Il ristorante brasiliano Tuju, guidato a São Paulo dallo chef e proprietario Ivan Ralston, ha vinto l’Art of Hospitality Award di The 50 Best Restaurants 2026, riconoscimento assegnato al locale che si distingue per la qualità del servizio, dell’accoglienza e dell’esperienza offerta agli ospiti.
Il premio viene attribuito attraverso i voti dei membri della The 50 Best Restaurants Academy, chiamati a indicare il ristorante nel quale hanno vissuto la migliore esperienza di ospitalità durante il periodo di votazione di 18 mesi.
Per Tuju si tratta di un nuovo riconoscimento dopo l’Art of Hospitality Award di Latin America’s 50 Best Restaurants 2024, che lo aveva reso il primo ristorante latinoamericano a ricevere il premio. Nel 2025 il locale era inoltre entrato per la prima volta nella classifica estesa di The World’s 50 Best Restaurants, raggiungendo il numero 70.
Alla base del progetto c’è un’idea precisa di servizio: ridurre la distanza tra alta ristorazione e ospite senza rinunciare alla cura dei dettagli. L’accoglienza guarda al calore e alla generosità associati alla cultura brasiliana, evitando un’impostazione eccessivamente formale e cercando invece di adattarsi alle esigenze di chi siede a tavola.
Ralston ha aperto Tuju nel 2014, dopo alcune esperienze professionali in importanti ristoranti europei. Dopo la pandemia ha scelto di ripensare completamente il locale, trasferendolo in un edificio progettato su tre piani nel quartiere di Jardim Paulistano.
La nuova impostazione ha comportato anche una riduzione significativa dei coperti. Insieme a Katherina Cordás, direttrice dell’Ospitalità e della Ricerca, lo chef ha deciso di accogliere circa un terzo degli ospiti rispetto alla sede precedente, così da lasciare allo staff più tempo per seguire ogni tavolo.
L’attenzione si estende anche ai piccoli imprevisti della serata. Il ristorante conserva, senza esporli, oggetti che possono rivelarsi utili durante la cena, dagli occhiali da lettura al materiale da disegno per i bambini. Vengono messi a disposizione soltanto quando necessario, senza che l’ospite debba necessariamente richiederli.
Anche il menu è costruito secondo una logica diversa dalla tradizionale successione delle stagioni. Ralston e Cordás sviluppano percorsi ispirati alle condizioni climatiche di São Paulo, come pioggia, umidità, vento e siccità, lavorando soprattutto con ingredienti provenienti da piccoli produttori del territorio e con materie prime individuate attraverso anni di ricerca.
Il piatto diventa così anche uno strumento di dialogo con la sala, attraverso il racconto degli ingredienti, della loro provenienza e del lavoro che li precede.
Rachael Hogg, Senior Director of Content di The 50 Best Restaurants, afferma: “Siamo entusiasti di annunciare il Tuju come vincitore dell’Art of Hospitality Award di quest’anno. Il team di Tuju crea un’esperienza di ospitalità immersiva, profondamente personale e costruita con grande attenzione intorno al percorso di ogni ospite, con dettagli extra inaspettati e piacevoli. In molti modi, Tuju dimostra che un’ospitalità di livello mondiale riguarda in realtà una progettazione attenta, una cura autentica e la capacità di far sentire ogni ospite personalmente visto, piuttosto che un lusso ostentato.“
Una cantina da oltre 5.000 etichette
La stessa attenzione viene applicata al programma beverage, seguito dai responsabili della sommellerie Thiago Frencl e Thiago Menezes.
La cantina raccoglie oltre 5.000 etichette, tra produttori brasiliani e internazionali. Il servizio non prevede però necessariamente un vino differente per ogni portata: la scelta viene adattata alle preferenze dell’ospite e all’andamento della cena, evitando abbinamenti prestabiliti.
Anche i signature cocktail e le proposte analcoliche seguono i temi climatici sviluppati dalla cucina.
Per Ivan Ralston, l’attenzione alla sala rappresenta uno dei nodi centrali della ristorazione contemporanea. “L’ospitalità è ciò che trascende la dimensione commerciale di un ristorante. È ciò che dà profondità all’esperienza ed esprime il lato più umano del nostro settore. La prossima rivoluzione della gastronomia non avverrà nelle cucine, ma in sala, grazie a quelle persone capaci di restituire un’anima alla sala e di onorare ciò che significa veramente essere un ristorante.“
L’Art of Hospitality Award è il secondo riconoscimento annunciato in vista della cerimonia di The 50 Best Restaurants 2026, in programma a Lima, in Perù, mercoledì 4 novembre. Il calendario comprenderà anche The 50 Best Talks, dedicato ai temi che attraversano il settore dell’ospitalità, le 50 Signature Sessions, con cene aperte al pubblico che riuniranno chef internazionali e talenti locali, il Chefs’ Feast e la cerimonia finale con il countdown della nuova classifica.




