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Luci d’Artista Torino 2026-2027: 31 installazioni e quattro nuove opere tra arte, memoria e tecnologia

Torino si prepara alla 29ª edizione di Luci d’Artista, che prenderà il via venerdì 23 ottobre 2026, dalle ore 18.15, con 31 installazioni luminose distribuite tra piazze, strade ed edifici della città. Quattro le nuove opere, firmate da Tony Oursler, Flavio Favelli, CANEMORTO e Samson Young, che si aggiungeranno alla collezione già conosciuta dal pubblico. Le installazioni resteranno accese fino al 10 gennaio 2027.

Il progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione Torino Musei e curato da Antonio Grulli, si presenta quest’anno con il titolo Memories and Future Dreams, dedicato alla memoria e alle trasformazioni della città. Le nuove opere affrontano temi differenti, dalla ricerca scientifica alle conseguenze dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, dalla storia industriale torinese fino alle immagini e all’architettura di Hong Kong.

Tra le novità più importanti figura il coinvolgimento del Politecnico di Torino, che per la prima volta ospiterà una delle nuove installazioni sulla facciata della propria sede di Corso Duca degli Abruzzi 24. Altri interventi interesseranno Piazzetta Reale, le OGR Torino e diverse piazze attraversate da un’opera itinerante.

Le quattro nuove opere di Luci d’Artista

La partecipazione di Tony Oursler, artista statunitense nato a New York nel 1957 e conosciuto per le sue sperimentazioni con video, proiezioni e immagini in movimento, rappresenta uno dei principali appuntamenti della nuova edizione. Sulla facciata del Politecnico di Torino sarà installata Star(life)*, la sua prima opera di arte pubblica permanente in Italia. Il lavoro prende spunto dall’universo, dalla composizione della materia e dalla ricerca di forme di vita nello spazio, argomenti che Oursler affronta attraverso il proprio linguaggio visivo.

Il Politecnico è uno dei principali centri torinesi dedicati alla ricerca scientifica e tecnologica e la presenza dell’opera consentirà di sviluppare ulteriori iniziative congiunte nell’ambito dell’Accademia della Luce, il programma culturale e formativo collegato alla manifestazione. Durante l’edizione è prevista anche una lezione pubblica dell’artista.

Un rapporto molto diverso con la storia cittadina caratterizza Poetiche del confine di Flavio Favelli, presentata in Piazzetta Reale, negli spazi dei Musei Reali di Torino. Per realizzarla, l’artista ha utilizzato cancelli, ringhiere, ferri battuti e lampade recuperati nel corso degli anni. Tra i materiali figurano anche elementi architettonici danneggiati durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, salvati all’epoca da Vittorio Viale, allora direttore dei Musei Civici, e successivamente conservati nelle raccolte di Palazzo Madama.

Gli oggetti, segnati dal tempo e in alcuni casi dalle distruzioni belliche, diventano parte di una nuova composizione luminosa. Favelli lavora così su materiali che appartengono alla storia di Torino, soffermandosi anche sul significato delle ringhiere e dei cancelli come elementi di separazione e delimitazione dello spazio. È la prima opera della collezione di Luci d’Artista realizzata interamente con materiali recuperati e riutilizzati.

Flavio Favelli sarà inoltre protagonista di un incontro con Antonio Grulli domenica 1° novembre, alle ore 17, presso il Meeting Point di Artissima.

A introdurre una dimensione più ironica è invece The Radiant Van, l’installazione del trio anonimo CANEMORTO. Non si tratta di una luce fissa, ma di un furgone trasformato in una grande lanterna luminosa, destinata a spostarsi tra diversi luoghi della città. L’opera richiama due aspetti molto conosciuti della storia torinese: l’industria automobilistica e le tradizioni esoteriche. Sulle fiancate del mezzo sono incisi 18 simboli portafortuna, illuminati dall’interno, provenienti da culture differenti. Il progetto ha già percorso diverse tappe europee. Partito da Torino, il furgone ha raggiunto Lubiana per una mostra del collettivo alla Match Gallery, è passato da Venezia durante la settimana inaugurale della Biennale Arte 2026 ed è tornato nella capitale slovena per il Lighting Guerrilla Festival.

L’intero viaggio è stato documentato dal regista Marco Proserpio, dal sound designer Matteo Pansana e dal fotografo Alessandro Trapezio. L’installazione è stata realizzata con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma Italian Council, ed entra nella sezione internazionale DUET.

A Torino sarà visibile inizialmente in Piazzale Valdo Fusi, dal 23 al 28 ottobre. Dal 30 ottobre al 1° novembre raggiungerà Artissima, all’ingresso dell’Oval, prima di tornare a Piazzale Valdo Fusi. Successivamente si sposterà in Piazza Vincenzo Arbarello, dal 30 novembre al 20 dicembre, e in Piazza Vittorio Veneto, dal 21 dicembre al 10 gennaio 2027.

La quarta novità è Inversions di Samson Young, progetto speciale presentato nella Corte Est delle OGR Torino, in Corso Castelfidardo 22. L’artista di Hong Kong mette insieme due testimonianze della cultura del proprio territorio: la Kam Tin Tree House, edificio storico progressivamente avvolto dalle radici di un grande albero di banyan, e le immagini del combattimento finale del film Drunken Master, legato alla storia del cinema di arti marziali. Attraverso modificazioni algoritmiche, le riprese dell’edificio e le sequenze cinematografiche vengono rielaborate e sovrapposte. Le immagini sono accompagnate dalle percussioni di David Cossin, in un lavoro che coinvolge video, suono e memoria dei luoghi.

Massimo Vitali, un intervento sotterraneo e le opere che cambiano sede

La 29ª edizione coinvolgerà anche Massimo Vitali, fotografo italiano conosciuto per le immagini di spiagge, piazze e luoghi frequentati da grandi gruppi di persone. In vista del trentesimo anniversario di Luci d’Artista, previsto nel 2027, Vitali è stato invitato a realizzare una fotografia dedicata alla partecipazione collettiva alla manifestazione. Lo scatto sarà realizzato durante un evento pubblico in programma a gennaio, in occasione della conclusione dell’edizione, e avrà come protagonista una delle installazioni storiche.

Un’altra iniziativa porterà il pubblico in un luogo normalmente non accessibile: la cabina di trasformazione primaria di Piazza Arbarello, la più grande stazione elettrica sotterranea della città.

A circa venti metri di profondità, Flavio Favelli realizzerà un’installazione luminosa pensata appositamente per questo ambiente, grazie alla collaborazione con Iren e IRETI. La cabina aprirà eccezionalmente al pubblico venerdì 30 e sabato 31 ottobre, dalle 13.30 alle 18.30, durante le giornate dedicate all’arte contemporanea.

Oltre alle nuove produzioni, tre opere già appartenenti alla collezione cambieranno collocazione rispetto alla precedente edizione.

Ancora una volta di Valerio Berruti tornerà nella Galleria Subalpina; Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi sarà nuovamente visibile in Via Carlo Alberto, mentre Bouncing The Ball di Riccardo Previdi verrà installata in Piazza d’Armi.

Non mancheranno le opere che negli anni sono diventate presenze familiari nel paesaggio cittadino. Tra queste Il volo dei numeri di Mario Merz sulla Mole Antonelliana, Tappeto Volante di Daniel Buren in Piazza Palazzo di Città, Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn sul Monte dei Cappuccini e Doppio Passaggio di Joseph Kosuth sul Ponte Vittorio Emanuele I.

Torneranno anche Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto sulla Tettoia dell’Orologio in Piazza della Repubblica, Palomar di Giulio Paolini in Via Po e Sex and Solitude di Tracey Emin ai Giardini Reali bassi.

Prosegue intanto il lavoro di manutenzione delle installazioni storiche, esposte ogni anno agli agenti atmosferici. In questa edizione gli interventi interesseranno anche Amare le differenze di Pistoletto, le cui scritte luminose saranno progressivamente convertite alla tecnologia LED, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici. Il restauro è sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e dall’Unione Industriali Torino.

Le collaborazioni con musei e istituzioni, anche fuori Torino

Luci d’Artista non si limita più alle installazioni accese durante l’autunno e l’inverno. Negli ultimi anni la Fondazione Torino Musei ha sviluppato attività espositive, incontri e collaborazioni che proseguono anche quando le opere cittadine vengono spente.

Tra queste figura Costellazione, la sezione che riunisce interventi luminosi realizzati da altre istituzioni culturali.

Una delle nuove collaborazioni riguarda il Museo del Novecento di Milano, dove si trova Vedere le cose (per A.S.) di Joseph Kosuth, una scritta luminosa lunga 28 metri collocata sul lato dell’edificio affacciato su Via Marconi.

Nel territorio torinese entra invece a far parte del programma Assembly di Marinella Senatore, installata nella Corte d’Onore della Reggia di Venaria. Si aggiunge Stelle danzanti di Christian Grasso e Federico Prato, realizzata sulla facciata dell’Accademia Albertina di Belle Arti attraverso un progetto che ha coinvolto studenti e neodiplomati.

Prosegue anche la collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che presenta sulla facciata della propria sede di Via Modane 16 il nuovo neon No Ai Missili di Andrea Bowers, legato a una storica immagine del movimento pacifista.

Il programma internazionale DUET mantiene invece i collegamenti con realtà culturali europee, come dimostra il percorso tra Torino, Lubiana, Venezia e Vienna sviluppato attorno a The Radiant Van.

Le attività educative e di approfondimento confluiscono nell’Accademia della Luce, che proporrà incontri e iniziative da ottobre 2026 a giugno 2027, coinvolgendo musei, fondazioni, famiglie e, da quest’anno, il Politecnico di Torino.

Il programma si concluderà il 21 giugno 2027, in occasione del solstizio d’estate, con un appuntamento dedicato alla performance e alla luce.

Confermata anche Luminarie, la sezione riservata agli interventi luminosi promossi da realtà private e associazioni cittadine, che affiancano la collezione pubblica.

L’appuntamento inaugurale è fissato per venerdì 23 ottobre dalle 18.15. Le 31 installazioni rimarranno accese fino al 10 gennaio 2027.

Il programma aggiornato, le collocazioni delle opere e le iniziative collaterali sono disponibili sul sito ufficiale www.lucidartistatorino.org.

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