A Proloco Trastevere, osteria contemporanea nel cuore di Roma, la sostenibilità non è un tema astratto, ma entra nelle scelte quotidiane di cucina: dalla stagionalità delle materie prime al recupero intelligente degli ingredienti, fino alla valorizzazione di prodotti e tagli spesso considerati minori. La chef Elisabetta Guaglianone, classe 1992, lavora su una cucina precisa, legata al territorio e costruita intorno al rispetto del prodotto.
In questa prospettiva nasce il suo tiramisù con pane raffermo e mascarpone fatto in casa. Il dolce italiano più amato viene riportato dentro una logica artigianale e di recupero: il pane avanzato prende il posto dei savoiardi, mentre il mascarpone viene preparato partendo dalla panna, con una lavorazione lenta che restituisce una crema densa, lattica e leggermente acidula.
Il risultato è un tiramisù meno dolce, più gastronomico, dove il pane trattiene il caffè, aggiunge note tostate e introduce una consistenza più rustica. Una ricetta che guarda alla cucina domestica, ma con la precisione tecnica di una tavola contemporanea.
Mascarpone fatto in casa
Ingredienti
2 litri di panna nobile La Frisona
50 ml di succo di limone fresco
Procedimento
La panna va versata in una casseruola dal fondo spesso e portata lentamente a 85 °C, mescolando con delicatezza.
Si aggiunge quindi il succo di limone filtrato, continuando a mescolare. La panna inizierà a ispessirsi, acquistando struttura e una leggera acidità lattica.
La temperatura va mantenuta tra 82 °C e 85 °C per circa 3-5 minuti.
Il composto viene poi trasferito in un telo o in un’etamina, sistemati sopra un colino, e lasciato scolare in frigorifero per 12-24 ore. Il mascarpone dovrà risultare denso, lucido, profondamente lattico e leggermente acidulo.
Crema al mascarpone
Ingredienti
1 kg di mascarpone fatto in casa
5 tuorli freschi
Zucchero q.b.
Un pizzico di sale
Caffè espresso q.b.
Cacao amaro q.b.
Zucchero semolato q.b.
Procedimento
I tuorli si montano con lo zucchero e un pizzico di sale fino a ottenere una massa chiara, spumosa e stabile. Il sale non deve essere percepibile: serve ad amplificare la profondità del mascarpone, le note amare del cacao e la persistenza del caffè.
Il mascarpone va aggiunto poco alla volta, fino a ottenere una crema densa, vellutata e avvolgente. L’uso esclusivo dei tuorli rende il tiramisù più cremoso.
A parte si mescolano cacao amaro e zucchero semolato in parti uguali, fino a ottenere una polvere asciutta, equilibrata tra dolcezza e nota amaricante.
Il pane
Proloco Trastevere utilizza pane raffermo fatto in casa. Deve essere pane avanzato, ancora capace di mantenere struttura, assorbenza e carattere rustico. Rispetto al savoiardo, assorbe meno zucchero, trattiene meglio il caffè e porta nel dolce note tostate e fermentative.
Montaggio e riposo
Il pane va bagnato nel caffè espresso senza saturarlo completamente. Subito dopo si passa nella miscela di cacao e zucchero, in modo che si rivesta leggermente della polvere.
Si alternano quindi strati di pane al caffè e cacao con strati di crema al mascarpone. L’ultimo strato deve essere generoso, con abbondante crema e una copertura finale di cacao.
Il tiramisù deve riposare almeno 6 ore, meglio ancora 12. Il tempo consente al pane di ammorbidirsi, alla crema di assestarsi, al cacao di fondersi con il caffè e agli aromi di armonizzarsi.
Ne nasce un dolce essenziale, originale, meno zuccherino e profondamente gastronomico: una ricetta di recupero che guarda alla sostenibilità come pratica quotidiana, senza rinunciare al piacere.



