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Barolo en primeur 2026, al Castello di Grinzane Cavour la sesta edizione dell’asta benefica il 23 ottobre

Il Barolo torna protagonista di un’asta internazionale che, in cinque edizioni, ha raccolto oltre 4,5 milioni di euro per sostenere quasi cento progetti benefici in Italia e all’estero. Venerdì 23 ottobre 2026, al Castello di Grinzane Cavour, si terrà la sesta edizione di Barolo en primeur, l’iniziativa promossa da Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS, insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Quest’anno, accanto alle tradizionali barrique, arriveranno per la prima volta all’asta anche 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996.

Abbiamo seguito la presentazione al WiMu – Museo del Vino di Barolo, dove sono stati illustrati i risultati raggiunti e le novità dell’appuntamento. A condurre l’asta sarà Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, con collegamenti in diretta da Londra e New York. Sul palco interverrà anche il comico Federico Basso.

Al centro del progetto rimane la Vigna Gustava, lo storico vigneto situato ai piedi del Castello di Grinzane Cavour, già coltivato ai tempi di Camillo Benso, conte di Cavour. Acquistata nel 2019 da Fondazione CRC, la proprietà si estende per quasi quattro ettari e continua a essere utilizzata anche per le attività formative degli studenti della Scuola Enologica di Alba.

La produzione del Barolo Gustava è affidata all’enologo Donato Lanati, alla guida del laboratorio Enosis Meraviglia, che segue il percorso dalle uve alla vinificazione e all’affinamento. Il vino viene proposto secondo il sistema en primeur, che consente agli acquirenti di aggiudicarsi una barrique prima che il Barolo abbia completato il periodo di invecchiamento previsto dal disciplinare.

Ogni barrique darà origine a circa 270 bottiglie, che saranno consegnate soltanto quando il vino avrà raggiunto la maturazione necessaria. Le etichette saranno inoltre dotate di un sistema digitale NFC per verificarne autenticità e provenienza.

Il 23 ottobre saranno battute 14 barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025. La quindicesima seguirà un calendario differente: sarà proposta domenica 8 novembre, durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, sempre da Grinzane Cavour, con un collegamento internazionale da Hong Kong.

Dai lotti comunali alle grandi annate del Barolo

Una parte importante dell’asta nasce dal coinvolgimento diretto delle cantine delle Langhe. Sono 39 le aziende del Consorzio che hanno contribuito alla formazione di sette lotti comunali di Barolo e Barbaresco, mettendo a disposizione alcune delle proprie etichette.

La novità più rilevante del 2026 è l’arrivo di 31 bottiglie storiche, che permetteranno ai collezionisti di acquistare vini già imbottigliati e provenienti da vendemmie particolarmente ricercate. Le annate più lontane risalgono al 1996, mentre nella selezione figurano anche millesimi come il 2010 e il 2016.

Tra i pezzi più interessanti compaiono una verticale di Barolo Cannubi firmata Damilano, con le annate dal 2009 al 2011, e una bottiglia da cinque litri di Barolo Bussia Vigna Colonnello 2012 di Prunotto.

Il confronto tra queste etichette e il Barolo Gustava 2025 rende particolare il catalogo di quest’anno. Da una parte un vino che deve ancora completare il proprio affinamento, dall’altra bottiglie che hanno già trascorso molti anni in cantina e permettono di osservare l’evoluzione del Nebbiolo nel tempo.

Complessivamente i lotti comunali comprendono 681 bottiglie, tra formati tradizionali, magnum, doppi magnum e il grande formato da cinque litri. Le etichette provengono da alcune delle zone più conosciute delle denominazioni, comprese menzioni geografiche come Cannubi, Bussia, Villero, Vignarionda e Rocche dell’Annunziata.

Durante la presentazione, Sergio Germano ha affrontato anche le caratteristiche della vendemmia 2025 e le difficoltà che il mondo del vino sta attraversando, tra cambiamenti nelle abitudini di consumo e nuove esigenze del mercato. Il coinvolgimento dei produttori nell’asta assume un significato ancora più rilevante proprio in un periodo nel quale molte aziende sono chiamate a rivedere strategie commerciali e investimenti.

Sol Calero firma l’etichetta del 2026

Anche quest’anno Barolo en primeur prosegue la collaborazione con l’arte contemporanea, affidando a un’artista la realizzazione dell’etichetta destinata alle bottiglie della Vigna Gustava.

Per il 2026 è stata scelta Sol Calero, artista venezuelana che vive e lavora a Berlino. La sua opera, intitolata Paisaje de vino, raffigura una veduta notturna delle Langhe, con colline, filari, colori intensi e una grande luna.

La collaborazione prosegue un percorso iniziato nel 2021 con Giuseppe Penone e continuato negli anni successivi con Michelangelo Pistoletto, Otobong Nkanga, Susan Philipsz e Giulia Cenci.

La presenza di Sol Calero assume un significato ulteriore in vista del 2027, quando Alba sarà Capitale italiana dell’Arte Contemporanea. L’iniziativa contribuirà a rafforzare le collaborazioni tra artisti, istituzioni culturali e territorio, coinvolgendo anche le aree vitivinicole delle Langhe e del Roero.

Oltre 4,5 milioni di euro raccolti in cinque edizioni

La vendita delle barrique e dei lotti comunali ha una finalità precisa: raccogliere risorse per progetti di utilità sociale, destinati a organizzazioni attive nei settori della salute, dell’assistenza, dell’educazione, della ricerca e della cultura.

Dal debutto nel 2021, quando furono raccolti 666 mila euro, Barolo en primeur ha progressivamente aumentato i propri risultati. Nel 2022 la raccolta è salita a 834 mila euro, nel 2023 a 877 mila, mentre nel 2024 ha superato per la prima volta il milione di euro.

Il risultato più alto è arrivato nel 2025, con 1.130.300 euro, destinati a sostenere 21 progetti benefici. Complessivamente, le prime cinque edizioni hanno superato i 4,5 milioni di euro, contribuendo al finanziamento di quasi cento iniziative in Italia e in altri Paesi.

Durante l’incontro al WiMu, Alessandro Mazzola ha ripercorso alcune delle attività sostenute attraverso le donazioni, ricordando come il progetto abbia esteso negli anni il proprio intervento ben oltre il territorio piemontese. Una parte delle risorse raccolte sostiene inoltre iniziative locali e attività formative, compresa la Scuola Enologica di Alba, che mantiene un rapporto diretto con la Vigna Gustava.

Il funzionamento dell’asta permette agli aggiudicatari delle barrique di contribuire alla destinazione benefica delle somme offerte, secondo le modalità previste dal progetto. Le spese organizzative sono invece sostenute dalle fondazioni promotrici, affinché le risorse raccolte possano essere devolute alle finalità sociali.

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