Con l’avvicinarsi della Pasqua, le tavole si preparano ad accogliere nuove interpretazioni dei dolci delle feste. Tra queste, la proposta firmata Gargiulo Coloniali: la colomba all’Amaro Don Carlo, che rilegge uno dei lievitati più diffusi del periodo attraverso l’utilizzo di un liquore artigianale.
L’impasto, lavorato a partire da lievito madre, viene bagnato con Amaro Don Carlo e arricchito da una ganache al cioccolato fondente e allo stesso liquore. A completare la preparazione, una copertura di cioccolato e una finitura di granella di fave di cacao.
Il profilo aromatico dell’amaro, intenso ma equilibrato, si lega al cacao, dando vita a un insieme in cui le componenti si integrano senza sovrastarsi. Il risultato è un dolce che mantiene la struttura del grande lievitato pasquale, introducendo al tempo stesso una nota più complessa.
Alla base c’è un liquore composto per il 60% da mallo di noce, insieme a un mix di erbe e spezie selezionate, tutte di provenienza campana. La ricetta è stata messa a punto da Angela Caliendo e Carlo Gargiulo, che da anni portano avanti la loro attività nell’enoteca di Eboli, lavorando su una produzione attenta alle materie prime e alla lavorazione.
La colomba rappresenta una delle possibili applicazioni di Amaro Don Carlo, che trova spazio anche nella preparazione di dessert al cioccolato – dal tiramisù ai tartufi, fino al babà con ganache e ai semifreddi – oltre che come ingrediente in mixology e in cucina, dove viene impiegato in piatti di fine dining per aggiungere profondità aromatica.
Accanto al consumo come fine pasto, il liquore si conferma quindi un elemento trasversale, capace di entrare in contesti diversi e di dialogare con preparazioni dolci e salate.
Per la Pasqua, la proposta si inserisce nel solco dei dolci tradizionali, offrendo una variazione costruita su nuovi equilibri di gusto e su un uso più ampio degli ingredienti.



