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Oliveti Giachino: il percorso di un’azienda che ha creduto nell’ulivo in Piemonte

Tra le colline che circondano Torino e si aprono verso il Monferrato prende forma il progetto Oliveti Giachino, una realtà nata da un’idea familiare che ha trasformato un’intuizione in un percorso agricolo solido e radicato nel territorio. L’avventura inizia con la messa a dimora delle prime piante nel 2008, primo passo di un impegno che negli anni ha portato l’azienda a specializzarsi nella coltivazione dell’ulivo e nella produzione di un extravergine di alto livello.

Guidata da Marco Giachino e Ottavia Cornetto, l’azienda si sviluppa su 20 ettari suddivisi in tre oliveti di proprietà. Ospita circa 8.000 piante e ha raggiunto nel 2025 una produzione di 1.200 litri di olio extravergine d’oliva, risultato di un lavoro costante e strutturato.

Tutti gli oliveti sorgono in Piemonte, su terreni recuperati con interventi mirati alla valorizzazione ambientale. Le varietà scelte — Frantoio, Leccino, Leccio del Corno, Bianchera, Pendolino, Moraiolo e Brisighella — sono state selezionate per la loro capacità di adattarsi al contesto pedoclimatico locale, con profili aromatici differenti e complementari.

Oliveti Giachino: il percorso di un’azienda che ha creduto nell’ulivo in Piemonte

Oliveto Castello (Marentino)

Su 58.000 m² coltivati a olivo, rappresenta uno degli spazi più rappresentativi dell’azienda. Dal 2009, le piante vengono seguite con metodi precisi per ottenere un extravergine caratterizzato dalla purezza delle sue varietà.
Il paesaggio si apre verso il Monviso e le Alpi, e raccoglie varietà come Frantoio, Leccino, Pendolino, Bianchera e Ascolana. La scelta di coltivarle in aree separate consente di produrre extravergini monovarietali che mantengono la specificità di ogni cultivar.

Oliveto Santa Maria (Casalborgone)

Esteso su 63.000 m², gode di un’esposizione a sud che assicura luce costante. Dal 2009 l’area ospita Frantoio, Leccino, Pendolino, Bianchera e Brisighella, selezionate per la loro adattabilità al terreno locale. Anche in questo caso, la suddivisione per varietà permette di ottenere oli monovarietali che rispecchiano le caratteristiche intrinseche delle diverse cultivar.

Oliveto Nosma (San Sebastiano da Po)

Con i suoi 86.000 m² è il più esteso tra gli oliveti aziendali. Dal 2010 è stato concepito come un sistema agricolo completo, con l’obiettivo di integrare coltivazione e tutela dell’ambiente. Qui trovano spazio Frantoio, Leccino, Pendolino, Leccio del Corno, Moraiolo, Ascolana, Bianchera e Brisighella, distribuite per aree dedicate per preservare la coerenza degli oli monovarietali ottenuti.

Biodiversità e tutela del paesaggio

Gli oliveti sono sorti su terreni un tempo lasciati a sé stessi. Il recupero ha permesso di restituire vitalità a colline dimenticate, ricostruendo un paesaggio agricolo che oggi ospita un ecosistema complesso. Le siepi naturali di tuje, lauroceraso, bosso e pyracantha svolgono una funzione protettiva contro vento e animali nocivi e favoriscono la presenza di insetti impollinatori e piccoli animali, contribuendo a un equilibrio ambientale stabile.

La coltivazione segue criteri attenti alla salute del suolo, considerato il punto di partenza per un extravergine di qualità. Il sistema di irrigazione, controllato da remoto, permette di razionalizzare l’uso dell’acqua. Vasche per la raccolta della pioggia e un sistema di stoccaggio dedicato assicurano rifornimento costante e sostenibile.

A supporto del percorso scientifico e agronomico, l’azienda collabora con università, fondazioni di ricerca e con il Consorzio per la tutela dell’olio extra vergine d’oliva Piemonte, contribuendo alla diffusione della cultura dell’olio e alla valorizzazione delle realtà locali.

I prodotti di Oliveti Giachino: profili sensoriali e identità delle cultivar

Il blend “Armonia”

Oliveti Giachino: il percorso di un’azienda che ha creduto nell’ulivo in Piemonte

“Armonia” nasce dall’unione di tutte le varietà coltivate dall’azienda e rappresenta un extravergine ottenuto unicamente da olive piemontesi. Il colore è un verde-oro intenso. Al naso emergono note leggere di fruttato; al palato si percepiscono aromi di erba fresca, carciofo, fieno, erbe aromatiche e cardo. L’insieme restituisce un gusto morbido, con amaro e piccante ben presenti in chiusura.

La sua leggerezza lo rende adatto a piatti dal profilo delicato, sia a crudo sia in cottura. È indicato anche in preparazioni dolci, abbinato al cioccolato o impiegato in sorbetti e gelati.
La creazione di “Armonia” richiede un lavoro di bilanciamento accurato tra le caratteristiche delle cultivar Leccino, Bianchera, Pendolino, Brisighella, Frantoio, Leccio del Corno e Moraiolo.

Il monovarietale “Leccio del Corno”

L’extravergine ottenuto dalla varietà Leccio del Corno si presenta con un colore giallo-verde, limpido e di consistenza piena. In bocca si avverte subito una componente amaricante intensa, con richiami all’oliva appena franta, al mallo di noce e al vegetale. È un olio ricco di polifenoli, con caratteri minerali e una lunga persistenza.
Le note ricordano fieno verde, erba medica, fagiolino e una chiusura calda e pepata. Si abbina a piatti complessi di carne o pesce e accompagna con efficacia le carni crude piemontesi servite in purezza. Interessante anche sui risi integrali, di cui sottolinea gli aspetti più essenziali.

Oliveti Giachino: il percorso di un’azienda che ha creduto nell’ulivo in Piemonte

La varietà nasce nel 1929 a San Casciano in Val di Pesa (FI), individuata dal prof. Morettini presso la fattoria del Corno. È una cultivar produttiva, resistente al freddo e costante nella resa, ma storicamente a rischio di scomparsa. Gli oli monovarietali permettono di valorizzare al massimo l’identità del territorio e le peculiarità della singola varietà.

Il monovarietale “Bianchera”

Oliveti Giachino: il percorso di un’azienda che ha creduto nell’ulivo in Piemonte

L’olio estratto dalla Bianchera ha un colore verde intenso, con una componente amara e piccante ben definita e persistente. In bocca si riconoscono mandorla amara, carciofo e un finale fruttato. Al naso si distinguono timo, borragine e sentori di oliva acerba.
Il nome della varietà potrebbe essere legato al lento e parziale cambiamento di colore del frutto, che anche a maturazione avanzata non raggiunge mai completamente la tonalità finale. La pianta resiste bene al freddo, fino a 7–8 gradi sotto zero.

La qualità dell’olio è elevata grazie alla presenza significativa di polifenoli. Anche in questo caso, il monovarietale rappresenta un modo per dare spazio alle caratteristiche intrinseche della cultivar e al contesto in cui viene coltivata.

I valori di Oliveti Giachino

Oliveti Giachino si distingue per alcuni principi che guidano l’intero processo produttivo:
• Coltiva esclusivamente terreni piemontesi con una produzione artigianale e controllata, che permette di ottenere una qualità costante.
• Integra pratiche sostenibili: gestione delle risorse idriche tramite irrigazione da remoto, raccolta dell’acqua piovana, tutela della biodiversità e tecniche agricole responsabili.
• Mantiene un legame diretto con il territorio, recuperando aree abbandonate e valorizzando ecosistemi locali.
• Adotta processi trasparenti: ogni passaggio, dalla pianta alla bottiglia, viene comunicato con chiarezza per instaurare un rapporto di fiducia con i consumatori.

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