Si è chiusa il 2 marzo 2026 la quarta edizione del Salone del Vino Torino, che ha portato in città oltre 19 mila visitatori e più di 500 cantine, con un programma articolato tra degustazioni, masterclass ed eventi diffusi. Il tema “Degustare è scoprire” ha guidato il percorso, offrendo una lettura ampia del vino piemontese, tra denominazioni consolidate e nuove traiettorie produttive.
Tra i protagonisti della manifestazione, Roberto Pinetti ha raccontato il lavoro di Bosca, storica casa spumantiera con sede a Canelli, attiva dal 1831. Una realtà tra le più longeve nel panorama italiano, che nel tempo ha costruito una posizione riconoscibile nel mondo delle bollicine, sviluppando sia Metodo Classico sia Metodo Charmat e consolidando la propria presenza sui mercati internazionali.
Parte integrante dell’identità aziendale sono le Cattedrali Sotterranee di Canelli, oggi Patrimonio UNESCO: ambienti scavati nel tufo dove avviene l’affinamento delle bottiglie e dove si concentra una fase significativa del processo produttivo.
Al Salone del Vino 2026, Bosca ha presentato una gamma che mette in dialogo produzioni storiche e progetti più recenti. Tra questi, l’Alta Langa DOCG Metodo Classico Brut Rosé, caratterizzato da un lungo affinamento sui lieviti, accanto alle linee dedicate al segmento no e low alcol, su cui l’azienda lavora da oltre trent’anni. Una proposta che include anche referenze pensate per la miscelazione, ampliando il perimetro tradizionale del vino.
La partecipazione al Salone si inserisce in un percorso che tiene insieme la tradizione spumantistica e lo sviluppo di nuove tipologie, mantenendo un legame diretto con il territorio di Canelli e con la sua storia produttiva.
Durante la manifestazione, Roberto Pinetti ha condiviso l’evoluzione dell’azienda e le scelte che stanno orientando le nuove linee, offrendo uno sguardo su una realtà che continua a muoversi tra produzione consolidata e ricerca.



