HomeVino e BevandeGiulia racconta l’Azienda Agricola Sordo Giovanni, tra M.G.A. e vigne storiche

Giulia racconta l’Azienda Agricola Sordo Giovanni, tra M.G.A. e vigne storiche

A Monforte d’Alba, durante I Grandi Terroir del Barolo 2026 organizzato da Go Wine, il confronto sulle M.G.A., sulle annate e sulle molte letture del Barolo ha riportato al centro il rapporto tra vino e luogo d’origine. Tra i protagonisti dell’incontro anche Giulia, voce dell’Azienda Agricola Sordo Giovanni, realtà storica di Castiglione Falletto legata da generazioni al Nebbiolo e alle colline della denominazione.

La storia dell’azienda affonda le radici nei primi anni del Novecento, con Giuseppe Sordo. È però con Giovanni Sordo e con la moglie Maria che prende forma il percorso destinato a definire l’identità della cantina. A partire dagli anni Cinquanta, la famiglia avvia un lavoro di acquisizione di vigneti in alcune delle aree più vocate del territorio, seguendo una visione precisa: raccontare il Barolo non come espressione generica di una denominazione, ma attraverso le differenze delle singole parcelle.

È una scelta che ancora oggi guida il lavoro dell’azienda. Sordo Giovanni è infatti tra le realtà più riconoscibili del panorama del Barolo per la produzione di otto etichette da M.G.A. diverse, distribuite in più comuni della denominazione. Tra queste figurano Rocche di Castiglione, Parussi, Villero, Monprivato, Gabutti, Perno, Monvigliero e Ravera.

La gamma consente di leggere, calice dopo calice, le sfumature dei diversi suoli, delle esposizioni e dei microclimi, mantenendo il Nebbiolo come asse centrale del progetto produttivo. Non è soltanto una questione di stile, ma di interpretazione: ogni vigna porta con sé un carattere, una profondità, una misura diversa, e il lavoro in cantina punta a conservarne la riconoscibilità.

Accanto al Barolo DOCG e alle sue singole espressioni, l’azienda continua a produrre vini profondamente legati alla cultura piemontese, dal Dolcetto alla Barbera, fino al Nebbiolo. A questi si aggiungono bianchi e altre etichette che ampliano il racconto della cantina, senza allontanarlo dalla sua matrice territoriale.

Un ruolo centrale è affidato anche alla cantina di affinamento, dove il Barolo segue lunghi tempi di maturazione in grandi botti. È una scelta coerente con l’impostazione aziendale: accompagnare l’evoluzione del vino con equilibrio, lasciando che sia il vigneto d’origine a parlare.

Nel racconto di Giulia emerge così il profilo di una cantina costruita sul legame tra famiglia, vigne e M.G.A. Una realtà che attraversa più generazioni e che continua a leggere il Barolo come un mosaico di luoghi, ciascuno con una voce propria, tenuti insieme dalla continuità di un lavoro familiare e da una visione saldamente radicata nelle colline di Langa.

Paratissima VENTI: Club Silencio inaugura l’Art Week negli Uffici SNOS – 30 Ottobre 2024

Club Silencio inaugura l'Art Week di Torino con "Una Notte a Paratissima - ART WEEK Opening Party", l'evento di apertura della ventesima edizione di...

L’Arte della Mixology tra Italia e Mongolia: Eventi e Collaborazioni nel 2025

Una collaborazione che unisce due culture attraverso il cibo e il vino, promuovendo la crescita della scena enogastronomica in Mongolia, una delle destinazioni emergenti...

Antica Bottega del Vino arriva a Cortina: apertura il 30 dicembre 2025

Dopo l’annuncio che aveva acceso la curiosità degli appassionati, arriva la data ufficiale: il 30 dicembre aprirà la nuova Antica Bottega del Vino di...

Ultimi Articoli