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Hamburger Day 2026, indirizzi e ricette per riscoprire il burger tra hotel, trattorie e cucina d’autore

Il 28 maggio torna l’Hamburger Day, giornata dedicata a uno dei grandi classici della cucina informale contemporanea, ormai uscito dal perimetro della sua versione più semplice per trovare posto nei menu di hotel, ristoranti, cocktail bar e insegne specializzate.

Negli ultimi anni l’hamburger ha cambiato volto. È rimasto un piatto diretto, riconoscibile, capace di parlare a pubblici diversi, ma si è aperto a nuove letture: carni selezionate, pesce, verdure, pani artigianali, contaminazioni asiatiche, riferimenti regionali e ricette costruite intorno a prodotti del territorio. Dalle terrazze veneziane ai locali milanesi, fino alla trattoria emiliana e alla cucina agricola del Monferrato, le proposte selezionate raccontano un panorama vario, dove il panino diventa terreno di interpretazione gastronomica.

A Venezia, all’Hotel Gabrielli di Starhotels Collezione, in Riva degli Schiavoni, l’hamburger arriva con vista sulla laguna e sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Lo chef Mirko Pistorello, ambasciatore della filosofia Km Veneto, firma l’Hamburger degli Schiavoni, una proposta che mette insieme hamburger di Sorana Padovana, pancetta, uovo, cipolla rossa di Tropea, lattuga, pomodoro, salsa ai fichi e cipolla caramellata. Un piatto pensato per essere gustato alla Terrazza Gabrielli o nel K-Lounge Bar, tra uno sguardo sull’acqua e una cucina che porta nel panino ingredienti riconoscibili e ben definiti.

A Milano, il Rosa Grand MilanoStarhotels Collezione, in Piazza Fontana, propone tre versioni tra Roses Pizza & More e Grand Lounge & Bar, a pochi passi dal Duomo. La prima è la piemontese “La Granda”, con Asiago, lattuga romana, pomodoro, salsa alla senape e patatine fritte. La seconda è la versione “Fish”, con pesce azzurro, lollo gentile, pomodoro ramato e maionese al lime. La terza è la variante Veggie, con verdure e cereali, veli di pomodoro ramato, foglie di lattuga e salsa allo yogurt. In tutti i casi il servizio prevede patatine fritte, elemento irrinunciabile per chi cerca un hamburger completo e appagante.

Sempre a Milano, in piazza VI febbraio 16, Succulenta porta nel burger il gusto del Sud. Il ristorante di Matteo Mottola, nell’area di CityLife, nasce da una storia familiare legata alla cucina e agli impasti tra Puglia e Campania. Anche nelle proposte più immediate, il locale mantiene attenzione per materie prime e lavorazioni. Per l’Hamburger Day, l’indirizzo suggerisce l’Hamburger Succulenta: pane artigianale, carne di manzo, insalata, pomodoro ramato, cipolla rossa di Tropea, mozzarella di Bufala Campana DOP e patatine fritte. È un burger generoso, costruito su ingredienti che parlano chiaramente del Sud Italia: la morbidezza della bufala, la dolcezza della cipolla e la parte succosa della carne compongono un piatto ricco, senza passaggi inutili.

Ai Navigli, in via Corsico 1, Maido! sceglie invece una direzione giapponese. Il locale ha portato a Milano l’anima pop e street di Osaka e, per l’Hamburger Day, trasforma il burger in rice burger. Al posto del classico bun ci sono due dischi di riso tostato, pensati per racchiudere farciture ispirate allo street food nipponico. Tra le versioni più amate c’è quella con salmone scottato sul teppan, salsa teriyaki, avocado, spinacino e sesamo nero. Non mancano alternative con manzo marinato, pollo teriyaki o verdure saltate con anacardi croccanti. La proposta restituisce bene il carattere di Maido!: informale, creativo, goloso, legato all’immaginario giapponese tra manga, piastre roventi e piatti da condividere.

A Seregno, in via Montello 67, Emilia Trattoria Bolognese porta l’hamburger dentro un menu dedicato ai grandi classici emiliani. L’approccio resta quello della casa: sapori decisi, porzioni generose, combinazioni immediate. Il Cheeseburger della Trattoria unisce carne di manzo, cheddar, bacon croccante, pomodoro, lattuga e maionese in pane fresco, con patatine fritte servite a lato. “Niente di complicato: solo carne buona, pane fresco e gusto da applausi“, come dice il menù. Il risultato è un burger ricco e diretto, pensato per quelle volte in cui, accanto a tagliatelle al ragù, lasagne e cotoletta alla bolognese, si cerca qualcosa di più sfizioso ma sempre coerente con l’identità della trattoria.

In Piemonte, ad Albugnano, Cà Mariuccia guarda a Torino e alla sua storia gastronomica. In occasione della Giornata Internazionale dell’Hamburger, Cà Mariuccia presenta una creazione firmata dallo chef Stefano Malvardi: il Burger di Trota, pensato come omaggio a Mulassano, lo storico caffè torinese legato alla nascita del tramezzino.

La proposta unisce l’anima agricola del Monferrato al riferimento sabaudo. Il punto di partenza è il pane: lo chef ha studiato una versione rustica del celebre pane bianco da tramezzino, lavorata con mele, noci e farine di tipo 1. La forma rettangolare richiama quel modello, ma lo porta in una dimensione diversa, accogliendo la delicatezza della trota salmonata e trasformando l’idea di burger in un piatto territoriale, curato nella struttura e negli equilibri.

Volevo creare un ponte tra la Torino dei caffè storici e la nostra realtà agricola” – spiega lo chef Malvardi – “utilizzando il pesce d’acqua dolce e le spezie per dare verve e freschezza a un classico intramontabile“.

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