Nel pomeriggio di domenica 4 gennaio 2026, a 92 anni, si è spento Arnaldo Caprai, lasciando la moglie Fiorella, i figli Arianna, Marco e Luca, e gli amati nipoti. I funerali si terranno il 7 gennaio a Foligno. Con lui scompare una figura centrale dell’imprenditoria umbra e nazionale, capace in settant’anni di attività di incidere in modo profondo sul tessile e sul vino italiani.
Dal merletto al Sagrantino, il suo percorso ha attraversato settori diversi con la stessa determinazione, costruendo un ponte tra saperi artigianali e visione industriale che ha portato il nome dell’Umbria oltre i confini nazionali.
«Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia».
Il percorso nel tessile
Nato nel 1933, Caprai avvia la sua attività a 22 anni come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia centrale. È un inizio fatto di strada, contatti diretti e spirito d’iniziativa, che negli anni lo porta a crescere fino a produrre in proprio.
Nel 1964 apre il primo maglificio artigianale; nel 1968 fonda Maglital, poi conosciuta nel mondo con il marchio Cruciani. A metà degli anni Settanta realizza una filiera integrata che gli consente di governare internamente ogni fase produttiva, dando vita a pezzi di arredamento per la casa riconosciuti per qualità ed eleganza.
Parallelamente prende forma la passione per i manufatti in merletto. Nasce così una collezione museale che oggi supera i 25.000 reperti ed è considerata “la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo”. Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, intuizione pionieristica che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”.
L’azienda tessile Arnaldo Caprai diventa nel tempo un riferimento internazionale del Made in Italy, dalla biancheria pregiata ai capi in cashmere firmati Cruciani.
La visione sul Sagrantino
Il nome di Caprai resta però indissolubilmente legato al Montefalco e al suo vino simbolo. All’inizio degli anni Settanta, quando il Sagrantino era poco conosciuto e relegato a una dimensione locale, l’imprenditore individua un potenziale ancora inesplorato.
Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, e avvia un progetto ambizioso per la valorizzazione del vitigno. «Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio», spiegano i figli.
La ricerca della qualità e l’attenzione ai processi produttivi, trasferendo nel vino competenze maturate nell’industria tessile, portano l’azienda Arnaldo Caprai a diventare leader nella produzione del Sagrantino di Montefalco. Un lavoro che contribuisce in modo decisivo a far conoscere il territorio e il suo vino a livello internazionale. Oggi la produzione si attesta intorno al milione di bottiglie l’anno, presenti sulle tavole più prestigiose e riconosciute dalla critica mondiale.
Cavaliere del Lavoro
Il 2 giugno 2003 Arnaldo Caprai viene nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per meriti in agricoltura. Un riconoscimento che chiude idealmente un percorso lungo settant’anni, segnato non solo dai risultati economici ma dall’attenzione al territorio e alle persone.
«Nostro padre ci ha insegnato il grande rispetto per il nostro mestiere e per le persone che lavorano con noi», concludono i figli.



