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Un nuovo Presidio Slow Food: la Pesca Bella di Borgo d’Ale

La pesca Bella di Borgo d’Ale, un tesoro ritrovato nel cuore del Vercellese, è un nuovo Presidio Slow Food, un segno di riconoscimento alla sua unicità e al lavoro di recupero svolto da un gruppo di produttori appassionati.

Tutto ha avuto inizio nel lontano 2015, quando soltanto una ventina di vecchie piante di questa varietà erano ancora in vita. Oggi, grazie all’impegno e alla dedizione dei coltivatori, si contano ben cinquecento piante della pregiata pesca Bella di Borgo d’Ale. Una rinascita che fa rivivere un frutto d’altri tempi, ricco di storia e tradizione.

La storia della coltivazione di questa pesca affonda le sue radici all’inizio del Novecento, quando alcuni abitanti di Borgo d’Ale, rientrati dall’America con sementi d’oltreoceano, tentarono un primo esperimento. Sebbene non fu un successo immediato, decenni dopo, nuovi esperimenti più professionali portarono alla coltivazione di oltre cento ettari di terreno adibiti ai pescheti.

La pesca Bella, con il suo profumo e aroma intensi, si distingue per la sua forma tondeggiante e la buccia verde chiaro-biancastro, sovracolorata di rosso-rosato. Durante gli anni ’70, questa varietà costituiva circa il 10% del raccolto di pesche di Borgo d’Ale.

Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni, la pesca Bella è andata quasi perduta, superata da altre varietà più grandi e adatte al mercato per la loro durata e commercializzazione agevole. Nel 2015, erano rimaste soltanto poche piante, tutte vecchie di almeno quarant’anni.

Da qui inizia un lungo lavoro di recupero e propagazione, partito nel 2016 da pochissime piante rimaste, che si trovavano principalmente nei frutteti di anziani contadini. Grazie all’impegno di otto produttori, la pesca Bella è stata riportata in vita, facendo parte anche dell’Arca del Gusto di Slow Food.

Oggi, la peschicoltura a Borgo d’Ale riveste un ruolo centrale nell’economia locale, sostenuta da un terreno drenante e un microclima favorevole. La varietà della Bella, tuttavia, richiede tempo per arrivare alla piena produzione, ma nel 2022 ha segnato il primo vero anno di produzione significativa.

La pesca Bella di Borgo d’Ale è una delizia da gustare fresca, magari accompagnata da un goccio di Erbaluce di Caluso o utilizzata in macedonia. Tuttavia, le ricette tradizionali offrono affascinanti alternative, come la cottura al forno con ripieno di cacao e amaretti.

L’intento del Presidio Slow Food è quello di salvare la biodiversità culinaria, coltivando e gustando varietà uniche come la Bella di Borgo d’Ale. La missione è quella di dare un futuro a questa pregiata pesca e promuoverla anche tramite trasformazioni in composte, confetture e succhi.

Borgo d’Ale e i suoi produttori guardano avanti con una visione di lungo termine, dimostrando che la passione e l’amore per la tradizione possono conservare e far rivivere autentici tesori gastronomici. La pesca Bella, oggi riconosciuta come Presidio Slow Food, continua a svelare la sua storia e il suo sapore unico, portando il Vercellese e la sua frutticoltura verso un futuro di eccellenza.

Pesca Bella di Borgo d’Ale

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