza dei boschi contribuisce a contenere le temperature e accentua le escursioni termiche tra il giorno e la notte. È in questo contesto che si inserisce Albugnano 549, progetto nato per dare una fisionomia più riconoscibile al Nebbiolo prodotto nell’area. Le aziende aderenti hanno scelto di lavorare con Nebbiolo al 100 per cento e di adottare alcune linee produttive comuni: macerazioni prolungate, almeno 18 mesi di affinamento in legno e sei in bottiglia. La consulenza enologica è affidata a Gianpiero Gerbi. C’è anche un elemento visivo condiviso: la bottiglia utilizzata dai produttori presenta la scritta Albugnano 549 in rilievo sotto la spalla. Il contenitore è comune, mentre ciascuna cantina conserva le proprie scelte di vinificazione e il proprio stile.

A pochi chilometri, Cocconato costruisce invece buona parte della propria identità vitivinicola intorno alla Barbera d’Asti DOCG.

Qui i vigneti occupano circa cento ettari, l’altitudine raggiunge i 491 metri e alla presenza di marne e sabbie si aggiunge quella del gesso, elemento che caratterizza parte dei terreni locali. La ventilazione e le temperature più contenute aiutano a preservare l’acidità della Barbera, mentre i produttori collegano alla matrice marnoso-gessosa alcune delle caratteristiche di freschezza e tensione riscontrabili nei vini dell’area. La storia viticola del paese ha attraversato però fasi molto diverse. Viene ricostruita una presenza estesa della vite già nei secoli passati, seguita dalla riduzione delle superfici durante le migrazioni verso le città nella prima metà del Novecento e da una nuova fase di investimenti a partire dagli anni Ottanta.

«Cocconato, capitale della Riviera del Monferrato, ha garantito e mantenuto la presenza di cantine storiche nell’area e ha dato il via all’enoturismo in Riviera, garantendo la qualità della ristorazione e dell’ospitalità, storicamente presente nei libri dal 1500 e oggi rappresenta l’icona del turismo della Riviera del Monferrato», dichiara Luigi Dezzani, rappresentante del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.

I produttori indicati dal progetto a Cocconato

Cinque aziende vengono presentate come nucleo della nuova generazione vitivinicola locale:

  • Azienda Agricola Biodinamica Maciot
  • Azienda Agricola Poggio Ridente
  • Azienda Agricola Marovè
  • Cantine Nicola
  • Azienda Benefizio di Cocconito

Accanto alla produzione di vino, alcune di queste realtà lavorano anche sull’ospitalità e sull’enoturismo, con pratiche agricole biologiche o biodinamiche.

Il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato guarda però oltre la sola viticoltura: il progetto comprende anche apicoltori, ristoratori, strutture ricettive, produttori e affinatori di formaggi e salumi, aziende legate alla carne di razza Piemontese e alla Nocciola Tonda Gentile.

Vezzolano, castelli e piccoli edifici romanici

La seconda direttrice della Riviera riguarda il patrimonio storico.

Il luogo di maggiore notorietà è la Canonica di Santa Maria di Vezzolano, ad Albugnano, alla quale si aggiunge una rete di edifici religiosi minori disseminati tra colline e campagne. Nel racconto del patrimonio romanico dell’area viene richiamata anche la chiesa di San Secondo di Cortazzone, una delle testimonianze romaniche indicate dal progetto.

Il percorso prosegue attraverso i castelli di Robella, Passerano Marmorito, Moransengo-Tonengo e Moncucco Torinese, dove trova spazio anche il Museo del Gesso, fino alla torre bicocca di Buttigliera d’Asti e al Colle Don Bosco.

A Pino d’Asti, invece, il racconto torna alla vite attraverso le storiche coltivazioni della Malvasia di Schierano.

Sono luoghi diversi tra loro, rimasti spesso ai margini dei grandi itinerari turistici piemontesi e che il nuovo brand intende collegare in percorsi capaci di spostare il visitatore da un Comune all’altro.

A piedi o in bicicletta lungo le dorsali

La conformazione della Riviera favorisce una seconda modalità di visita: quella lungo sentieri, strade secondarie e percorsi ciclabili.

Il progetto prevede itinerari di trekking e tracciati per e-bike che collegano i centri storici, attraversando aree coltivate e zone boschive. Dalle parti più alte delle colline, nelle giornate limpide, la vista raggiunge l’arco alpino e il Monviso.

Tra i punti inseriti nella proposta compaiono anche le Big Bench numero 90 di Aramengo e la Big Bench numero 151 di Cerreto d’Asti utilizzate come tappe panoramiche lungo gli itinerari.

La programmazione punta inoltre a non concentrare le visite in una sola stagione. Sono previsti concerti nei borghi e nelle cantine con Monferrato On Stage, appuntamenti del Morning Club, musica tra le vigne, passeggiate guidate, attività in bicicletta, sagre, mercatini e iniziative popolari.

A Cocconato resta centrale il Palio degli Asini, mentre sul versante gastronomico vengono proposti corsi di cucina, degustazioni di prodotti locali e uscite dedicate alla ricerca del tartufo insieme ai trifolao e ai loro cani.

La proposta comprende anche pittura all’aperto, yoga e sound bath, oltre a un settore rivolto alle aziende con spazi per team building, incontri professionali, cene e piccoli eventi.

Robiola, nocciole e tartufo: la Riviera arriva a tavola

Se Nebbiolo e Barbera sono i due riferimenti enologici più evidenti, la tavola completa il racconto con alcune produzioni fortemente legate all’Astigiano.

Tra quelle individuate dal progetto figurano la Nocciola Piemonte IGP, il Tartufo Bianco, la Robiola di Cocconato, salumi artigianali e carne di razza Piemontese.

L’intenzione è mettere in relazione aziende agricole, ristorazione e strutture ricettive, evitando che la visita si riduca a una successione di degustazioni in cantina.

«Il nostro obiettivo con la Riviera del Monferrato è offrire una proposta turistica organica, varia e sostenibile», sottolinea Davide Gasperini, presidente dell’Enoteca Regionale di Albugnano. «Incoraggiamo uno stile di visita slow, che permetta di passeggiare nei borghi storici, esplorare la natura incontaminata dei nostri boschi, ammirare l’arte medievale, vivere esperienze uniche tra le vigne e sedersi a tavola per gustare la nostra cucina tipica. La Riviera del Monferrato è un patrimonio vivo, pronto ad accogliere i visitatori con la stessa autenticità in ogni stagione dell’anno».

Cocco…Wine come primo banco di prova

In questo percorso Cocco…Wine ha rappresentato una delle prime vetrine pubbliche della nuova Riviera del Monferrato, offrendo al progetto una visibilità ampia attraverso il vino, le aziende del territorio e il richiamo di una manifestazione ormai consolidata.

La venticinquesima edizione si è svolta a Cocconato dal 4 al 6 settembre 2026 e ha contribuito a presentare al pubblico questa nuova identità territoriale. Concluso l’appuntamento, il progetto guarda però oltre i tre giorni della manifestazione e punta a costruire una proposta capace di vivere durante tutto l’anno, mettendo in relazione luoghi, produttori, ospitalità e attività diffuse.

La sfida, adesso, è dare continuità a questo racconto. Undici Comuni sono chiamati a trasformare un marchio condiviso in un territorio realmente percorribile, collegando cantine e monumenti, definendo itinerari, mettendo in rete ristorazione e strutture ricettive e rendendo riconoscibile una parte del Monferrato che conserva caratteristiche proprie rispetto alle Langhe e alle aree più note dell’Astigiano.

I riferimenti, del resto, sono già ben definiti. Albugnano porta con sé il Nebbiolo e una viticoltura d’altura; Cocconato la Barbera e una lunga storia di accoglienza. Intorno si dispongono Vezzolano, i piccoli edifici romanici, i castelli, i boschi, le nocciole, il tartufo, la Robiola e una trama di paesi finora raccontati soprattutto singolarmente.

La Riviera del Monferrato prova ora a riunire questi elementi in una geografia comune, senza cancellare le differenze che danno identità a ciascun luogo.

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